‹ Rimes de PétrarqueChapitre 119 sur 168 · SONETTO LXV · texte numérisé non relu

SONETTO LXV

Ben a ragione e' teneasi felice in amarla, se Dio se la toise corne cosa sua.

Quel che d' odore e di color vincea

L' odorifero e lucido oriente,

Frutti, fiori, erbe e frondi ; onde '1 ponente

D' ogni rara eccellenzia il pregio avea ;

Dolce mio lauro, ov' abitar solea Ogni bellezza, ogni virlule ardente , Vedeva alla sua ombra onestamente Il mio Signor sedersi e la mia Dea.

Ancor io il nido di pensieri eletti

Posi in queir aima planta ; e 'n foco e 'n gelo

Tremando, ardento, assai felice fui.

Pieno era '1 mondo e' suoi onor pcrfetli ; Allor che Dio , per adornarne il cielo , La si rilolse : e cosa era da lui

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