‹ Rimes de PétrarqueChapitre 159 sur 168 · SONETTO LXXXV · texte numérisé non relu

SONETTO LXXXV

Si umilia dinanzi a Dio, e, piangendo, ne implora la grazia al punlo di morte.

r vo piangendo i miei passati tempi I quai posi in amar cosa mortale, Senza levarmi a volo, avend' io 1' aie Pcr dar forse di me non bassi esempi.

Tu, che vedi i miei mali indegni cd empi, Re del cielo, invisibile, immortale, Soccorri ail' aima disviata e fraie, E '1 suo difelto di tua grazia adempi :

Si che, s' io vissi in guerra ed in tempesla, Mora in pace ed in porto; e se la stanza Fu vana, almen sia la partila onesta.

A quel poco di viver che m' avanza Ed al morir degni esser tua man presta. Tu sai ben che n' altrui non ho speranza.

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