SONETTO LVII
Cieco non conobbe che gli sguardi di lei in quel di doveano essere gii ultimi.
0 giorno, o ora, o ultimo momenlo, 0 stelle congiurate a 'mpoverirme I 0 fido sguardo, or che volei tu dirme, Partend'io per non esser mai contento?
Or conosco i miei danni, or mi risento : Ch' i' credeva (ahi credenze vane e 'nfirme I) Perder parte, non tutlo, al dipartirme.
Quante speranze se ne porta il vento I
Che già '1 contrario era ordinato in cielo ; Spegner l'almo mio lume ond' io vivea ; E scritto era in sua dolce amara vista.
Ma 'nnanzi agli occhi m' era posto un vélo, Che mi fea non veder quel ch' i' vedea, Per far mia vita subito più trista.