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Morigna, connu, da Vuco Petrou

Pt AM D’INSURRECTION DANS LE MONTÉNÉGRO, ^HERZEGOVINE

ET L’ALBANIE, PROPOSÉ EN 1614 A CHARLES II DE GON- ZAGUE, DUC DE NEVERS.

Nel anno 1614, a li 8 de setembrio si fece una assemblea in Cucci nella Albania superiore, ove intervenne il patriarcba di Servia e quelli signori principali de tutti li regni, cio è délia Albania superiore, de Bosna, de MacedoDia, de Bulgarie, Servia, Arcecovina e Dalmatia che possédé il Turco, per causa di uno agravio che volevano mettere quelli Bassa sopra li ecclesiastici ; e con taie occasione si tratto di rimandare il signor capitano Gioanni Reness in Italia da sua Santità per darü conto del modo che avevano... in detta assemblea per liberarsi delle tirannie turchesche.

Prima voglino vedere di introdure le arme nelle montagne de Monténégro e nelle montagne di Zimarra, le quale confinano alla marina, quella quantité che potranno bavere, e questo a loro sarà facile perche mai i Turcbi intrano ivi ne mai hanno pagato tributo al Gran Turco essendono si loro mantenuti sempre in liberté.

Dapoi queste montagne porgeranno delle arme nelle montagne di Duccaginni, le quali sonovicini a quelle di Zimarra et de li darle a tutte le montagne congiurate, corne sono i Piperi, i Clementi, Cucci, Yersevo e Bilopaligi, le quali montagne già sono trenta anni che vivono in liberté e non pagano tributo al Gran Signore. Et ivi si potranno fare sino a 30,000 soldati boni.

Di più hanno terminato introdurre 12,000 soldati de quelli

délia congiura che sono fora, corne quelli di Servis, Areegovina, Macedonia, Albania e Bosna, le quali provincie confinano quasi tutte con le dette montagne; la quai genti a poco a poco sarà spartita per le dette montagne nel tempo che si averà a fare la sollevatione, si che serano in tulto 43,000 soldati, tutte gente scernita, de’ quali serà 12,000 cavalli et 30,000 fanti.

L’ordine che si bavera a tenere serà questo : quelli di Zimarra hanno da sortire con 8,300 homeni, li quali subito hanno da inviarsi alla Vallona per surprendere il castello et la città, che serà facile perché ivi dimorano cristiani a la gardia del castello, et alcuni capi sono d'accordo con li detli Cimariotti.

Quelli de Ducaginni con le altre gente hanno da tirare una parte di loro verso Crova per prender'a ; et questo uscirà senza nessuno impedimenlo, per che un pezzo de muraglia è cascato apresso la porta de la delta città, et mai i Turchi l’hanno refatla.

L’altra parte anderà verso Scuttari, perche dentro hanno qualche intelligenza, et Paîtra parte anderà verso Castel novo ; ma prima quelli di Monténégro in una notte hanno da fare la soprapresa del castello, perche hanno la intelligenza con li crisliani che fanno la guardia la notte del delto castello.

Et subito fatto questa sortita delle montagne già sopradette sia da fare la sollevatione de detti regni congiurati, tagliando a pezzi tutti i Turchi che si ritrovano nelli detti regni ; et questo a loro sarà facile ateso se ci sono dieci Turchi hanno a l’incontro200cristiani. Et una partedi questi populi di poi se inviaranno verso Scoppia ; et ivi se hanno da congiungere con quelli 42,000 homeni sopradetti, che serà un numéro de 120,000, tutti gente scernita, et questo serà in meno de dui mesi per il conto fatto.

Et de li tiraranno verso Andrinopoli per mezzo de li suddetti regni congiurati ; et avanti che arrivaranno in Andrinopoli seranno la somadi 160,000 soldati et più se sarà de

bisogpo. Et questo passaggio se farà senza nessuno incontro del inemico perche quesla sollevatione si ha da cominciare nel mese di ottobre quando li Turchi sono disarmati. Et non avendo il Turco esercito in Europa per inco itrarsi con il nostro, potrebbe far venire quelli di Asia, ma non sera viciai a noi in tempo de sei mesi. Essendo poi ancora il costume del Turco meltere l’esercito in campagna se non dapoi fatta la racolta delle biade, noi haveremo otto mesi di tempo per fortificarsi de lutte le coso necessarie.

Et sollevandosi tutti questi regni, il Turco resterà con le l'orze molto debile, oltre che li circonvicini principi catolici che confinano con la Üulgaria, che sono il principe di Vallachia et quello di Moravia, veniranno sempre in aiuto nostro, poiche già con loro e stato trattato per via del arcivescovo di Vallachia, il quale è cugino carnale del patriarcha de Servia, et lo farà volientieri perche resteranno principi perpetui, loro et loro posteri.

