FRANÇOIS DE TOSCANE
Rome, 21 avril 1585.
(Election de Sixte-Quint.)
Le Icctour connaît, par la relation du conclave (liv. II), le contenu de colle pièce. En raison de son iniporlance , j'en donne ici le texte original.
EntraiTiino domenica in conclave dopo la nicssa, et ([uel giorno per la confusione fu speso in visile et oompliinenti, non lassando d'osservarci l'un l'altro. onde nacque un certo sospetto, cbe per cosa di ncssun fondaniento ci tenue sospesi et vigilanti gran parle délia nolte. Lunedi dopo lo scrutino (clie non liebbe cosa notabile) si passo pure al modo niedesinio riconoscendosi et esplorandosi fia noi. Et poi verso la notte si levo un bisbiglio che ci tenne per qualche liora ingelosia senza sonno et senza quiète; alla quale ci fu pur poi lecito di atlendere tulto il resto délia nette, (|iiando funiino cbiari che erano tutte vanilà et scherzi d'iiuouiini freschi nia nondiineno teinuti, per non dare occtasione di passar dalla burla al veio. lo haveva seinpre liavuta la mira mia a Montalto principalmente; et corne (piesla m'haveva sforzato di parlame con alcuno, cosi non si haveva potulo celare interamente la mia inclinazionc, la quale temuta dalla
parte avversa, Thaveva spinta martedi a procacciargli esclusione, alla quale io mi opposi con arte da indcbolirla et tenerla indietro ; et fu con operare clie Riario, Deza, Cornaro, Spinola, Gonzaga et Austria et con essi Simoncello dicessero a' Farnesiani d'haver sentito questo di me ; ma perché non li piaceva starmcne resoluto di non andarvi. Dalle quali voci assicurati, dcsistcrono di fàre altra pratica, come non più necessarîa; et perché li vedevo volgere alli loro, et scorgevo crescer le difficultà con la venuta di Madruccio, Vercelli et li altri, che s'intendevano avvicinarsi, et che niente più desideravo che concludere avanti la venuta di Madruccio anco per respetto di Spagna, mi voltai a stringer la pratica con ogni sludio. Per tirare Altemps stimai buono mettergli paura di Ceneda, aborrito' da lui stranamente, et facemmo si con esso Gesual- (lo (il quale fu sempre meco in questi andamenti quel redelissimo amico che m'haveva promesso) et io che cgli inipaurito delli favori che si scoprivano di questo, et poco fondamenlo trovando ne' suoi, si volto aile créature di Pio V, delli quali nominô prima Santa Severina, ingegnandosi di rimostrarmelo per buono, et vedendoci far moite obieltioni, et che anco di Ccsi si trattava d(îirimpossibile, venue eglistesso a dire, ehe gli pare va vedere che io volessi il frate. A che risposi : che era veramentc buon suggetto, ma che volevo pur il gusto suo. Et egli che non vi era volto a mado nostro, torno pure a dire che se pure Vostra Altezza et io Io volevanio et stivamamo di servizio nostro si facesse, che io Io dicessi liberamente. Io gli dissi che Io stiraavaino (j:r3n suggetto, et che per dirlo, nessuno deside-
ravo piii. Opposemi del Signor Paolo (Giordano Orsino), etc. et sodisfacendosi poi délie mie repliche concluse, clic molto volontieri pcr amor nostro vi concorreva ; ma che vorria pur che riconoscessi anco da lui quel che si faceva. Dissi che era honesto, et che glielo mandarei a parlare ; et egli con questo prese assunto di trattar con Madruccio, et che lo faria, quanto io prima glieF havessi detto che havevamo fatto il Papa, et che Altemps glielo nominaria. Di tutto ragguagliai Alessandrino, il quale su la mezza notte travestito se ne andô a ragguagliar Montalto. Parimente detti conto di tutto a Este, col quale ho proceduto sempre unilissimo ; et di tutti questi andamenti mi successe felicissimamente di frodar la gabella alli adversarii, corne fu voler di Dio ; si che niente penetrorno de' fini iniei riposandosi quella sera su le parole delli suddetticardinali acconci da me. Con questo molto ben concertato me ne tornai alla stanza, et calculato il bisogno feci la nota per Este, per Altemps et per me di quelli che ciascuno dovevamo confirmare ; et sta mattina mi levai avanti giorno a fare il resto, maravigliatissimo di tanto sopore. A Montalto havevo detto prima, che mai si movesse senza me, che quando fusse tempo, cosi avvcrtirei, et perô prima lo feci dcstramente chiamare, et in caméra di Gesualdo, brevemente Tinformai del fatto, et comc dovesse governarsi il resto, et lassandole seguitai de operare. Lcvossi Este et si pose fra la porta del conclave et délia cappella, dove venne Altemps ancora, sotto pretesto di raunarsi per la entrata di Yercelli, délia quale volevaino valerci per occasione di celar più che potevamo il nostro
