Scarglieli — Gion Poruba
Il lago che si dite di sopra nella descrilione del Moule Negio el Zabiach hà cominciamento délia medesima città di Zabiach, nel quale sboccano due rapidissimi tiummi, Murazza, che viene ingrossato da altri fiummi, che si dirà avanti, et il fiumme che hà sorti to il nome dall’ illustrissirno Juanne Cernouichio, cioè dalla fabricha di case el molli ni che hà in esso fabricato alla ripa, chè per il sito et per la pescagione, cosi d’ està comme d’ inverno, riescc amenissimo questo lago et navigabile, lal volta comosso da rabbidi verni, si chè vien navigato con barche el fregale à vélo di quelle che quelli di Dolcigno corsari rubbario à Paraslrini et Cattarini in Albanie. Tornegia cento vinti miglia, d’ cnlro d’ esso vi ressiedono cinque scogli, et cadaun di essi sortisse il nome proprio dal convento di calogicri Servi, che i vi habitano, il principale d’ essi 6 S. Nicolb di Vuranina :
Com.
Bescagoriza.
Starceuagoriza.
Moracnich.
È abondantissimo d’ ogni sorte di pesce che produca acqua dolce, dal quale abbouda anco Scuttari e le sue pescagioni. È copiosissimo et fuori di modo d’ atbori, piopi altissimi, salici et diversi simili che nell’ acque si nodriscano, dove al tempo del verno, cominciando d’ oltobre, vi si conduce un’ infinité indecibile d’ ucceili smerghi delti vulgarmente in Turco carabulach, di tulte le qualité, si chè chi oculatamente non hà veduto la quantità di quesli ucceili à pena il puô credere, non dè scrivere chi gli ha veduti. Dico pure che questi ucceili servono d’ istromento principale alla pescagione delle scoranze in questa maniera.
D’ entro il lago verso il monte chiamato Bazagur vi è fut (o délia nalura un theatro in acqua, che lo girano e circondono altissimi arbori. Puô esser d’ un miglio in quadro, dove aile falde del monte in assai competente fondo d’ acqua, che puô essere di tre passa in qualtro, vi resciedono alcuni conzegni di vimeni in forma di nasce grandi, cadauna d’ esse al par d’ una bote di dieci barilli venetiani. Ilora questi raccommandano à pertiche lorghissime et che tocchino al fondo, nel quale sono stabilité. Quesli d’ esté, quando 1* acque sono Lasse, avitichiano et riparano conciese dirô cosl di vimini, che fanno andar al fondo apresso le pertiche che sostengono le nasce e le fà quasi caméra. Queste cosl poste in acqua s’ estendono per lunghezza di mezo miglio; cadauno de particolari conosce il sitosuo e la pescaggione propria, havendo in dominio chi due, chi trè, chi cinque, chi fino dieci nasce seconda la possibilité, vendendosi tal volta il luogo (che volgarmente da loro è dctto barca capace di tre ô quattro nasce), fino quaranta ô cinquanta tallari ail' anno. Hora le scoranze, che vengono ivi d’ inverno fuggendo dal lago fangoso et freddo, si ricoverano al refrigerio dell’ acque caldi, poicbè quivi v’ è 1’ acqua sor-
gente, se ne riposano godendo. Le nasce con li luocbi di pesche, sono custodite da guardiani per non vi far entrar gl’ ucceili fuor di lerapo. Partonsi da Zabiach barchete in forma de battelelli piccioli falti da tronco di rovere scavali d’ un pezzo, li quali anco da diverse parti di lago eoncorrendo al luoco ordinario di Bazagur, fanno tal voila il numéro di quattro 6 cinque cento, se ne viene anco dalla città accompagnato da inleressati et molli Turchi. Il Hozza che è turco sacerdote, detta per lui un’ oratione in turco, stando in battello in mezo 1’ acque, quando li pare tempo, col dibatter dalle mani e col trar un’ urlo o sgrido, dà segno alli ucceili che par 1’ attendino et intendino dalle somità degl’ arbori, et subito volano precipitosamenle al luoco délia pescagione. Ivi aile acque altuffandosi vaga e dilettevolmente nuolando, si pascono del pesce che stremito et impaurito dalli medesimi non vedendo allroscampo, altro reffugio, si ricovera et caccia fugendo entro le nasce. Li Turchi che li soprastanno et prendonli tal volta vivi con le mani per diletlo e poi relasciano, poichè vedono il tempo che 1’ uccello s’ habbi pasciuto, lo sgridano; quello se le leva d' atorno con tal strepito e dibatter d’ ali, che stornito e bagnato tutto, resta P atlendente, e se ne và posare poco discosto nell’ acqua. Gran cosa dirô (professo non di meno di dir il vero) che chi tirasse con un’ archobuggio lungo, di quelli che al 1’ uccellare nelle lagune in Venezia s’ usano, quanti palliai vi ponesse, altri tanti ucceili colpirebbe.
