SONETTO LXXX
Dacch' ella mori , ei non ebbe più vita. Disprezza dunque ed affronta la morte.
Non puô far morte il dolce viso amaro ; Ma '1 dolce viso, dolce puô far morte. Che bisogna a morir ben altre scorte ? Quella mi scorge ond' ogni ben imparo.
E quoi che del suo sangue non fu avaro, Che col piè ruppe le tartaree porte, Col suo morir par che mi riconforte.
Dunque vien, Morte; il tuo venir m' è caro.
E non tardar, ch' egli è ben tempo omai ; E se non fosse, e' fu '1 tempo in quel punto Che Madonna passô di questa vita.
D' aller innanzi un di non vissi mai : Seco fu' in via, e seco al fin son giunto ; E mia giornata ho co' suoi piè fornita.