‹ Sixte-QuintChapitre 28 sur 66 · FRANÇOIS DE TOSCANE · texte numérisé non relu

FRANÇOIS DE TOSCANE

Rome, 24 avril 1585.

(Élection de Sixte-Quint.)

Le lecteur connaît, par la relation du conclave (Ut. II)» le contenu de cette pièce. En raison de son importance, j'en donne ici le texte original.

Entrammo domenica in conclave dopo la messa, et quel giorno per la confusione fu speso in visite et compliménti, non lassando d'osservarci l'un Taltro, onde nacque un certo sospetto, che per cosa di nessun fondamento ci tenue sospesi et vigilanti gran parte délia notte. Lunedi dopo lo scrutino (che non hebbe cosa notabile ) si passô pure al modo medesimo riconoscendosi et esplorandosi fra noi. Et poi verso la notte si levô un bisbiglio che ci tenne per qualche hora in gelosia senzasonno et senza quiète; allaquale ci fu pur poi lecito di altendere tutlo il reslo délia notte, quando fummo chiari che erano tutle vanità et scherzi d'huomini freschi ma nondimeno temuti, per non dare occasione di passar dalla burla al vero. lo havevasempre havuta la mira mia a Montalto principalmenle; et corne questa m'haveva sforzato di parlame con alcuno, cosî non si haveva potuto celare interamente la mia inclinazione, la quale temuta dalla

parte awersa, l'baveva spinta martedi a procacciargli csclusione, alla qualeio mi opposi conarte da indebolirla et tenerla indietro ; et fu con operare che Riario, Deza, Cornaro, Spinola, Gonzaga et Âustria et con essi Simoncello dicessero a' Farnesiani d'haver senlito questo di me; ma perché non li piaceva starmene resoluto di non andarvi. Dalle quali voci assicurati, desisterono di fare altra pralica, come non più necessaria ; et perché li vedevo volgere alli loro, et scorgevo crescer lediflîcnltà con la venuladiMadruccio, Vercelli et li altri, che s'intendevano avvicinarsi, et che niente più desideravo che concludere avanti la venuta di Madruccio anco per respettodi Spagna, mi vohai a stringer la pratica con ogni studio. Per tirare AI temps stimai buono meltergli paura di Ceneda, aborrito da lui stranamente, et facemmo si con esso Gesualdo (il quale fu sempre meco in questi andamenti quel fedelissimo amico che m'haveva promesso ) et io che egli impaurilo dellifayori che si scoprivano di questo, et poco fondamento trovando ne'suoi, si voltô aile créature di Pio V, delli quali nominô prima Santa Severina, ingegnandosi di rimostrarmelo per buono, et vedendoci far moite obiettioni, et che anco di Cesi si trattava dell'impossibile, venue egli stesso a dire, che gli pare va vedere che io volessi il frate. A che risposi : che era vera mente buon suggetto, ma che volevo pur il guslo suo. Et egli che non vi era volto a modo nostro, tornô pure a dire che se pure Vostra Altezza et io Io volevamo et stivamamo di servizio nostro si facesse, che io Io dicessi liberamente. Io gli dissi che Io stimavamo gran suggetto, etche per dirlo, nessuno deside-

ravo piii. Opposemi dcl SignorPaolo (Giordano Orsino), etc. et sodisfacendosi poi delle mie repliche concluse, che molto volontieri per amor nostro vi concorreva; ma che vorria pur che ricoaoscessi anco da lui quel che si faceta. Dissi che era honesio, et che glielo mandarei a parlare; et egli conqueslo prese assunto di trattar con Madruccio, et che lo faria, quanto io prima gliel'havessi delto che havevamo fatlo il Papa, et che Àllemps glielo nominaria. Di tutto ragguagliai Alessandrino, il quale su la mezza notte travestito se ne andô a ragguagliar Montalto. Parimente detti conto di tutto a Este, col quale ho proceduto sempre unitissimo; et di tutti questi andamenti mi successe felicissimamente di frodar la gabella alli adversarii, come fu voler di Dio; si che niente penelrorno de' fini miei riposandosi quella sera su le parole delli suddetti cardinali acconci da me. Con quésto molto ben concertato me ne tornâi alla stanza, et calculato il bisogno feci la nota per Este, per Âltemps et per me di quelli che ciascunodovevamo conûrmare ; et sta mattina mi levai avanti giorno a fare il reste, maravigliatissimo di tanto sopore. À Montalto havevo detto prima, che mai si movesse senza me, che quando fusse tempo, cosi av* vertirei, et perô prima lo feci destramente chiainare, et in caméra di Gesualdo, brevemente l'informai del fatto, et come dovesse governarsi il resto, et lassandolo seguitai de operare. Levossi Este et si pose fra la porta del conclave et délia cappella, dove venue Altemps ancora, sotto pretesto di raunarsi per la entrata di Yercelli, délia quale volevamo valerci per occasione di celar più che potevamo il nostro

