TESTAMENT DE CLAUDE
« Nel nome délia santissima Trinita, Padre, figlio e spirito santo, amen. Io Claudio Gellée figlio del Gio. Gellée da Sciamagne in Lorena ho fatto questo présente testamento mio clauso e sigillato nel modo infrascritto, cioé :
In primo raccomando 1' anima mia al mio Signor Iddio, alla sua Santa madré, al mio angelo custode et a tutti li Santi del cielo pregando sua divina maesta si degni riceverla nella gloria di Paradiso.
Item il mio corpo ordino che sia sepellito nella chiesa délia S™ Trinità de' Monti e che l' infrascritti miei esecutori debbano spendere 5o scudi tra il funerale, sotteratorio e messe che in detta chiesa debbano fare una lapide nella mia sepoltura con quella iscrizione che gli pareva ma che non debbano spendere [più di] scudi 60 moneta.
Item l'undici lochi di monti di S. Bonaventura, cioé otto in una patente e tre in un altra che cantano in mio favore io lascio ad Agnese che possa solo godere 1' usufrutto di esso sin tanto che si mariterà o monachera e monacandosi otto di quelli li possa conseguire al monastero dove si monacarà per una dote libéra e 1' altri tre ne possa solo godere 1' usufrutto sinché sara viva in detto monastero, quale usufrutto ella vivente possa disporre al suo arbitrio senza che il detto monastero ne possa pretendere partecipazione o accomunazione alcuna e maritandosi li sudetti undeci lochi de monti si possano consegnare per sua dote e fondo dotale con conditione pero che morendo senza figli legitimi e naturali otto delli undeci luoghi ritornino alli infrascritti miei eredi e degli altri tre ne possa disporre a suo arbitrio.
Item lascio sopra più delli undeci luoghi de monti S. Bonaventura tre altri luoghi del monte Novenale gli frutti sua vita durante doppo che ritornino a Claudio Gellée figlio di Melchiorre Gellée.
E di più lascio alla suddetta Agnese un quadro di mia mano dipinto a paese per altezza che sta vicino al mio letto con la madonna che va in Egitto et una madonina vicina al mio letto che e copia del Guido, un altro quadretto con il crocefisso e S. Brigida con cornice, di pero corne ancora la mia lettera et il cielo del letto dove io dormo, e la sua cariola in forma di letto si metta in parte et ancora la sua cassa con la robba che si ritrova dentro, et il mio studiolo d' ebbano dentro una pezza di credenza nella mia sala et un terzo di mobili, et questo gli lascio libero et a disporre a sua volontà per li buoni servitii che da lei ho ricevuto.
Item declaro che il libro dei disegni che lascio alla detta Agnese esser quello di 1 3y (forse 177) disegni di quadri fatti per servitii di diversi Principi gli lascio sua vita durante e doppo che recaschi alli miei heredi.
Item ordino e voglio che subito seguito la mia morte, detta Agnese sia messa in un monastero a sua elettione e a questo si debbano assegnare li frutti delli sudetti undeci luoghi del monte S. Bonaventura o frutti de altri undeci de monti dell' istesso valore se per fortuna fossero estinti.
Item lascio a Giovanni Gellee mio nepote sei luoghi de monti, quattro Restoro e due Novenale et un quadro con la sua cornice indorato che rappresenta il ballo délie quattro najioni e la lettera et il letto dove lui dorme et una madonina che sta vicina al suo letto copia del Domenichino et il crucifisso che sta alla caméra di basso et ancora il forsiera che sta nella mia caméra e che li Signori esecutori non lo possino molestare in altri interessi che le patenti de' luoghi di monti e le carte che dependano de' miei negozi e prego per favore grande che se si ritrovera a Roma che in presenza sua e délia sudetta Agnese s' apra il sudetto forziero et ancora una pezza di credenzone alla sua elettione con li disegni di S. Nicolo per li buoni servitii che mi ha reso essendo in casa mia.
Item lascio a Claudio Gellée figlio di Melchiorre Gellée mio fratello un quadro arbore di paese fratto sopra il vale con una medaglia d' oro di Papa Innocentio che rappresenta S. Pietro quando âpre la porta santa.
Item lascio alla veneranda chiesa délia Trinità de' Monti un quadro délia mano del quondam Carlo Lorennese in tela senza la cornice di mezza figura et ancora un paese di due pezzi dipinti a guazzo per ornare la casa délia Sma Trinità quando passa il Santissimo.
Item alla veneranda chiesa di S. Nicolo délia natione Lorenese scudi 25 et un quadro di Christo che va in Emmaus, paese dipinto dal vero.
Item lascio alla ven. Chiesa di S. Luca in Santa Martina di Roma scudi 10 et una copia del mio ritratto che sta in sala.
Item lascio ail Em"10 Sig. Cardinale Rospiglioso dui disegni a sua elettione delli miei studi per haver ricevuto sempre il buon consiglio che mi ha dato.
Item ail' Illm0 Monsig1' di Belmonte un quadretto sopra una tavola di cipresso che rappresenta un lavoro di luna con una cornice indorata grande un palmo, per haver ricevuto sempre favori e li miei.
Item lascio ancora al mio figliano Gio. Piomer sei disegni ail' elettione delli esecutori.
Item lascio a Catherina figlia di Maestro Antonio André sartore mio compare scudi 40.
