SONETTO XLIV
NuUa v' ha più , che lo riconforti , se non desiderar di morire per rivederla.
Ne per sereno ciel ir vaghe stelle , Ne per tranquillo mar legni spalmali , Ne per campagne cavalieri armati, Ne per bei boschi allègre fere e snelle ;
Ne "d' aspettato ben fresche novelle , Ne dir d' amore in stili alti ed ornati , Ne Ira chiare fontane e verdi prati Dolce cantare oneste donne e belle ;
Ne altro sarà mai ch' al cor m' aggiunga ;
Si seco il seppe quella seppellire
Che sola agli occhi miei fu lume e speglio.
Noia m' è il viver si gravosa e lunga , Cir i' chiamo '1 fine per lo gran désire Di riveder cui non veder fu meglio.