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concetto. Àltemps con li suoi assignatili , et con San Sisto, mostrandogli la cosa fatta, fece la sua parte, et Este ancora cou li amici suoi, et io con Guastavillano traitai in modo che promesse, se bene San Sisto récusasse, voler venir egli con li molti che gli havevan parlato fra le créature di Gregorio. Presentandosi verso '1 tardi la pratica, San Marcello venne a dire a Àltemps et a me, che gli piaceva molto il suggetto, et che pero tirassimo innanzi, perché sarebbe con noi in ogni mondo. Cosî entrammo in cappella, dove si cominciorno a legger le bolle del conclave a Madruccio et Vercelli ; et intanto non cessavamo noi di far qualche cosa. Fù resoluto che Alessandrino tirasse fuori San Sisto, et aprendogli la cosa gli dicesse che havevamo il papa fatto, et che se voleva volentieri concorrervi, lo faremmo capo; se no le faremmo in ogni modo ; et cosi invitandolo, et mostrandogli la cosa già ferma, calô subito et volse consul tare co' suoi, i quali perciô tutti chiamô fuor di Cappella. A questa chiamata non si muovendo li suddetti praticati da me, ma guardandomi in viso, io li persuasi di andare, mostrandogli esser necessario per ritenere qualche mutatione. Et fù a proposilo, perché Facchinetto non laudava che n'andassero cosî menati per il naso ; ma quelli tennero saldo ; onde tornorno tutti a' luoghi loro in cappella. Farnese, che prima non haveva saputo niente, vedendo partire Alessandrino et San Sisto, et trovando strano che cosî sul viso se gli facesse il papa, et quello che li pareva d'haver escluso, cominciô a risentirsi con noi. Et replicandogli Este et io : che era fatto, et che biso-

gnava bene che piacesse ancora a lui et a loro, nel tempo medesimo spingemmo li signori nipoti primicon tulte le créature ail' adoratione di Montalto pur présente ; et vi andammo tutti. Corne forzato di venirvi si trovô egli ancora, et vi venne cred'io con tanta più amarezza, quanlo più sperava per se ; et gli pareva d'haver buono per Savello. Nel quale vedevamo per noi moite difficulté ; se ben non trovavamo la pratica che di fuora veniva avvisato havere scritto Sforza per concludersi : Et è passato al modo il fatto, che non saria ingrato il papa, quando con San Sisto particolarmente non ne moslrassi grado ; poichè ci fu tirato, corne ha tirato egli le créature malissime sodisfatte del procedere di tutti due. Stamane cosî fu fatto il papa senza baver offeso alcuno con esclusione, et con modo che io non potevo desiderar migliore ne per honor mio. Cominciava Madruccio nel primo, che fu anco ultimo congresso a dirmi, che veniva nuovo, et haveva bisogno che fussimo insieme a riconoscere li confidenti, ma io gli tagliai le parole; mostrandogli come di sopra il papa fatto, che Io lasso tutto confuso, et se non erro, tutto dolente et pentilo di questa impresa che Io inhabilitava al pontificato ambito da lui stranamente, ne gli dà autorità alcuna. Più di sono scopersi che vi era Tordine del Re di escluder Farnese, ma perô da scoprirsi in evento di pericolo imminente, et Deza Thaveva in assenza di Madruccio; ma io non Tho scritto, si perché ne promessi intero secreto, si perché non Tho mai stimato, non sapendo veder che cosa fusse, né che rilevasse un zéro ; et ho caro che conoschino che non si habbia bisognato per

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escludere et includere suggetti a modo nostro. Este in tutloquesto hatraltatomeco, et corrisposto d'effetto a tanta ingenuilà et nobiltà d'animo, che io gli rimango incomparabilmente obligato, et con suc conr siglio ho proceduto sempre, ne glie l'ho celato mai, se non la cosa suddetia di Ceneda, per dubio di non disgustarlo ; ma in questo ancora l'ho trovato pronfo a preporrc il guslo mio a ogni rispetto. Et sarà bene, che corne il favore è comune a Vostra Altezza, cosi Ella moslrandosene informata da me, Io ne ringrazii complitissimamenle, come desidero che ringratii Aitemps li suddîti tutti, di Gregorio, che amorevolissimamenle sono slati con me; et inoltre Gesualdo, il quale ha posposto liberamente ogni suo fine pçr procurare il nostro. Il papa ha molto ben conosciuto Topera mia, et perciô m'ha fatto parole, amorevolissimamenle dicendo voler che io sia il figliuolo diletto, et che niente passi senza mia participatione. Io gli ho risposlo modestissimamente non baver mai preleso se non servirlo, et che il medesimo farei hora, senza allra pretensione, godendomi délia grazia sua solamente ; et in somma non ho voluto moslrare animo di maneggiare. Solo <Ai ho detto che stando casa nostra con Farnese corne stà, io vorrei una grazia da lui ; et era, non che li facesse persecutioni, ma che non si servisse in cosa alcuna di ministri dependenti da lui. Et mi rispose : Non esser convenienle servirsi di chî non volesse bene a casa nostra, et che ci harebbe cura; et che io saprei sempre, etc. Lo persuasi con alcune ragioniche lasecretaria non la ponessc in mano di Cardinali (et questo feci per escluder tacilamente Rusticucci, che in tempo

