S0LIL0QUI0 E CORI
DI PANAGIOTI SUTZOS (17) ( Traduxione dal greco).
Vedi tu quel fiume torbido Che nel mar devolye l’onde?
Quella canna curva e tremola?
Quelle sabbie che inféconde Mai d’ un flore si vestir?
Ahi! son io la canna tremola;
È quel fiume la mia vita :
Son le sabbie di quest ’arida Solitudine romita Il mio squallido avvenir.
Consuetudine non bai,
O viaggiator, tranne con balze e nubi Che in sulle balze siedono... Deserto T’ hanno gli amici tuoi... Morte le labbra Chiuse per sempre alla tua dolce amante.
Tutto cangiô/natura, uomini e tempi ;
E solo Iddio non si muté, Dio solo.
Tutti a gara t’ ingannarono :
T’hanno teso reti al piede ;
Ma sperasti nell’ Altissimo,
Che premiando la tua fede Ti fu padre e protettor.
Corne grato incenso innalzati.
O mortale, al suo eospetto;
Ed al par d’ ardente lampana Che risplende in sacro tetto,
Brilli in te di Dio Pamor.
SOLILOQUIO E CORI.