‹ Chute d'une république [microform]. Venise. D'après les archives secrètes de la républiqueChapitre 20 sur 48 · DEUXIÈME RÉCIT DE FOSCARI SUR CETTE ALLIANCE · texte numérisé non relu

DEUXIÈME RÉCIT DE FOSCARI SUR CETTE ALLIANCE

1796. 9 Septembre.

In ordine aile Leggi gl' Inquisitori di Stato hanno commesso al loro Segretario, che premessa la secretezza, e dato il giuramento debba leggere, e lasciare in copia a' Savj del CoUegio per comunicare al Senato, quando, e se ad essi parera,

quanto segue.

Pervenuta al Tribunale una Lcttera del N. H. Bailo alla Porta Ottomana, data 10 Agosto passato contenente riflessioni tutte Politiche, e relative aile azioni de' Francesi nello Stato, e specialmente nell' ultima parte, che dalla opinione concepita dagli Ottomani suUo stato militare délia Repubblica possa venire maggior difficoltà nella trattativa degli affari, attese le circostanze relative al précédente Dispaccio del Bailo suddetto 9 Luglio passato, accompagnato dalla Comunicata 3 Agosto, e deliberazioni del Senato 30 detto, reputano gl' Inquisitori di Stato di comunicarla in copia ai Savj del Collegio per tutto ciù, che puo servire alla prudenza, e maturità loro, ed a norma de' Pubblici Consigli.

Traduzione dalla Cifra.

Sebbene io conosca perfettamente, che non sempre si deve tutto riportare a Pubblica conoscenza, allorquando massime ne possi ridondare un' ingrata sensazione, pure dalle vigenti ingrate circostanze io mi riputerei degno di biasimo dissimulando quanto in qualunque modo interessar puo il Regio Ser-

3g4 CULTE d'une République.

vizio di VV EE., e servir di norma aile sapientissime, e pro- . de loro delibe azioni. Devo rassegnare in conseguenza un roi oqu°o in quesli giorni tenutosi dal Sultano con 1. prima j u Estri chiamati in serraglio per aifari i-P»^-;';^^» ; inauio che mi fu poi comunicato sotto sigiUo dal o stesso RetEffendi, alla Si oui am.chevole propensione .0 molto

■^Tu il primo Sua Altezza ncU' interpellare il Visir. se fosse .ero ch U Francesi avessero impunemente oecupato .1 Veneto Terr torio senza ritrovarvi la benchè menoma oppos.z.one e se Veneziani tossero stati costrelti a trattenere .1 nuovo Baito a Co^ù per richiamare in Golfo la Nave, su eu, era

rnTn^rpVt'Xr irin'lbMo. BepUcO aHora il Suuâno che egli aveva sempre eoncepita un' idea p.u vantagoTa d;ne Jze delli Veneziani, ne si -ebbe giamma. .mma- "inalo, che avessero essi bisogno d. una sola Nave senza r itrovarsi in guerra con aleuna Potenza maritfma; che tene.ro li Lo Itati del tulto sprovisli di ogni P^es.d.o RUrovarsi egli dunque ingannalo sulli avuti rapport. relaUv. al o Ilatô militare délia Veneta Repubblica; e con qnalche .rritamento disse alli Ministri stessi che avessero m progresso ad essere più esatti ne' loro rapporti.

■ Cerco il Ralli di possibilmente mostrar d .gnorare cos. inarate sopravvenienze, ma non potè in modo alcuno convmcerlo; esprimendosi l'Ottomano Ministro in termmi dt sorpresa anco per non aver io tatta aleuna comun.caz.one al a Porta sul irattenimento del mio successore, accusa g»'st.fleata dal Dragomano coU' asserire costantemente, che c.o non era Deranche a me noto. Previde intanto il provctto Dragomano, che la in ora svantaggiosa opinione eoncepita Jalli Ottomam suUo stato militare terrestre e mantt.mo d, VV. EE. possa sempre più rendere difficile la trattazione de' Pubbhc. affar.

PIÈCES JLSTIFICATIVES.

anche a questa Corte, e che autorizzerà il Governo ad una semore maggiore incomoda elatezza. Crede pure, che contemp Undo il Sultano di condurre la Repubblica a sfpulare 1 Mleanza di oui fa divoto ccnno la précédente mia 9 Lug 10,

pta «à di non ritrovare nella stessa la supposta forza att.va. Io non ardiro farmi Icciti dei riHessi suU' importante argomento presenti già per ogni rapporte essendo questi abbastanza aL somma penetrazione dell' EE. VV. qumd. nella compiacenza di avère adempito anche i^.questo 'ncont 0 e «eZ riserve al dovere précise di Cittadino, e d. Mm.stro;

holo specioso onore di rassegnarmi con profonde ossequ>o.

Fera di Costanlinopoli 10 Agosto 1796.

CUUTE D UNE RÉPUBLIQUE.

DÉPÊCHt: DE QUERINI, AMBASSADEUR A PARIS.

