‹ Rimes de PétrarqueChapitre 153 sur 168 · SONETTO LXXXII · texte numérisé non relu

SONETTO LXXXII

Ha si fiso in Laura il pensiero, che gli par d' esser in cielo e di parlar seco lei.

Volo con r aîi de' pensieri al Cielo Si spesse vol te, che quasi un di loro Esser mi par c' hann' ivi il suo lesoro, Lasciando in lerralo squarcialo vélo.

Talor mi tréma '1 cor d' un dolce gelo, Udendo lei per cli' io mi discoloro, Dirmi : Amico, or t' am' io ed or t' onoro, Perc' liai costumi variali e '1 jjelo.

Menami al suo Signer : aller m' incliino, Pregando umilemente che consenta Ch' i' sli' a vedcr e 1' uno e 1' allro volto.

/ Risponde : Egli è ben ferme il luo destino; E per lardar ancor vent' anni o Irenta, Parrà a te Iroppo, e non lia perô mollo.

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