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Dott. PBOSPBBO SONSINO.
Tra le anomalie che possono ofirire i Cestodi e che qualche volta, nei tempi andati, fecero credere a specie di Cestodi non conosciute, sono notevoli anche quelle dovute ad una insolita colorazione di un Cestode ordinario e conosciuto. Queste insolite colorazioni possono riportasi a due catégorie. 0 possono dîpendere da un particolare pigmento formato insolitamente negli atti di nutrizione dello stesso Verme, o pure sono accidentali e dovute ad una sostanza estranea che viene assorbita dalla cute del Cestode. Prendendo per esempio la Taenia saginata ordinaria deU'Uomo è noto corne questa oiTra spesso lo scolex in parte o in totalità nerastro per un particolare pigmento. In casi più rari questa colorazione da pigmento apparisce estesa più o meno anco nello strobila, sino forse ad aversi una colorazione nerastra estesa a tutto il corpo del Cestode. Questo ultimo è probabilmente il caso délie sedicenti Tenie algerina e negra menzionate dagli autori (1) e da qualcuno riguardate come specie distinte. Ma indipendentemente da colorazione insolita per un pigmento spéciale formato ncU'interno délia Ténia, si puô anche avère, come abbiamogià detto, una colorazione accidentale dovuta a sostanze introdotte dair esterno e che provengono daU'ambiente intestinale in cui vive il parassita. Quando mi occupava di raccolta di parassiti nel Museo di Pisa mi accadeva non rarissime volte, e sarà accaduto anche ad altri, di raccogliere esemplari di Cestodi che avevano Testremo posteriore di un colore giallo più o meno intenso dovuto senza dubbio ad una imbibizione di materia biliare del contenuto intestinale dell'ospite
(1) R. Blanchard, Traité de zoologie médicale. Paris, 2 vol. tn-S*, 1885-1888; cf. I, p. 359, 1886. — R. Blanchard, Sur quelques Cestodes monstrueux. Progrès médical, (2;, XX, p. 1 et 17, 1894.
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inconseguenza probabilmente di un principio di macerazione délie ultime parti del Cestode. Ma indipendentemente da queste colorazioni gialle dovute alla bile, la quale è noto modifica quasi sempre il colore del guscio délie uova di altri elminti, corne ad esempia l'Ascaris lumbricoides e il Trichocephalus hominis, accadono pure casi in cui si hanno colorazioni abnôrmi per efletto di sostanze metalliche o d'altra natura che accidentalmente si trovano neir intestino del portatore.
Il Montez (1), trattando délie anomalie dei Cestodi, accenna anche a quelle di colorazione abnorme e in una nota parla di due casi di anomalie di colore entrambe intéressante In uno si trattava di esemplari di T. mamillana di tinta giallastra al momento che furono raccolti e che divennero di color lavagna messi neir alcool, dopo essere stati qualche giorno esposte alla luce, mentre degli esemplari di quelle stesse Tenie che per azzardo erano state tenute air oscurità, conservarono il loro colore giallo e non lo perderono quando dopo un mese furono esposti al sole. Questo caso di colore anormale giallo che si cangia in color di lavagna per Tazione deir alcool in seguito a quella délia luce dispiegatasi immediatamente è un falto certamente intéressante ; ma il Meniez non spiega da che potesse avère origine. Perô a me pare indubitato che si sia trattato di una colorazione accidentale proveniente d'airesterno, tanto più che il Meniez accenna che la colorazione era limitata soltanto alla cuticola degli esemplari délia Ténia e azzardo anche sospettare che si trattase semplicemente di pigmente biliare, ciô che sarebbe stato importante di mettere in chiaro.
Ma un fatto certamente più notevole è quelle che il R. Blanchard riferisce come osservato da Oelkers. Si trattava di un sifilitico sottopesto aile frizieni mercuriali, che émise due TsBnia saginata che ofirivano una colorazione anormale devuta ad un composte mercuriale del quale erano invasi tutti i tessuti degli elminti, senza perd che la loro vitalità ne avesse sofferto, Questa osservazione è la sola che io conosca come avente analogia con quella di cui intendo dare era conte e che è oggetto di questa nota.
