A. DE TOURNEBU
Giunta del cran Ronsardo ail' altra riva L'ombra telice, il sacro Elisio Choro Lieto l'accolse, il crin cinto d'alloro, Di verde myrto^ e di tranquilla oliva.
E voce udissi : jgloriosa e diva Aima, che di saper si gran tesoro Spargesti nel mirabil tuo lavoro ; Quale altra fia, che mai tant' alto scriva?
Tu de la Francia il sol, tu sempitemo Stupor del mondo sei rivata al segno Gui trascender non lice ad huom' mortale.
Dunque fra i duo piu chiari Toschi eterno Loco ricevi, altero spirto e degno, Recand' honore à tant' honore eguale.
Ferrante Grigioni,
Fiorenlino.
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SONETO
Qpegner volse rea morte à i gigli d'oro, oLo splendor, che in Ronsardo splende, assai Sovr* altro, che illustrati gl* habbia mai, Per dar poi in preda al tempo il nome loro :
Air hor, che cinto Apollo, al sacro choro Dalle Muse, le disse : Empia, non sai, Che i gran merti han Ronsardo, e gli suoi rai, Fatti immortaP ch' io Tavrei çigli adoro?
Indi orno di Ronsardo il crm d'allori, E Sacerdote il giunse à i sacri altari, Con Homer, con Virgilio, e col Petrarca.
Spirto si ben gradito, e in tanti honori, Assalite hor, co i désir vostri avari, Duro tempo, aspra morte, invida Parca?
Matt. Zampini.
Non sei nato fra Galli? e fra gli odori De gigli sei nutrito? e nel Tureno Paradiso (natio tuo dolce seno) Non la madré commune abbracci, e muori?
Nascer* convien' fra Galli à quel ch* han' cuori Arditi e vigilanti, e che non meno Grati ad Amor, che à Febo, il lor terreno Sueglian' con matutin' canti sonori.
Da più preggiati fiori ei (piu preggiato) Riceve odor di planta à Dio diletta Non si grande 6 simil vista giamai.
2^4 L^ Tombeau
Neir occhio délia Francia, e nell' amato Più puro ciel sua men' pura e scietta Parte si posa, e noi posiamo i lai.
P. GiACOMiNi Teb. Malespina.
Corn' è ch' il tuo bel lume tu nasconda, nostro Apollo? e la suave lira (Cui rOrsa, e rAustro, il Battro e ITyl' amira) Finisca'l suon', che' quel del ciel seconda?
Dunque è conversa in trist* e torbid' onda Mia brève gioja? Ahi com' in van* s'aspira Al sar* nulla durar qui, mentre gira Il sol, che questa ^elva infiora e sfronda.
Cosi piangea la Francia^ e'n mezzo al grido, Che disperato insin al ciel rimbomba, L'aima gentil dicea d'air alta corte :
Vivra Ronsard : che chiude hor sol la tomba Sua grave salma, io torno al patrio nido,. Poich' à lui vita diei : Te tolsi à morte.
Cos. RUGGIERÏ.
DISTICHON NUMERALE
IN OBITUM P. RONSARDI.
XpLcstI lanl SeXto RonsarDe CaLenDas Fata, VûLat pVLCro glorla Lata LIbro,
LuD. Martelli R.
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