di Pio V non si porté bene con noi) et mostiô di approvarlo, dicendomi che andarebbe fra lanto introducendo il suo ordinario. Délia Dalaria lo persuasi a non disporre senza matura consideratione ; et questo ancora per rimuoverlo da qnalche suggeito di poco mio gusto, et pensar di farla cadereinqualche amico, et credo che non correrà. Al temps lo richiese del governo di Borgo per il Marchese suo • et Sua Santità gli disse che parlasse con me; perché lo daria s'io lo slimassi bcn fatto. Et io a richiesta d'Altemps parlai, cl feci risolver subito a sua sodisfattione, mostrando a Sua Santità non potersegli negar questo contento. Et con quesla occasione gli dissi, che per non mostrar memoriadc' disgusti di Gregorio, ne oblivione di quel che in qualunche modo havevono falto quesli suoi, havei stimato buono, che bavasse confirmato il Signor Jacopo per qualche mese : dicendogli che cosi gli si dava in serbo per qualche suggetto a gusto di Sua Santità et ella rapprovô. Proposi il Marchese di Riano in luogo di Mario Sforza, dicendogli di costui quel che mi parve; et cosi délibéré, subito levando Mario et ponendo il Marchese. Et dispiacendomi sentir dire che per Jacopo Malatesta si serbasse il castello, ricordai che era buona occasione per riconoscerne Alessandririo in uno de' fratelli, et trovai il Papa approvarlo, et lo dovrà fare, quando siano qua. Parlando del desiderio che Vostra Altezza haveva délia sua esaltazione et del gran gusto che ne sentirebbè, soggiunsi che sariafacil cosa che nel suo pontificato la si risolvesse . di venire a Ronia, et mi mostré che nMiaviagran contento, et che la non li potria fare il maggiore honore.

Ma io soggiuDsi che vi saria tempo da deliberare, et tutte queste proposte passorao con tutti li segni d'honoré et di amore ; et quanto sono maggiori, tanto sono io più resoluto di procéder riservatamente, per lagliar la ferza all'invidia. Este m'honora tanto che io mi arrossisco; dicendo che questa è tutta opéra mia, et esallanlo Tinduslria; ma io pur publicamente rispondo, che sono stato semplice instrumento délia sua autorité, et cosi cerco di corrispondere. Del conte germanico trattarô con la prima occasione, non ciessendo pericolo che ci sia tolto délia mano. Signor Paolo (Giordano Orsino duc deBracciano) è tutto impaurito; ne per stabilimento che habbiamo fatlo Alicmps et io perla sua sicurezza puôquietarsi, et dice non vedervi altra via che d'un parentado con il Papa, dando la figluola a un nipote di Sua Santità, con cbe Ella [al) présente li dia 25 mila scudi d'entrata. Il che saria

4 {anni) avanti che fusse in età per il matrimonio, non passando egli gli XI anni fin hora. Ho voluto dirlo per notitia di Yostra Altezza, la quale saprà anco, che raccomandando io a Sua Santità questi suoi nipotini ; mi rispose che erano di Yostra Altezza et miei ; poichè Ella già un pezzo ce li haveva dati per tali. Salviati si è portalo molto bene ; et più prontamente è concorso che io non credevo, per le differenze tante di certa vigna contigua a quella del Papa. Fiorenza parimente è stato molto disposto ; et par che non sia interamente sodisfatto, perché io più di Gesualdo che di lui mi sia valso, ne gli habbia communicato ogni passo : ma posSo dire, per verità, che di Gesualdo mi sono valso, perché faceva per Altemps, et perché la compagnia sua

meno scopriva la mira nostra ; et anco perché il negozio è caminalo con tanta fretta, che non ho potutopensare a ogni complimento. Domani inirodurrô TAmbasciatore, et poi parleremo dell' Ambasceria, nella quale credo pur che haremo sodisfatione. lo stimarei bene che Vostra Altezza spedisse huomo espresso per rallegrarsi, et se fusse prelato saria bene; et meglio di tutti stimerei TArcivescovo di Pisa; poichè so che saria molto ben visto da Sua Santità.

Arch. Fir. 5119.

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