concctto. Altemps con li suoi assignatili, et con San Sisto, mostrandogli la cosa fatta, fece la sua parte, et Este ancora con li amici suoi, et io con Guastavillano traitai in modo che promesse, se bene San Sisto récusasse, voler venir egli con li molti clic gli liavcvan parlato fra le créature di Grcgorio. Presentandosi verso '1 tardi la pratica, San Marcello venne a dire a Altemps et a me, che gli piaceva niolto il suggetto, et che pero tirassimo innanzi, perché sarebbe con noi in ogni mondo. Cosi entrammo in cappella, dove si cominciorno a legger le bolle del conclave a Madruccio et Vercelli ; et intanto non cessavamo noi di far qualche cosa. Fù resoluto che Aiessandrino tirasse fuori San Sisto, et aprendogli la cosa gli dicesse che havevamo il papa fatto, et che se voleva volentieri concorrervi, lo faremmo capo ; se no lo faroumio in ogni modo; et cosi invitandolo, et mostrandogli la cosa già ferma, calo subito et volse consullan; co' suoi, i quali pcrcio tutti chiamo fuor di cappella. A questa chiamata non si mu()V(;ndo li suddetti praticati da me, ma guardandomi in viso, io li persuasi di andare, mostrandogli esser necessario per rilonere qualche mutatione. Et fù a proposilo, perche Facchinetto non laudava che n'andassero cosi menati p(n' il naso ; ma quelli tennero saldo ; onde tornorno liilti a' luoghi loro in cappella. Farnese, che prima non haveva saputo nientc, vedendo partire Alessan- (Irino et San Sisto, et trovando strano che cosi sul viso se gli laeesse il papa, et quelle che li pnreva d' ha ver oscluso, comincio a risentirsi con noi. Et yYY))icvi/i(l()gli Este et io : che era fatto, et che biso-
gnava bene che piacesse ancora a lui et a loro, nel tempo medesimo spingemmo li signori nipoti primi con tutte le créature alF adora tione di Montalto pur présente; et vi andammo tutti. Come forzato di venirvisi trovô egli ancora, et vi venne cred'io con tanta più amarezza, quanlo più sperava per se; et gli pareva d*haver buono per Savello. Nel quale vedevamo per noi moite difficultà; se ben non trovavamo la pra),ica che di fuora veniva avvisato havere scritto Sforza per conciudersi : Et è passato al modo il fatto, che non saria ingrato il papa, quando con San Sisto particolarmente non ne mostrassi grade; poichè ci fu tirato, come lia tirato egli le créature malissime sodisiatte del procedere di tutti due. Stamane cosi fu fatlo il papa senza baver offeso alcuno con esjclusione, et con modo che io non pbtevo desiderar migliore ne per honor mio. Cominciava Madruccio nel primo, che fu anco ultime congresso a dirmi, che veniva nuovo, et haveva bisogno che fussimo insieme a riconoscere li conKdenti, ma io gli taghai le parole; mostrandogli come di sopra il papa fatto, che Io lasso tutto confuse, et se non erro, tutto dolente et pentito di questa impresa che Io inhabilitava al pontificato ambito da lui stranamente, ne gli dà autorità alcuna. Più di sono scopersi che vi era Tordine del Re di escluder Farnese, ma perô da scoprirsi in evento di pericolo imminente, etDeza l'haveva in assenza di Madruccio; ma io non Tho scritto, si perche ne promessi intero secreto, si perche non Tho mai stimato, non sapendo veder che cosa fusse, ne che rilevasse un zéro; et ho caro che conoschino che non si habbia bisognato per
escludere et includere suggetti a modo nostro. Este in tutto questo ha trattato meco, et corrisposto d'effetto a tanta ingenuitk et nobiltà d'animo, ebe io gli rimango incomparabilmente obligato, et con suo consiglio ho proceduto sempre, ne glie Tho celato mai, se non la cosa suddetta di Ccneda, per dubio di non disgustarlo ; ma in questo ancora Tho trovato pronto a prcporre il gusto mio a ogni rispetto. Et sarà bene, che come il favore è comune a Vostra Altezza, cosi Ella mostrandosene informata da me, lo ne ringrazii complitissimamente, come desidero che ringratii Aitemps li sudditi tutti, di Gregorio, che amorevolissimamentc sono stati con me ; et inoltre Gesualdo, il quale ha posposto liberamente ogni suo fine per procurare il nostro. Il papa ha molto ben conosciuto Topera mia, et perciô m'ha fatto parole, amorcvolissiniamcnlc dicendo voler che io sia il figliuolo diletto, et che niente passi senza mia participatione. Io gli ho risposto modestissimamenlc non liaver mai preteso se non servirlo, et che il niedesimo farei liora, senza altra pretensione, godendomi délia grazia sua solamcnte; et in somma non ho voluto mostrareanimo di maneggiare. Solo glihodetto che stando casa nostraconFarnese come stà, io vorrei una grazia da lui ; et era, non che li facesse persecutioni, ma che non si servisse in cosa alcuna di niinistri dependenti da lui. Et mi rispose : Non esser convcniente servirsi di chi non volesse bene a casa nostra, et che ci harebbe cura; et che io saprei sempre, etc. Lo persuasi con alcune ragioni che la secretaria non la ponesàe in mano di Cardinali (et questo feci per escluder tacitamente Rusticucci, che in tempo
