SONETTO XXXVI
S' ella non fosse morta si giovane, egli avria canlato più degnamenle le lodi di lei.
Mentre che '1 cor dagli amorosi vermi Fu consumato, e 'n fiamma amorosa arse, Di vaga fera le vestigia sparse Gerçai per poggi solitari ed ermi.
Ed ebbi ardir, canlando, di dolermi D'Amor, di lei, che si dura m' apparse. Ma r ingegno e le rime erano scarse In quella elate a' pensier novi e 'nfermi.
Quel foco è morto, e '1 copre un picciol marmo Che se col tempo fosse ito avanzando , Comegià in allri, infmo alla vecchiezza;
Di rime armato, ond' oggi mi disarmo , Gon stil canuto avrei fatto, parlando , • Romper le piètre e pianger di dolcezza.