SONETTO XXXVIII
Dolente, la cerca, e, non Irovandola, conchiude esser ella (lunque salita al cielo.
Quel Sol che mi mostrava il cammin destro Di gire al ciel con gloriosi passi , Tornando al sommo sole, in pochi sassi Chiuse '1 mio lume e '1 suo carcer terrestro :
Ond' io son fatto un animal silvestro , Che co' piè vaghi, solitari e lassi Porto "1 cor grave, e gli occhi umidi e bassi Al mondo, ch' è per me un deserlo alpestro.
Cosi vo ricercando ogni contrada Ov' io la vidi ; e sol tu che m' affligi, Amor, vien meco, e mostrimi ond' io vada.
Lei non trov' io ; ma suoi santi vestigi , Tutti rivolti alla superna strada , Yeggio , lunge da' laghi averni e stigi.