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FRAMMENTO DI UN CARME

DI ALESSANDRO SUTZOS (16) ( Traduzione dal greeo) .

Allorquando la cheta aura notturna Molcendo il sonno de’ grandi avi posa Sovra i sepolcri, e a’ prischi dorraïenti La serena del ciel volta sovrasta,

Misterîosa un’ armonia diffonde La Cecropia cittade... A me sovente L’antico genio tutelar ne appare,

Quai gigante fantasma afireo, e il miro Di nebbia in guisa vagolar d’intorno,

Mentre ne’ Propilei stommi solingo,

E risplendente di tranquilla luce Espero sorge... Un palpito ed un brivido M’ assalgono ; e ver lui tendo le braccia,

E i cari lineamenti ne contemplo,

Corne di dolce madré lacrimoso Contempla un figlio l’effigiato volto,

E le forme di lei riduce in mente.

Nell’ universo tutto pere e muta !

Colassù gli astri, i soli impallidiscono E freddansi : quaggiù muojono i popoli;

E il Tempo struggitor di tutte cose Del mondo per gli spazii ampii vïaggia Intalto ei solo... Ma de’ brevi giorni Dimentico che a lui sono prcscritti,

1 secoli abbracciar crede il mortale Quando fra sparsi ruderi s’awolge.

ATENE.

0 d’Aristogiton cenere, salve!

Salve, cener d’Armodio!... Ed a voi tutti Manda il carme un saluto, avi famosi,

I cui avanzi questo suolo accoglie.

Mentre agli anni per noi succedon gli anni Tristi del pari, e ancora Ellade serva Rimane ed orba di valenti figli,

I vivi fuggo e a voi, ombre, ricovro ;

E sospirando a’ patrii numi impreco,

Che de’ grandi avi hanno a’ nepoti l’alta Mente, il core, la gloria e la dia lingua Negato, sol l’invidia obimè ! lasciando.

Terra delle grandi opre, inclita culla Di scïenza, era un dl ciascun tuo sasso Un altare del genio, e più contavi Statue d’ eroi che abitator non conti.

A tue genti, a tua gloria or succedette Solitudine... Ancor, corne una volta,

Molli color purpurei il tuo bel cielo, Siccome dorso di delfino, ancora Cangia; ma non t’invia con la rugiada Oggi la gloria... Odij oggi e dolori Ciascun raggio di sole in te pro’duce ;

Ma non una mai più mente sovrana,

Corne le antiche, généra, una sola.

Academia e Liceo, sono in voi sorte Quai duo regali dinastie scettrate, Regnatrici del mondo due famiglie D’idee... Que’ grandi dell’uman pensiero Hanno i termini posto ; e dopo tanto Mutar d’etadi e popoli, non anco Trapassato ha que’ termini nessuno.

(Atene, 1850)

SOLILOQUIO E CORI.

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