‹ Rimes de PétrarqueChapitre 121 sur 168 · SONETTO LXVI · texte numérisé non relu

SONETTO LXVI

Ei sol, che la piange, e 'I cielo, che lapossiede, la conobbero mentre visse.

Lasciato hai , Morte , senza sole il mondo Oscuro e freddo, Amor cieco ed inerme, Leggiadria ignuda, le bellezze inferme, Me sconsolato ed a me grave pondo ;

Corlesia in bando ed onestate in fondo : Dogliom' io sol, ne sol ho da dolerme; Che svelt' hai di virtute il chiaro germe, Spento il primo valor, quai fia il secondo?

Pianger V aer e la terra e '1 mar devrebbe L' uman legnaggio , che , senz' ella , è quasi Senza fior prato , o senza gemma anello.

Non la conobbe il mondo mentre Tebbe : Conobbir io , eh' a pianger qui rimasi , E 'l Ciel , che del mio pianto or si fa bello.

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