Serenissirao Principe,

Li prelesti, che ordinariamente suol impiegare da qualche tempo questo Ministro délie Finanze per allontanare al possibile il momento di eseguire li pagamenti da questo Governo a tanti Individui Nazionali, e Forastieri dovuti, e non verificati ancora, suppor mi fecero, e a ragione fmo da principio sospettare, che dovesse tener anche verso di me una egual direzione per conto del debito incontrato dall' Armata Francese in Italia verso di VV. EE., e de'j Sudditi contribuenti. Reso inquieto dalla rovinosa posizione, in cui si trova questa Finanza maggiormente fatta palese dal Messaggio del Direttorio, che mi sono onorato di accompagnare neir ultimo mio riverente Numéro, e da quanto, rilevai nello Spccies Fadi accompagnatomi nell' ossequiata Ducale 13 del decorso, molto più adombrato dall' intenzionc di questo Governo sopra la verificazione di tal pagamento, ho creduto di mio preciso dovere di far tutte le maggiori indagini, onde riconoscere possibilmente, se ad onta che al présente mancano li mezzi di far quasi più alcun pagamento, vi sia almeno la volontà di pagare, o se fatalmente mancassero e gli uni, e l'altra. lo deposito nel seno délia somma prudenza di VV. EE. quanto da me fu operato per ottenere quest' intento in mezzo agli ostacoli, ed infinité difficoltà, che s'incontrano qui per far scoperte di tal natura, le quali sono colla più grande gelosia tenute secrète. lo per altro mi sono diretto con la più grande circospezione, onde non com. promettcrrai, corne VV. EE. riscontreranno, e sfortunata-

riÈCES JUSTIFICATIVES.

mente mi riusci conoscere rapporto alla verificazione del sopra indicato pagamento quello, che con vero dolore dell animo saroperrassegnare.

Mi sono abboccato con un Mercante Genovese da vario tempo da me conosciuto come uomo di probita, e che vive m strelta amicizia con un Deputato, che gode molto credjto presso il Direttorio, e presso li Mimstri del Governo, ed ho fatto ad esso Mercante credere d'aver ricevute varie istanze da Venezia da quelli che avevano fino ad ora proweduto, e provedevano tuttavia l'Armate Francesi in Italia, onde cercassi d'ottener in qualche maniera il loro pagamento ; che se fossero stati soUecitamente imborsati délie surame, che andavano Creditori da questo Governo, io avevo la faco ta di prometter in ricompensa a chi si avesse interessato a tal affire un sei per cento, e forse anche più sopra la totahta del pagamento, che fosse per essere fatto. VV. LE. perdo neranno, se mi sono preso un tal arbitrio, ma la esperienza pur troppo ora fa conoscere, che non sia piu possibile, luando si passa per mano privata, mezzo per altro sempre più efficace d'ogni altro per poter qui riuscire in affari, spezialmente di tal natura, senza la sopra indicata cond.zione. Io pregai dunque quel Negoziante di volersi impiegare m questo affare indicandogli il modo, come doveva contenersi, le ra-ioni, che doveva addurre per far conoscere, che questo Governo per giustizia, e per proprio interesse non poteva dispensarsi di far eseguire il pagamento; e mi assicuro, che fra pochi giorni sarebbe venuto a darmi una qualche risposta. m fatti tre giorni sono, venue a riferirmi, che aveva fatta come da lui la mia proposizione ad un Deputato suo Amico molto influente con li Ministri, e Membri del Governo, il quale aveva di buon grado assunta sopra di se la direzione di quest' afiare, che si era abboccato in primo luogo col Ministro délia Guerra per riscontrare il modo, come doveva diri-ersi per reclamare il sopra indicato pagamento, che U

PIECES JUSTIFICATIVES

Ministre délia Guerragli rispose, corne deridendolo delli passi, che per lai atfare faceva, meravigliandosi, corne un uomo, corne Lui, che conos:eva l'intenzione del Governo, e le massime sopra tal proposito, da quello stabilité, si fosse poslo in pensiere di far rimborsare li Veneziani. Che doveva prima di tulto sapere, che il Ministro délie Finanze non poteva ora far alcun pagamento, mentrc la Cassa Nazionale non aveva neppur per poter soddisfar agi' interni urgenti bisogni;nia che quando anche vi fosse la possibilità, doveva non ignorare ch' cra ferma volontà del Governo, che le Armate d'Italia, non dovessero costar nientc alla Repubblica per mantenerle, e che li Veneziani reclamavano inutilmente il loro pagamento. Quel Deputato gli fece sentire l'ingiustizia di tal determinazione riguardo d'una Nazione Arnica, e Neutrale, ch' cra deir interesse del Governo non disgustare, mentrc potrebbe essere costretta per mancanza de' dovuti rimborsi di sospendere ulteriori soraministrazioni ail' Armata Francese. 11 Ministro a cio rispose, dicendo ch' era tutto vero, quanto esso Deputato diceva, ma che decisamente non si voleva pagare, e che a qualunque evento ail' Armata francese non mancavano mezzi di procurarsi quello, che poteva ad essa occorrere. Finalmente dopo un lungo Dialogo sostenuto fra questi due Soggetti, il Ministro délia Guerra gli disse, che solo dal General Buonaparte si avrebbe potuto ottener qualche cosa, e che se avesse potuto aver una Lettera del Direttorio, che appoggiasse quest' affare presse quel Générale, avrebbe forse potuto sperar qualche cosa, ma che dubitava molto, che avesse potuto conseguirla. Seguito a dirrai il Negoziante, che quel Deputato, corne che essendo molto bcn veduto, ed amato da varj membri del Direttorio non esito di portarsi immediatamente a riconoscere da Essi, se poteva ottenere dal Direttorio la promessa almeno, che quel pagamento sarebbe stato verificato in qualche modo in seguito, o se avesse potuto conscguire la sopra indicata Lettera diretta

