CHAPITRE TROISIÈME
la ! Ma ûate certo che pregheremo per voi e che se ua giorno viene la vostra grazia, sarà uoa fesia per tatta la noatra famiglia.
La prima di esse, cb' era quella ch' ip vedeva più soveDte, poasedçTa una dolce, straordiiiaria eloquenza nel dar consolaiioDi, lo le ascoltava cou filiale gratitudine, e mi si fermaTano nel cuore.
Dieea cose , ch* io sapea giâ, e mi oolpiTano corne cose nuove : — Che la sventura non dégrada Tuomo, s' 'fii non è dappoco, ma anzi lo sublima ; — che, se potessimo entrare ne' gludizii di Dio, vedremmo essere, moite Yolte, più da compiangersi i vincitori che i vinti, gli esultanti che i mesti, i doviziosi che gli spogliati di tutto; — cho r-amicizia i»articolare mostrata dall* Uomo-Dio per gli aven* turati è an gran fatto; che dobhiamo gloriarci délia croca, dopo che fu portata da omeri divini.
Ebbene, queste due buone vecchie, ch* io vedea tanto volentieri, dovettero in brève» per ragioni di famiglia, partire dallo Spielberg, i Ggluoli cessarono anche di venire sul terrapieno. Quanto queste perdite m'afflissero !