Dirô di più che questo uccello cosi pasciuto, non si potendo cosl tosto levare a volo, si puô da quelli de battelli, corne hô detto di sopra, facilissimamente prender vivo con le mani, aspettando le barche adosso, corne fosse dômestico, e levato e postosi à sedere sopra gl’ arbori mi è accaduto tal volta con archobuggio amazzarne dieci per volta, gl’ altri pure restando sul’ arbore senza dimoversi. Direi gran cosa, che facendo il volo vanno cosi di compagnia unili, e rislretti clic sembrauo uua densissima e follissima
nube nera, occupando la visla dell’ emisfero. Quesli uccelli sono privilegiati chè non se le puo tirare, spetialraente in questo tal luoco di theatro, correndono pena di irecento aspri, che sono quatlro ducati, per cadaun morto, et la perdila dell’ armi. Questo lo fanno à gran ragione, poichè se non vi fosse questo uccello, non vi sarebbe neanco la pescaggione di scoranze. Là dove gl’ habitanti Zabiach lo tengono in veneratione e dalla quantità degl’ uccelli augurano la buona qualité délia pescaggione. Li padroni delle nasce levano i suoi lavori per vedervi il frutto delle uccellaresche fatiche, e li trovano lalF hora carrichi, si chè empiono le barche piene, che à questo affetto tengono maggiori assai de battelli. Votate le nasce, le lornano a rimetter a luoco, servalo il modo sopradetto un giorno si, F altro nô. Vi concorre in questo luoco gran quantità di persone d’ ogni stato, à quali tutti vengon fatti larghissimi doni et presenti del pesce preso da padroni delle nasce. Trà le quali tal volta si prende anco tal tencha, che pesa cinque et sei libra, et anguille per il simile, che sono grale et délicate assai. Questo lago è abbondanlissimo d’ ogni et qualunque sorte d’ uccelli immaginabili, anatre infinitissinie, cesani, grue, ocche, galinazze, cigogne, fasani et simili, et d’ ogni sorte, parimente d’ uccelli di rapina, d’ astori superbissimi, che da Turchi sono presi con rete et che riescono mirabilmenle. Vedendosi tal Turco andare in caccia con 1’ astore la matina per tempo in battello, levatogli gli sonagli posarlo a traverso délia barca, vogar sedendo visti gl’ uccelli, col sgridargli farli elevare à volo, far volar F astore, cacciare, et tornare à casa per tempo, con presa de viuli et trenla auetre.
11 fiumme Morazza, che bagna la città di Zabiach da un canto, è velocissimo et rapidissimo fiumme. Vedesi talF hora, che alla fine di febraro e di marzo vi vanno cinque et sei batteleti con un huomo solo denlro per uno che tiene in una niano una canna da pescare con togna di corda cia cavallo con amo di nteschino adescato d’ una scoranza
fresca, à seconda dell’ acqua vanno questi batlelli regendosi per il mazo et nel più veloce corso con un remo che sedendo per mezo al battello sostiene con la niano sinistra appoggiato solto il scaglio et temoneggia il battello contro acqua et ail’ in sù se ne viene dal lago la trutla, dove hà svernato, per andare ad un’ allro lago in Pliesiuzi, la quale camina cosl per il fiumme cento miglia et vienne cosl presa ail’ esca délia scoranza, et da una togna et canna debolissiina, che sostiene tall’ una di peso di cinquantain sessanta litre, et rende raeraviglia à chiunque mira.