‹ Œuvres de Malherbe (volume 5)Chapitre 199 sur 268 · Comparez Malherbe, vers 79-90, p · texte numérisé non relu

Comparez Malherbe, vers 79-90, p

•5j/, appendice.

Chi M mcn de le parole dir potesse Di sdcgno, di pietade, e d'amor piene ; Che parve à Pietro di veder impressc Nel sacro giro de le due serene Laci ; scoppiar faria chi Tintendesse : Ma se d'occhio mortal sovente viene Virtù, che 'n noi puo si : chi '1 prova, pensi, Che potè ocçhîo divin ne gli human sensi* .

Bramoso d'incontrar chi giusta pena Dessc al sao grave error, poiche paura Di maggior mal Tardita man raffrena; Per le folf ombre de la notte oscura, Sen' va gridando, ovc'l dolor 1o mena : E la vita, che dianzi hebbe si à cura, Hor più ch* altro odia, e sol di lei si dnole ; E perche M fece errar, pi Ci non la vuole*.

LU

«« Vattene vita, va (dicea piangendo) Ove non sia chi t*odii, e chi ti sdegni. Lasciami sol, che non è ben, ch' cssendo Ouupagnia cosi rea, iiieco ne vcgni.

Vattene vita, va : cli' io non intendo, Ch' un' altra volta ad csser vil m'insegni. Non vô, per allungar tue frali tempre, Uccider lAlroa nata à \iver sempre'. »

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