al General Buonaparte. Gli fu risposto da tre Membri del Direttorio presso a poco, come gli aveva parlato il Ministro délia Guerra, e gli fecero sentire in oltre, che non erano in grado di rilasciargli la Lettera, che ricercava per quel Générale, mentre non poteva il Direttorio compromettersi, stante che poteva forse il Générale Buonaparte non essere in caso di dar esecuzione a questa Lettera, e che il Governo non avrebbe in allora saputo come insistere per costringere quel Générale Vittorioso, e verso del quale erano obbligati ad avère tanti riguardi ; che se per altro nella vicenda délie cose, si fosse presa la determinazione di pagar alli Veneziani o in tutto, o in parte il loro credito, Esso Deputato sarebbe stato avvertito. Ecco, Eccellentiss. Signori, quello, che col più vivo rammarico da questo mio secreto maneggio mi è riuscito di rilevar in questo ingratissimo aiïare che pur troppo si confronta con quanto fu detto ail' Eccellent. Sig. Provveditor Estraordinario in Terra-ferma sopra questo proposito dal General Buonaparte, e Commissario Saliceti. Sfortunatamente risulta dalla direzione, che sembra tenere questo Governo, che verificar voglia \elatamente verso l'Eccellentissimo Senato, che in questa Guerra ha costantemente, e con ogni esattezza adempito alli doveri délia iNeutralità, edell' amicizia verso la Repubblica Francese, quello fece, e continua a fare apertamente verso quei Paesi, che nella présente Guerra presero parte contro di Essa; e che gli Stati di VV. EE. debbano essere contro ogni diritto, e giustizia pur troppo anch'essi soggetti alla générale dUtruzione ed espilazione, che, come mi sono onorato d'indicare nel mio riverente N. 101, era stato deciso, che dovessero assoggettarsi le Nazioni d'Italia alla Francia Nemiche.

Prima di chiudere quest'ossequiosomio, debbo alla Sapienza •leir Eccellentissimo Senato rassegnare un' altra intéressante scoperta, che, due giorni sono, mi riusci di poter fare. Tutti questi Deputati délie Città di Milano, Bologna, e Ferrara, che

nu, sono, sollecitavano da più di due mesi/e unitamente, e se- Saratamente a voce, ed in iscritto questo Governo, acc.o volesse manifestar la sua volontà circa Taccordar, o no, ad esse una Garantia, che assicurasse quella liberlà, che respelt.vamente loro era stata accordata dal General Buonaparte. Alcun. g>orn, ■ sono il Ministre délie Uelazioni Esleriori li fece tutti inv.tare a Casa sua, e loro signif.co, che il Governo Francese aveva determinât; di formarsi in Italia degli Amie, che gh potesser essere ulili, e non a carico, che non voleva comprometter la sua garantia per conlo di Città isolate, non Icgatc da un rcciproco interesse, e per conseguenza per se slesse deboli, e incapaci di tormar da se sole la più leggiera res.stenza; che percio Egli era incaricato di significar a tutt. ess. Députât,, che se le Città, che rappresentavano, volesscro un.rsimsicme a formar una sola Repubblica. allora il Governo l-rancese avrebbecontrochiunquegarantita la di Lei liberta.e sicurcm, e non altrimenti : che per conscguenza niente ora il Diretlorio poteva slabilire, ed avrebbe prese le sue determmar.iom a norma délie risposte, che avrebbero in seguito essi Deputati fatte a Lui significare. Dietro questa verbale significaz.one sono subito da qui partiti duc Deputati diBologna, e uno di Milano per portarsi aile loro respettive Città, e quei di terrara hanno spedito un Espresso. Cosa sarà per nsultare V\. Eb. saranno forse a portata di saperlo prima, che giungano le determinazioni di queste Città a Parigi. A quello m, tu riferto li Bolognesi sdegnanodi unirsi, mentre temendo, che a Sede del Governo di quest' immaginata Repubblica sara facile nclla Città di Milano, cosi non vogliono, che quella di Bologna diventi Città secondaria, e dipendente.

Di quanto ho l'onore di far sopra questo intéressante rapporte présente air autorevole conoscenza di VV Eb., lo posso garantir la vcrità, mentre mi è riuseiuto di ntrarlo da un fonte sicuro, e degno di lutta la Fede. Grazic.

Parigi 3 Setleinbre 1/96. '^•'^»^'^ '^

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