SONETTO XXXIX
Ella era si bella , ch' e' si reputa indegno di averla veduta , non che di iodarla.
lo pensava assai destro esser su 1' aie , Non per lor forza ma di chi le spiega , Per gir, cantando , a quel bel nodo eguale Onde morte m' assolve , amor mi Icga.
Trovaimi ail' opra via più lento e fraie D' un picciol ramo cui gran fascio piega ; E dissi : A cader va chi troppo sale ; Ne si fa ben per nom quel che '1 Ciel nega.
Mai pon poria volar penna d' ingegno , Non che stil grave o lingua, ove Natura Volô tessendo il mio dolce ritegno.
Seguilla Amor con si mirabil cura lu adornarlo, ch' i' non era degno Pur délia vista : ma fu mia venlura.