Il 2 guigne 1898 essendo in Pisa un egregie collega, il dottor Gattai m'inviava una giovane che aveva emesse spontanea mente
(1) R. MoNiEz, Traité de Parasitologie. Paris, i896; cf. p. 284.
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un lungo tratto di Ténia, di un colore insolito corne di caffè e latte scuro e nel pregarmi di dare opportuni consigli alla portatrice del Verme non interamente espulso, nel tempo stesso richiamava la •mîa attenzione su quel colore anormale che egli non sapeva a cosa potesse attribuirsî. Ecco prima di tutto la storia del càso :
E. R., cameriera, era abituata a mangiare c:arne poco cotta e sanguinante. Aveva goduto buona salute fino ail' aprile antécédente, nella quale epoca comincio a sofirire dolori di stomaco a cui si aggiunse presto diarrea, che si fece molesta e persistente, le furono amministrate diverse medicine tra cui ripetutamente il magistère di bismuto il quale, a senso suo, invece di calmarla le inacerbiva i dolori ; per sedare i quali si trovù meglio invece coU' uso degli oppiacei. Nel giorno stesso che ricorse a me aveva trovato nelle materie alvine emesse un corpo in forma di nastro che dair egregio soprannominato dottore f u riconosciuto per una Ténia e per la colorazione anormale fu mandata al mio esame. 11 pezzo era costituito da solo strobila lungo 2 metri circa, di cui mezzo métro era costituito da proglottidi mature lunghe da 10 a ^Q'a^ : il restante era costituito da articoli quasi quadrati e soltanto quaicuno di essi un poco più lungo che largo. Le proglottidi offrivano orifizi sessuali irregolarmente al terni. Per un tratto potei verificare un' alternanza indicata dai seguentinumeri 3-6-1-3-7. L'esame délie uova contenute nelle proglottidi più mature diede al microscopio uova provviste délia membrana vitellina o esterna con contenuto di resto di vitello e coH'embrionoforo un poco allungato e piuttosto trasparente da lasciare ben distinguere gli uncini delPembrione exacante. Tutti caratteri tanto délie uova, quanto délia dimensions délie proglottidi quanto deiralternanza degli orifizi sessuali che accennavano dunque alla 7\ scufmata Gôze,. e taie la riguardai nonostante Tinsolita colorazione che attribuii subito ad una semplice accidentalità. Dirù subito per non lornarci sopra che dopo Temissione del tratto di Ténia, la diarrea e i dolori si calmarono nella giovane, ma nel corso del raese avendo emesse- di nuovo proglottidi, il dottor Gattai sottopose la giovane stessa ad una cura tenifuga, credo coir estratto eteneo di Felce maschio, che pare producesse la totale espulsione del Verme, perché questo non fece più comparsa e la giovane guari interamente délia sua gastralgia e del catarro intestinale concomitante. La Ténia nuovamente espuisa non
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fu raccolta ; ma per quanto mi fu assicuralo era di colore normale, Rimasto a me il pezzo di strobila colorato, mi feci la domanda a cbe si dovesse la sua colorazione anormale. Parendomi per Tappareoza di questa di potere escludere cbe si traitasse di un pigmento, fui condotto a sospettare invece che la colorazione anormale fosse eSetto di qualcbe medicamento, avendo appunto in mente il caso deirOelkers e i miei sospetti si concentrarono sui bismuto, cbe a detto deir ammalata e per conferma del dottor Gattai, era stato ripetutamente usato per combattere la gastralgia e la diarrea innanzi Temissione di quel tratto di Ténia*. Con questo sospetto credetti bene di rivolgermi air opéra del cbimico, e a tal fine rimisi il pezzo di Ténia al laboratorio di cbimica farmaceutica con pregbiera all'egregio mio amico prof. Roberto SchiS di famé fare un* analisi, per vedere se vi si trovava o il bismuto, o altra sostanza da cui si potesse ripetere l'insolita colorazione. Il dottor Tarugi, aiuto al laboratorio, sincaricèdi questa ricerca ed eccone il resultato che mi fo un debito di riferire integralmente :