In questo tempo de otto mesi speriamo, con l’aiuto de Dio, esere dentro in Constantinopoli, essendo facile la impresa, poiche per il passaggio non vi si trova nessuna fortezza da perdere tempo per acquistarla ne impedirne il nostro viaggio, se non nelli confini di Ungaria et di Corvatia, le quai forlezze le lasseremo indietro ; et in tal caso Timperatore non perderà tempo di acquistare Hungaria et l’arciduca la Corvatia.

Et di più ancora si ha proposto nella detta assemblea, in caso di questa sollevatione, si debbe fare una moneta bassissima di lega con qualche bianco, et fare un bando che tutti li populi debbano pigliare la detta moneta da li soldati in pagamento del loro vivere, et chi averà de la detta moneta ogni Ire mesi la riportarano a li ministri di quei regni e li serà resa la valsulta in tanta bona moneta ; et questo solo acciô che i detti soldati siano pagati mese per mese et non aggravino i populi.

Et di più se ha terminato che tutte le spoglie nel saccheggiare le ciltà che si foranno de Turchi et Ebrei, corne oro,

gioie, argento, se debbano pouere nella cassa reale per mantenimeDto del esercito ; et di questo uscirà gran quantità di tesori che si potrà far la guerra qualche anno senza altri aiuti; et fatto la presa de Constantinopoli, si ba da levare la moneta sopradetta e dare satisfazione a tutti, quelli doverauo avéré in tanta bona valsuta.

LETTRES DES ARCHEVÊQUES GRECS D’ARTA ET DE JANNIXA AU PAPE PAUL V ET A SON NEVEU LE CARDINAL BORGHÈSE, ÉCRITES EN 1618, A l’ OCCASION DE L’ENTREPRISE DU DUC DE NEVERS.

Beatissimo sacro pontefice Papa di Roma.

Per le viscere di Cristo e zelo divino che YostraBeatitudine bave per la salvatiene delle nostre anime et perla salvatione del corpo, il nostro fratello metropoli di Durazzo, Caritou, ci hâve mostrato a tutti noi arcivescovi et populi Cristiani, et insieme quel gentiluomo mandato dal imbasciatore di Sua Maestà Cristianissima. Subito havemo laudato la gloria et la bontà di Dio padre nostro signore Jesu Cristo, il quale a inspirato il cor* di Vostra Beatitudine in opinione cosi caritevole. Perô, Beatissimo Pontifice, noi arcivescovi et altri populi volemo sempre essere servi di Yostra Beatitudine et questo confessiamo inanzi Iddio et ancora avante quelio sudetto mandato da Sua Maestà Cristianissima, quale si chiama

Giovanni Cler, al quale avemo mostrato parte delli luoghi et terre qnanto sia stalo possibile, et fatto vedere la multiludine del popolo desideroso di esponersi per la loro liberté, coa questo l’inumerabile ricbezza che hanno li Turchi etHebrei, et più la comodité et occasione del tempo, poicbe à le sue santissime oratione il Turco aterrisse, et più non pote ne per mare ne per terra, conforme potrà dire de vi va voce a Yostra Beatitudine il nostro fratello di Durazzo, et allre cose maggiori, mentre che a noi è vietato di farlo per timoré. Havendoci dunque, Beatissimo Pontefice, il cielo fatto vedere questo segno, siamo tutti alegri et contenti, sperando in nostro signore Jesu Cristo et alla buona volonté di Vostra Beatitudine, la quale Iddio guardi permultianni. Amen.

Gabriel, arcivescovo d’Anapacto et d’Arta, con cinque vescovi nostri et suoi populi tutti servi et schiavi di Yostra Beatitudine.

Simile dico io arcivescovo di Gianina con cinque vescovi nostri, et suo populo, tutti servi et schiavi di Yostra Beatitudine.

AU' lllustrissimo et Serenissimo signor cardinale nipote di Sua Beatitudine Papa prele di Roma.

Grande (e conforme al zelo) è stata la cura che Yostra Signoria Illustrissima ave per liberare la nostra patria, et ci l’a fatto vedere per via del nostro fratello di Durazzo, Canton, con il quale non scrivemo a lungo. Solo questo preghiamo Iddio sanlo, corne peccatori metropoli, dia sempre alla Beatitudine del padre et signor nostro papa saero ponteüce multi et longbi giorni, et ancora a Vostra Signoria Illustrissima sanità et vita longa in agiuto délia nostra povertà noi che siamo servi di Yostra Signoria Illustrissima, e si qualche cosa vorrà comaudare Sua Beatitudine nostro padre, si noi siamo degni del suo servitio, massimamente ora che è tempo. Crede dunque Yostra Signoria Illustrissima il nostro fratello

di Durazzo metropoli che li dira la verità. Si, humiliamo tutti quanti corne servi minimi di Vostra Signoria Illustrissima.

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