di Pio V non si porto bene con noi) et mostrô di approvarlo, dicendomi che andarebbc fra tanto introducendo il suo ordinario. Délia Dataria lo persuasi a non disporre senza matura consideratione ; et questo ancora per rimuoverlo da qualche suggetto di poco mio gusto, et pensar di farla cadere in qualche amico, et credo che non correrà. Altemps lo richiese del governo di Borgo per il Marchese suo ; et Sua Santità gli disse che parlasse con me; perché lo daria s'io lo stimassi ben fatto. Et io a richiesta d* Altemps parlai, et feci risolver subito a sua sodisfattione, mostrando a Sua Santità non potersegli negar questo contento. Et con questa occasione gli dissi, che per non mostrar memoria de' disgusti di Gregorio, ne oblivione di quel che in qualunche modo havevono fatto questi suoi, havei stimato buono, che havesse confirmato il Signor Jacopo per qualche mese : dicendogli che cosî gli- si dava in serbo per qualche suggetto a gusto di Sua Santità et ella l'approvô. Proposi il Marchese di Riano in luogo di Mario Sforza, dicendogli di costui quel che mi parve; et cosi délibéra, subito levando Mario et ponendo il Marchese. Et dispiacendomi sentir dire che per Jacopo Malatcsta si scrbasse il castello, ricordai che era buona occasione per riconoscerne Alessandrino in uno de' fratelli, et trovai il Papa approvarlo, et lo dovrà farc, quando siano qua. Parlando del desidcrio che Yostra Altezza haveva délia sua esaltazione et del gran gusto che ne sentirebbe, soggiunsi chesaria facil cosa che nel suopontifîcatola sirisolvesse di venire a Roma, et mi mostrà che n'havia gran contento, et che la non li potria fare il maggiore honore.
Ma io soggiunsi che vi saria tempo da deliberare, et tutte queste proposte passorno con tutti li segni d'honoré et di amore; et quanto sono maggiori, tanto sono io più resoluto di procéder riservatamente, pertagliar la ferza alFinvidia. Este m'honora tanto che io mi arrossisco; dicendo che questa è tutta opéra mia, et csaltanto l'industria; ma io pur pubhcamente rispondo, che sono stato sempUce instrumento délia sua autorità, et cosi cerco di corrispondere. Del conte germanico trattaro con la prima occasioné, non ci essendo pericolo che ci sia tolto délia mano. Signor Paolo (Giordanb Orsino, duc de Bracciano) è tutto impaurito ; ne per stabilimento che habbiamo fatto Altemps et io perla sua sicurezza puô quietarsi, et dicc non vedervi altra via che d'un parentado con il Papa, dando la figluola a un nipote di Sua Santità, con che Ella (al) présente li dia 25 mila scudi d'entrata. Il che saria 4 (anni) avanti che fusse in età per il matrimonio, non passando egli gli XI anni fin hora. Ho voluto dirlo per notitia di Vostra Altezza, la quale saprà anco, che raccomandando io a Sua Santità questi suoi nipotini ; mi rispose che erano di Vostra Altezza et miei ; poichè Ella già un pezzo ce li haveva dati per tali. Salviati si è portato molto bene ; et più prontamente è concorso che io non credevo, per le differenze tante di certa vigna contigua a quella del Papa. Fiorenza parimente è stato molto disposto; et par che non sia interamente sodisfatlo, perché io più di Gesualdo che di lui mi sia valso, ne gli habbia communicato ogni passo : ma posso dire, per verità, che di Gesualdo mi sono valso, perché faceva per Altemps, et perché la compagnia sua
ineno scopriva la mira nostra ; et anco perché il negozio è caminato con tanta fretta, che non ho potuto pensare a ogni complimcnto. Domani introdurrô l'Ambasciatore, et poi parleremo delF Ambasceria, nella quale credo pur che haremo sodisfatione. lo stimarei bene che Vostra Altezza spedisse huomo espresso per rallegrarsi, et se fusse prelato saria bene; et meglio di tutti stimerei l'Arcivescovo di Pisa; poichè so che saria raolto ben visto da Sua Santità.
Arch. Fir. 5H9.