Analisi chimica d'una Ténia sospettndi cantenere un sale di bismuto, — « Una piccola quantità delpezzo di Ténia, circa 5 grammi, fu arroventata e nel residuo sciolto in acido cloridrico furono fatti i seguenti saggi : Ânzitutto fu aggiunta acqua ed osservammo un ieggero ma visibile intorbidamento, indizio già délia presenza d'un composto di bismuto formante sali basici. Riottenuta la compléta soluzione del liquide, mediante aggiunta di piccola quantità d'acido cloridrico, provammo con acido tioacetico se si produceva o noprecipitato; ottenemmo un precipitato nero soiubile a freddo negli acidi diluiti minerali, compreso il solforico. Si poteva concludere adunque di trattarsi di solfuro di bismuto; pure corne prova di controllo sciogliemmo questo supposto solfuro neir acido cloridrico diluito e dopo aver fatta bollire la soluzione per scacciare l'idrogeno solforato, la facemmo cadere già raffreddata in una soluzione diluita distannitosodico; ottenemmo il precipitato nero di ossidulo di bismuto. Si pu6 osservare cbe dato il colore scuro che presentava la Ténia probabilmente il liismuto vi si trovava allô stato di solfuro. »
Ritenuto cosi che la colorazione anormale délia Ténia era dovuta al solfuro di bismuto e considerato che Temissione del tratto lungo di Ténia avvenne spontaneamente senza précédente uso ne di pur-
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ganti, ne di tenifughi e solo per dato e fatto dello stato diarroico,
potrebbe sorgere il dubbio che il bismuto penetrato nei tessuti
dello strobila possa avère agito come tossico di questo e, dimiauea- <
done la vitalité, abbia concorso alla sua espulsione. Ma per risol-
vere questo quesito riconosco che quest' unica osservazione è del
tutto insufficente ; perche da una parte anche il fatto solo del movi-
mento peristaltico anormalmente aumentato per lo stato di catarro
intestinale, si sa valere qualche volta a produrre per se un distacco
di strobila dal restante elminto e a determinarne Tespulsione ; da
un* altra parte non so che siaoo stati mai notati eSetti tenicidi o
tenifughi d'aiPuso continuo di preparati di bismuto, che pureè un
medicamento usato molto frequentemente; ma sarebbe abbastanza
curioso che un giorno fosse constatata Tazione tossica del bismuto
suUe Tenie, tanto più che stando ail' osservazione dell' Oelkers,
questa azione tossica non sarebbe dispiegata dal mercurio.
Aggiungerô per ultimo che in seguito ebbi di nuovo a rivolgermi all'egregio dottor Tarugi per schiarirmi un nuovo fatto notato in proposito dello stesso pezzo di strobila, cioè che conservato esso neli' alcool dopo un certo tempo trovai che esso aveva perduto del tutto la sua anormale colorazione ed aveva acquistato il bianco latteo normale délie Tenie. Rimandai cosi al dottor Tarugi la stessa Ténia ed egii mi rispose col seguente appunto :
« Naturalmente la Ténia contiene sempre del bismuto ; vi si trovano pure del solfati ; cosa che permette di concludere che il cambiamento di colore subito dalla Ténia, stando sotto alcool debba essere dipeso dalla trasformazione del solfuro di bismuto nero in solfato : o meglio avendo coir imbianchimento potuto accertafe la formazione del solfato basico di bismuto, si deduce che la colorazione nera délia Ténia primitivamente dipendeva dalla presenza di solfuro di bismuto. »