DÉPÊCHE OD BAILE FOSCABI
lUustrHs. ed Eccell. Sig. Sig. Padr. Col.
Ho rassegnato in due recenti dispaccj de' Nutn. 216, e 218, a,"Lce.Ximo senato un brève cenno -^^^^ corsi tenuti dal Reis Effendi al dragomano «*' • ^^ »^«^ rOttomano Ministro versato sulU affan ^orrenU d a ba concentrô egli nel cercar di comprovare anche la cris. poU ica da eu'? minacciata tutta TEuropa, clie deve per necessHàindurre anche l'Eccellentissimo Senato a prendere un p rti 0 adattato a garantirlo dalle -"accate aYers.ta^ Ch in vano potrebbero VV. EE. lusingars. di piu a lungo sos t^ner" unatolata esistenza politica, e nella iad.spensabUe nécessita di tar causa comune con altre Po^--; "'«f ^^^^^^^^ .-lio puù loro convenire d'una alleanza con la Porta, la Fran dl ela Spagna. Le risposte del predetto fragomano furono r^pr prudenti, ed uniformi aile pubbl.che mass.me, ed atibuWo a dir .ero tali signif.cazioni a puro azzardo, e senza ::'pTem:ditato oggetto. Ebbi perô ben P-^o m<..;o ^^^J.: conoscere, ch' ero'ingannato. Questo S.g. Inv.ato di Francia m. ece sSificare ne' gforni decorsi, chede-derava averme^^^^^^^^ secret-Lmo colloquio, il quale poi anche «' venf.co m quesU Casa ove Egli si è espressaraente portato. Dopo le piu soddis fecentrproteste di sentimenti amichevoli del D.rettono d. Pa- Si vcrsoÏEccellentissimo Senato, c délia piena sodd.sfazmne
360 CHUTE d'une républïoue.
anche délie mie direzioni, disse, cbe era al caso di darmene una luminosa prova. Mi significù adunque di avère ricevuta commissione espressa, e pressante di esibire alla Repubbltca una alleanza difensiva, nella quale probabilmente prenderanno parte la Porta, e la Spagna. Si diffuse quindi nel volermi far conoscere, che questo era il solo mezzo adattato a porre ar- Sine agli estesi progelti délie due Corti Imperiali, secondati dair inghilterra, e sopra tutto a garantire la nostra Repubblica minacciata sopra ogni altra. Che allor quando piacesse air Eccellentissimo Senato di entrare in secretissima negoziazione, sarebbe munito il Ministro di Venezia délie opportune istruzioni, e plenipotenze, onde avesse a trattare con chi me- ^lio sembrasse a VV. EE., assicurando délia piu desiderabile propensione del Direttorio stesso, onde combuiare un Trattato, che garantisca non solo in ogni occasione la indiminuta esistenza politica délia Repubblica Serenissima ma nel procurar altresi alla stessa importanti vanjaggi. Analoga la proposizione alli discorsi tenuti dal Reis Effendi al Rallie ben ragionevole il dedurre, che essi due Governi,e fosse anche la Spagna abbiano concertato di persuadere VV. EE. a far seco loro causa comune in affare, il quale, al dir vero, intéressa presso che egualmente esse Potenze : e pur troppo ho motivo di temere, che dalla Porta stessa mi si abbia a fare, e quanto prima, delli ancor più serj eccitament,. Parve a me nulla ostante di dovermi destramente sottrarre dall esser apportatore di cosa non del tutto grata. Assicurai dunque il Sig Inviato délia molta compiacenza, che lo provavo nel rilevare riconfermati U sentimenti amichevoU verso il Veneto Governo délia Repubblica Francese, e la di lui particolar soddisfazione sulla mia condotta : che rispetto poi al grande affare, di cui egli mi faceva parola, senza entrare in estemporanee discussioni, almeno per ora incompetenti, mi sembrava, dovesse questo essere esibito con altri mezzi, o con quello del Veneto Ministro in Parigi, o del Francese in Vene-
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zia : ma senza lasciarmi proseguire, soggiunse il Signor Verninac, che era ben ragionevole si dovesse aprire la negoziazione a questa parte, dovendo questo Governo avervi un' immediatarelazione. Mi rifletteva poi, che importando troppo di osservare il secreto, senza il quale invano si tenterebbe di condurre a felice termine li grandi affari, si contemplava in tal modo di non renderlo noto al Mondo per ora ad altri senza una nécessita. Inutili tutte le fategli rimostranze, nel timoré, che una maggiore resistenza potesse spiacergli, e produrre dei rapporti non grati al Direttorio, ho creduto di dover promettere, che sebbene mi fossero note le Pubbliche Massime di vivere in buona armonia con tutte le Potenze indistintamente, senza prendere ingerenza nei loro interessi, io avrei nuU' ostante secondati i di lui desiderj a condizione perô, che mi fosse rimesso in iscritto quanto onorava di significarmi. Ritrovù egli la mia dimanda ragionevole, e dopo due giorni, mi fece tenere una nota assai significante, ma che contiene fatti pur troppo veri, come io stesso ebbi occasione di conoscerli nel lungo corso di questo difficile Ministero; ragione per cui ho dovuto più volte imporlunare l'Eccellentissimo Senato, e VV. EE.
