‹ Rimes de PétrarqueChapitre 48 sur 168 · SONETTO XXVIII · texte numérisé non relu

SONETTO XXVIII

Doleasi a torto il' amarla; ed ora è pur contenlo di moriro infelice per Ici.

r mi soglio accusare; ed or mi scuso, Anzi mi pregio, e tengo assai più caro Deir onesta prigion, del dolce amaro Colpo ch' i' portai già molt' anni chiuso.

Invide Parche, si repente il fuso Troncaste ch' attorcea soave e chiaro Stame al mio laccio, e queil' aurato e raro Strale onde morte piacque oltra nostr' uso !

Che non fu d' allegrezza a' suoi dî mai,

Di liberté, di vita aima si vaga,

Che non cangiasse 1 suo nalural modo,

Togliendo anzi per lei sempre trar guai, Che cantar per qualunque; e di tal piaga Morir contenta, e vivere in tal nodo.

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