VII. Késumé de la
doctrine de ces trois
chapitres.
1 Thomassin , Discipl. ecclés.j. t. Ier. p. 361
Rome*, Alexandrie, Antioche, ont fait retour à l'Eglise universelle et au Pape, parce qu'aucun droit divin et apostolique ne peut se perdre dans l'Église.
L'institution des évêques, de quelques mains qu'elle vienne, ne peut jamais être indépendante des Souverains Pontifes. La confirmation des évêques, qu'ils n'instituent pas par eux-mêmes, directement ou indirectement, leur appartient de droit divin; et il n'y a jamais eu d'évêque Légitime qui n'ait été accepté expressément ou tacitement par le Pape.
L'ancienne discipline concernant l'élection, la consécration et la confirmation des évêques, n'était pas une simple concession des souverains Pontifes, révocable à volonté.
Toutefois , les changements disciplinaires ont été nécessaires, sages; et, par conséquent, la discipline actuelle est conforme aux vrais intérêts de l'Eglise.
De cette légitimité et des droits généraux du Saint- Siège, il suit que rien, dans cette discipline, ne pourrait être modifié qu'avec le consentement et par l'autorité du Souverain Pontife.
Immédiatement divine dans leurs diocèses respectifs, la juridiction des évêques l'est également lorsqu'ils sont réunis en concile général. Là, comme successeurs des Apôtres, et par une participation à leur juridiction universelle, ils sont, par le droit divin, juges et législateurs avec le Pape et sous son autorité. Ce grand privilège de l'épiscopat ressort avec trop d'évidence et de sa divine institution, et
de notre histoire des conciles généraux, pour qu'il soit nécessaire d'y insister davantage. Il leur donne le droit certain, en vertu deleur caractère, de prendre part au gouvernement général de l'Eglise , soit dans les conciles, soit hors des conciles : Posuit episcopos regere Ecclesiam Dei l .
I Nous croyons faire plaisir au lecteur en plaçant ici , sous ses \eux, l'extrait suivant d'un canoniste célèbre, Bolgeni. On y verra qu'il enseigne aussi l'origine immédiatement divine de la juridiction, universelle des évêques, et de leurs droits dans les conciles généraux :
II Corpo episcopale succède veramente al Collegio aposlolico , ed ha tutta quella potestà di giurisdizione sopra la Chiesa universale, col privilegio ancora délia infallibilità, che aveva il Collegio aposlolico. Di qui nasce una imporUinlissima distinzione nella giurisdizione episcopale, che doc» dividersi in #îVm<//s/one universale sopra tutta la Chiesa, ed in giurisdizione particolare sopru una,. ô più diocesi determinate : abbiamo esposta questa distinzione in addietro. La giurisdizione un iversale non si esercita, ne puô esercitarsi dai vescovi se non* unilamente cogli altri, e col loro Capo il Papa , facendo corpo e collegio , o dentro o fuori di Concilio : abbiamo di cib una giusta idea in un Senato sovrano, nel quale i senatori divisamenteconsiderati noncommandano, ne possono commandare alla Republica, quantunque commandino sovranamente quando formano senato. Questa universal giurisdizione è annessa per istituzione di Gesù Cristo al carattere episcopale, e si conferisce da Dio immediataniente ad ogni vescovo nella sua ordinazione. Bolgkni, l'Episcopato, parte 11, cap. i, n° 104.
Nei vescovi, oltre la giurisdizion particolare sopra la loro diocesi, dee considerarsi una giurisdizion universale sopra tutta la Chiesa. Mi spiego. I vesco\i considerati , non ciascuno da se, ma uniti insieme, e sempre nell' unione, e sotto l'autorità del Papa, loro Capo, formano quello che si chiama Corpo episcopale, il quale succède in tutto rigor de' termini al Collegio apostolico, e il quale possiede l'episcopato in tutta la sua pienezza, unrversa ità, e sovranità, corne fu istituito, e conferito da Gesù Cristo. Infatti un vescovo considerato da se, benchè sia giudice délia fede, non è tuttavia
• Enfin, la dernière et la plus importante conclusion de toute cette dissertation, c'est que l'Esprit-Saint, immédiatement présent aux enfants de l'adoption divine, communique immédiatement ses dons divins au Souverain Pontife, aux évêques, à l'Église universelle , et qu'il est véritablement l'âme qui anime ce grand corps.
infallibile nelle sue decisioni ; e quantunque sia législature nella disciplina, nondimeno le sue leggi non hanno vigore, e non obbligano fuori délia sua diocesi. Ma quando si considéra tutto il Corpo de' vescovi 6 adunato legittimamente a gênerai Goncilio , b anche disperso per la Chiesa ; allora le decisioni di fede emanate da questo Corpo sono decisioni infallibili , e le leggi di disciplina ( bligano tutta la Chiesa. Ciascun vescovo nell' atto , e in vigore deila sua ordinazione , entra ad esser membro del Corpo episcopale, e per consequenza entra in diritto di governare, e ammaestrare tutta la Chiesa , quando sarà in unione con tutti gli altri, e formera Corpo cogli altri. Qiiesta è quella che io chiamo giurisdizione universelle in ciascun vescovo, e che è distinta onninamente dalla particolar giurisdizione sopra le diocesi, e il popolo assegnato. Questa giurisdizione particolare si conferisce dal Papa immediatamente : quella universelle si conferisce da Dio insieme col carattere episcopale-, al quale va annessa. I tre vescovi Barse , Eulogio , e Lazaro citati di sopra, i quali furono ordinati soltanto ad honorent, erano veri vescovi di carattere, benchè non avessero giurisdizione alcuna particolare sopra qualche determinato popolo ; e contuttocio avrebbero potuto sedere in un Concilio générale a decidere, ed a comandare come gli altri vescovi. E sappiamo effettivamente dagli Atti de' Concilii generali e più lontani e più vicini a noi, ché v'intervennero di tali vescovi senza popolo, e vi sederono giudici, e legislatori come gli altri.
Benchè l'universal giurisdizione spiegata di sopra voglia dirsi che da Dio si conferisca ai vescovi immediatamerde ; tuttavia la sovrana potestà délia Chiesa puô legittimamente impedirne l'esercizio , sospendendo un vescovo ,'o deponendolo dal vescovato. Di queste pêne canoniche abbiamo molti esempj nell' antichità. Bolgeni, VEpiscopato, parte Ia, cap. vu, nos 95 et 97. Act. x, 28.
En tout ce qui précède , nous croyons avoir tenu le milieu de la vérité entre ceux qui nient ou amoindrissent les droits du Saint-Siège, et ceux qui les exagèrent.