Senza immorare sopra un taie argomento in questi momenti, rassegnerù intanto, che non reputo opportuno di accompagnare la Carta stessa direttamente ail' Eccellentissimo Senato in timoré, che non sia abbastanza osservato il secreto, tanto a giusta ragione raccomandato dal Sig. Verninac, e ricbiesto dalla natura dell' affare. Pur troppo, Eccellentissimi Signori, provo un vero rammarico nel sapere, che sono a cognizione délia Porta, e di alcuni di questi Esteri Ministri délie recenti Pubbliche deliberazioni, le quali menterebbero il maggior secreto, e mi si fa credere, che esistino nelle mani del Reis Effendi le Copie. Voglia Iddio Signore, che a cos\ grave disordine, reso ancor più meritevole délia Pubblica vigilanza nelle aituali difficili circostanze, si riesca finalmentc di porvi un
qualche argine. lo rassegno adunque tranquillo la importante Carta a cotesto Supremo ossequiato Tribunalc, unitamente air Qffiziosa bensi, ma avvertente riposta da me fatta, per l'uso che riputerà meglio convenire; e poichè intéressa troppo, che non pervenghi questa ispezialità a cognizione délia Corte di Vienna, ed un sicuro, e soUecito corso potendo anzi servire di norma alla Sapienza Pubblica nella ventilazione di altri vigenti affari, ne sembrandomi cosa prudente di spedire un Espresso; mezzo che potrebbe molto adombrare alcuno di questi esteri Ministri, li quali stanno molto oculati sulle mie direzioni, reputo assolutamente indispensabiie di dovermi prevalere in questo caso estraordinario, e pressante délia stessa Posta di Francia. Mi vi persuado tanto più e per le vicende senza esempio, aile quali vanno in ora soggetti li Plichi affidati a quella di Yienna, e perche dovrei in tal caso servirmi délia Cifra in una Carta scritta in Idioma Francese, ciù che nel tradurla puù apportare imbarazzo, e confusione. Dopo un serio esame tenuto sulla mia condotta in questo delicato affare, mi sombra di dover cssere abbastanza tranquillo. Senza esporre minimamente li Pubblici riguardi, csibisco un Docuraento comprovante li sentimenti del Direttorio Francese verso la Sereniss.Repubblica; offro l'adito di riconoscere fondatamente le vere tendenze délie principali Corti d'Europa, ed a quai grado sia nota altrui la vera politica nostra esistenza, e situazione ; e dipender poi deve dall' arbitrio dell' Eccellentissimo Senato, e di VV. EE. il dare a cotesto Ministro Francese quelle risposte, che sembreranno meglio convenire al di loro Regio importante servigio. Desidero vivamente di non ingannarmi nelle mie presunzioni, e meritar io possa la clementissima approvazione di VV. EE., a cadauna délie quali bacio le mani.
Pera di Coslantiaopoli 9 Luglio 1796.
Ferigo Foscari Bailo alla Por. Ott.
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