‹ Sixte-Quint (volume 3)Chapitre 16 sur 31 · FRAGMENTS D*UN SERMON PRÊCHÉ A PEROUSE PAR FRA · texte numérisé non relu

FRAGMENTS D*UN SERMON PRÊCHÉ A PEROUSE PAR FRA

FELICE (sIXTE-QUINT).

Imprimé à Naples, le 7 février lSo4, Alli Verginiy per Gillo Allifano;

in-16. Bibliothèque Barberini.

.-.Ma non tolerô già Tantico serpe e malizioso avversario nostro che lungamente tanta félicita godesse si

gran monarchia, tarita giustizia e si bel!' ordine : imperoccliè consapevol del severo e irrevocabir bando che à suon' deir angeliche trombe per tutti li anguli del paradiso intoriô : che nissun di qiiaisi voglia grado o preminenzia dell' alber' della scienza del ben' c mal a mczz* il giardino piantato solto pena della tremenda disgrazia del gran' signor degli eserciti toccar ardisse : trovo Eva nostra prima madré, e con false lusinghe persuader si forzô, che dal vetato frutto mangiasse s'acquistar voile l'alta equalità delh maestà divina. L'incauta e mal accorta donna dalle finte parole del serpe sedotta, e dalla vaghezza del frutto presa, Tistesso inganno persuadeva ad Adamo suo consorte, quand' egli per compiacerli comminciô a disputar con Dio... Finalmente Adamo, per sodisfar alP importuna donna, mangiô il prohibito frutto, c dissubedi al suo Signore. Incontinente, oimè, gli s'aprirno gli occhi deir humana prudenza e vidde nella sua personna trè brutezze... e confuso e vergognoso s'arrossiva in se stesso, fugiva e s'ascondeva, e toccô con raani cli' il mentitor serpe Thavea ingannato : îill' hora perché nella concupiscibiF si levô l'odio contra Tamore, la tristizia contra la dilettatione, il dispiacere contra il desiderio, e nella irascibil' la desperazion' contra la speme, Tira contra la mansuetudine e il timor contra Taudacia : s'armô Giove contra Saturno, il ferro contra Toro, riniquità contra la giustizia, la carne contra la ragione, Adamo contra Dio : ma perche nel contraste ch' è tra huomo e'huomo puô restar superior rhuomo, come il giovine David a Golia gigante : tra huomo e diavolo puô restar superior Thuomo, cosi il patiente

Job a Sathana : tra huom' e angelo puô restar «uperior riiuomo, corne il patriarca Jacob alF Angelo luttatore : ma tra huomo e Dio è impossibile che l'huorno resti con honore ; perô ejecit Dominus Adam de paradiso voluptatis e allora se senti nella mente ambizioso, nel conversar maligno, nel mangiar vorace, nell' ingiurie impaziente e nel parlar «corretto : Ove prima nella natura era retto, nella conversation piatoso, nel parlar modesto e nel mangiar temperato ; vidde Tetà viziata, Tinfanzia lorda e stomachosa, la puerzia indolice e avezza, Tadolescenzia lasciva e scorretta, la giovcntù precipitosa e pazza, e la vecchiezza sciocca e ribambita : ove dianzi Tinfanzia era innocente, la puerizia savia, Tadolescenzia modesta, la gioventù prudente e la vecchiezza (sic) santa. Anzi vidde che fin' aile virtù gli minacciarono ingiurie, danni ed onte : in mal servi la bellezza ad Absalone, la sapienza a Salomone, la fortezza a Samsone, la profezia a Balaam, il sacerdozio ad Aaron, le richezze a Balthasar, e finalmente Tapostolato a Giuda : perô ben disse David, Ps. \L\lll, Homo cum in honore esset non intellexit, comparatus est jumentis insipientibus,,.

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