SONET,TO LXXXIX
Il mesto canto d' un augellelto gli raromenta 1 proprj e più gravi affanni.
Vago augelletlo che cantando vaî, Ovver piangcndo il luo tempo passalo, Vedendoti la noite e '1 verno a lalo, E '1 di dopo le spalle e i mesi gai,
Se corne i luoi gravosi affanni sai, Cosî sapessi il mio simile slalo, Verresti in grembo a questo sconsolato A parUr seco i dolorosi guai.
r non so se le parti sarian pari ;
Che quella oui lu piangi è forse in vila,
Di cir a me Morte e '1 Ciel son tanto avari
Ma la stagione e V ora men gradita,
Col membrar de* dolci anni e degli amari,
A parlar teco con pietà m' invita.