Item dichiaro che il mio cognome di casa Gellée, se bene nella patente de luoghi 5 di monte Novenale è scritto Gillet e nell' altra de luoghi otto del monte S. Bonaventura e scritto Gillier q. Joannis lotharinghi e nella delli tre altri luoghi di detto monte e notato Gillier e nella patente delli quattro del monte Restoro è scritto Gellée e due altri patenti che cantano a mio favore di 5 luoghi per uno del monte Restoro è notato a tutte due Gellée q. Joannis
LE TESTAMENT DE CLAUDE 2o5
lotharinghi. Il tutto e stato mio errore e delli signori segretari quali non ostante dette variationi mi hanno continuamente messo in lista e fatto pagare H frutti di quelli sotto il cognome Gillee masi deve scrivere nella lingua nativa, vale Gellée, perche cosi mi hanno sempre scritto li miei fratelli.
Item lascio al Sig'' Renato délia Borna scrittore apostolico un quadro fatto a paese con l'Angelo e Agar.
Item lascio al Sigr Francesco Canser un quadretto con cornice quadrata indorata dipinto con pecorelle.
Et in tutti e singoli miei béni mobili e stabili presenti e futuri ragioni actioni di qualsinvoglia sorte a me spettanti e pertinente heredi usufruttuarii faccia e instituisca e con la propria mia bocca nomino li signori Dionisio e Melchiorre Gellée miei fratelli carnali e li chiamo e fo heredi e proprietari délia mia robba che e che sarra in Roma e al paese et in qualsinvoglia altro luogo e se per fortuna o l'uno o 1' altro fosse morto o tutti due fo c dichiaro heredi li loro figli con facoltà di potere e disporre di tutti li miei béni al piacere loro.
Esecutori poi di questo mio testamento e tutori e curatori délia sudetta Agnese eleggo e deputo li suddetti signori Renato délia Borna e Francesco Canser scrittori apostolici e qualsivoglia di loro in solido, se perô li detti saranno vivi in Roma e se saranno morti o non tossero in Roma in tal caso eleggo e deputo il primo rettore che sarra pro tempore délia suddetta chiesa délia congregatione de Lorenesi di Roma con le solite facolta et un quadro a sua elettione.
Item dico e dichiaro che Agnese nominata nel présente mio testamento è una zitella di età al présente di anni undici in circa conforme alla fede del battesimo appresso di me esistente allevata in casa mia dove al présente si ritrova per carità.
Io Claudio Gellée ho testato corne sopra m0 pp°.
Marinus Franciscus Vannius,
Curie Capitoline notarius.
(Testamento dei Notai Marchetti c Vannio ann. 1 668- 1 6-go i?i annum.) (Document communiqué par M. A. liertolotti.i
Adi i3 feb. 1682.
Claudio Gellée del defunto Giovanni di Sciamagne in Lorena sano facevaun codicillo nel quale ammentova il lascitô a Giuseppe Gellée figlio di Melchiorre più un quadretto con pecorelle. Abitava ail' arco de Greci présente Giacomo Zimct francese, Martino Fostier fiammingo e G. B. Larmour fiammingo. »
(Not. Marchetti, 1668-1690.)
la villa de Claude .1 Muiudi
La légende, d'après laquelle Claude aurait fait un séjour dans la ville de Munich, a subi diverses modifications. Tantôt, on s'est plu à l'y faire appeler en 1 G 2 5 (lors de son voyage
2o6 CLAUDE LORRAIN
à Nancy) par le baron Mayer ; le Lorrain aurait alors décoré la villa que possédait le baron près de Harlaching, dans le voisinage de Munich, et cela, sans tenir compte du fait que les relations du peintre avec le chancelier de la Bavière, selon les dates mêmes des tableaux exécutés pour ce dernier, doivent se placer vers 1674 (voir le catalogue du Livre de Vérité', n"5 5 et 188), à la fin plutôt qu'au commencement du siècle. Nagler, de son côté, a ainsi non seulement donné la villa près Harlaching en toute propriété à Claude lui-même, il a bien voulu y voir la reproduction d'une autre villa, plus grande, qu'il prétend avoir été bâtie par le maître sur la pente du Mont Janicule, en face du Mont Aventin. Mais quoiqu'elle soit un peu invraisemblable, la persistance de cette tradition, qui rattache le nom de Claude à des maisons situées dans la ville ou dans le voisinage de Munich, donne à penser. Un auteur allemand, M. Regnet, a publié en 1876 * des documents qui nous aideront à démêler ce qu'il peut y avoir de vrai au fond de la fable. M. Regnet cite, d'après le « Grundbuch » de Munich, un rapport d'après lequel un nommé Claudius Gilet, cuisinier de l'Électeur, possédait, en 1610, une maison située sur le vieux Rossmarkt (marché aux chevaux) ; il a trouvé aussi un document daté de 16 13, relatif à l'achat d'une maison par un jardinier, qui désigne l'emplacement de ladite maison comme étant entre les propriétés de Balthasar Erdman et de Claudius Gilet, et un troisième, du i3 avril 1 6 1 5 , attribuant un « ewiggeld » au même Claude Gilet. M. Regnet incline à croire que le Claudius Gilet du « Grundbuch » était un parent de notre maître, et que le jeune peintre, arrivé à Venise en i(">25, a pu être tenté de pousser jusqu'à Munich, pour y rendre visite à un membre de sa famille riche, ou du moins fort à son aise. Il ne faut pas, cependant, chercher, comme l'a fait M. Regnet, à appuyer cette hypothèse sur la mention faite par M. Charles Blanc de deux paysages peints par Claude à Munich. M. Blanc a cité, sans le nommer, le travail de M. Voïart (voir p. 20 et p. 108); les toiles en question sont les tableaux de la Pinacothèque de Munich, et tout le monde peut se convaincre que ce sont plutôt les environs de Naples que ceux de Munich qui y ont inspiré le pinceau du maître.
1. Kunst und Kûnstler des Mittelalters und der Neu^eit, zwoelfte und dreizehnte Lieferung. Leipzig. 1876.