SONETTO VIII
Pcrduto r unico rimedio ai mali di questa vita, desidera sol di morire.
Poi che la vista angelica serena, Per subita partenza, in gran dolorc Lasciato ha V aima e 'n tenebroso orrore, Gerco, parlando, d' allentar mia pena.
Giusto duol certo a lamentar mi mena : Sassel chi 'n è cagion, e sallo Amore ; Gh' altro rimedio non avea '1 mio corc Gonlra i fastidi onde la vila è piena.
Quest' un, Morte, m' ha lolto la tua mano E tu che copri e guardi ed hai hor teco, Felice terra, quel bel viso umano ;
Me dove lasci, sconsolato e cieco, Poscia che '1 dolce ed amoroso e piano Lume degli occhi miei non è più meco ?