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DE MONTALTO

Rome, le 13 mars 15Q3.

Magnifie! Signori Padri miei onorandissimi , Con quella amorevolezza, ed osservanza, che debbo alla mia Patria, ho letto le di vostre Signorie delli due di questo, ma non senza gran dispiacere deU'animo mio ho inleso tanto strepito avete fatto con poca vosira riputazione, e con molto dissonore mio. Se voi sapevate, che Maestro Tommaso dipendeva da me, come confessa te nella vostra, perché non gli avete porta to più rispetto ? offendendo dunque lui dipendente da me, concludenlemente offendete me. Poi se dipende da me, perché non avete ragguagliato me de suoi mali portamenli, chêne avete empita tutta laMarca? Jo ne tengo avviso d'Ancona, daJesi, da Macerata, e da voi nô. Vi scusate nel principio délia vostra leltera per le occupazioni, e nel fine per la distanza del luogo; molto siete stati occupati a farrintendere a me, e dissoccupati, a farlo intendere al Stracca, al Civallo, ed alla Corte di Macerata ; conveniva più per me, che per altri dissoccuparvi, essendo iofiglio vostro, e creatura vostra, e Tonor o vergogna mia, anco vostra. Poi come la distanza del luogo ve lo ha impedito? da S. Biagio al primo di Quaresima non ci sono ventidue giorni ? Non avete voi Ascoli, e Macerata d'intorno, di donde

due volte la settimana viene la posta a Roma in dieci giorqi ; non averei potuto io fare ogni provisione, e

senza strepilo, e senza fardir di voidalli vostri Vicini? Il caso di Maestro Tommaso mi viene scritto da Montalto daPersone onorate molto différente da quello mi scriveie vol. Poi per la vostra lettera tutto il caso è fondatonel vostroPodestà; egliè il querelante, Tattore, il testimonioy il giudice, li mancava solo essere lo sbirro. Non voleté che io mi accorga corne camina il negozioV Ben sarei cieco, sordo e muto. L'occhio di cristallo a piedi délia Groce non lo sanno tutti li nostri frati, che era distaccato fin quando io era fratino e nel portarla sempre bisognava tenerci il dito presso ? Corne voleté dar questa calunnia à Maestro Tommaso, con dire che Favete trovato aperto ? Poi se Maestro Tommaso era in buonissima considerazione , con quai fondamento vi scandalizate di lui? Non sapete voi, che la maggior parte de' Corpi, ereliquie Santé sono state da noslri Vecchi, o rubate, o tolte per forza? Il che èimputato a divozione, e non ad empiéta, corne voi pensate. E quando anche cosi fosse, corne scrivete, non dovrebbe bastarvi , che la reliquia è riposta al suo luogo, e Terrore è emendato? Poi la Croce di S. Maria è de' preti« e non è vostra, e quando ilsignor cardinale S. Angelo vostro Abate la volesse, bisognerebbe dargliela, cosi quella di S. Agostino, cosi questa di S. Francesco è délia mia religione. Lodo la vostra diligenza, che le vostre chiese non siano spogliate délie cose sacre, ma dovete con me farne istanza, e non far da voi , che non sono cose vostre. Frà Hieronimo Assolano, che fu Papa Nicolao IV, donô queste croci a tutti i luoghi délia custodia d'Ascoli, è dunque donata alla religione, enon donata a voi, ne acquistalada voi.

Commendo lo studio vostro in conscrvarla, e protegerla, ma non in volervene impadronire, perôbastava far iniendere a me, cheio averei dato riparo. Ma io sono benissimo informato, che Persona di malo slomaco ha giiidato queslo disordine, ma prego Dio glie lo purghi, acciô non faccia d'ogni erba fascio, e digerisca meglio il suo cibo. Mi fale intendere, che il Stracca ha provisto di Fià Bernardino da Monte Fiore per predicalore vostro, ed io come superiore deir uno e deir altro non voglio, che ci predichi, ese dopo il mio mandato vi predicherà, lo farô venir legato in Boma. Padri miei osservandissimi, vi prego per qUell' amore, che io porto a voi, e per quello, che voi dovete portarc a me che non mi fale più di quesli strepiti. Lasciale le cose de miei Frati trallarle a me , come io non m'intrometto nel vostro Palazzo, e tuttoil mio scrivere accettalelo con quella sicurtà, che aile volte un figlio âpre il suo cuore con un suo carissimo Padre, nel resto mi trovaretc in tutlo il lempo délia mia vita obediente più a voi, che non farei al Padre, che mi ha generato. Dionostro signore vi concéda prospérité, e pace.

La lettre autographe est conservée à Phôtel de ville de Montalto.

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