LIVRE VI
LA BATAILLE DE BtNtVENT 1265—1266
A Operan , là dove fu bugiardo
Qascua Pugliese
lnr«, c, XXVIII.
El piange qui Targento de* Franceschl lo vidi , polrai dir, quel da Duera Là dove 1 peccaiori stanno freschl.
Inf., c. xxxii.
lo mi Tolsi ver lui , e guardail fiso : Biondo era e bello e di gentile aspelto ; Ma r un de' cigli un coipo avea diviso.
Quando mi fui umilmente dlsdetto D' averlo vislo mai , ei disse : Or vedi : E mostrommi una piaga a sommo il petto.
Poi disse sorridendo : lo son Blanfrcdi Nipote di Costansa imperadrice :
Ond' io li prego che quando tu riedi ,
Vadi a niia bella ûglia , génitrice Dell* onor dl Cicilia e d* Aragona , E dichl a lei il ver, s*aitro si dice.
Poscia ch*i*ebbi rotta la persona Di due punte mortali , lo ml rende!
Piangendo a Quel che volentier perdona.
Orribil furon 11 peccati miel ; Ma la bontà infinlta ha si gran braccia , Che prcnde ci6 che si ri volve a lei.
Se il pastor di Cosenza che alla caccia Di me fu messo pcr Clémente , allora Avessc in Dio ben letta questa faccia ,
L*ossa del corpo mio saricno ancora In c6 dcl ponte presso a Benevento, Sotto la guardia délia grave mora.
Or le bagna la pioggia e move il vento Di fuor dal regno , quasi lungo il Verde , Ove le trasmutô a lume spento.
Per lor maledlzion si non si perde , Che non possa tornar 1* eterno amore , Mentre che la speranza ha fior di verde.
Ver è elle quale in contumacia muore Di santa Chiesa , ancor che alfin si penta , Star gli convien da questa ripa in fuore
Per ognl tempo , ch* egli ë stato, trenla, In sua presunzion , se tal decrelo Più corto per buon preghl non divcnta.
Vedi oramal se tu mi puoi far lieto, Bivclando alla m la buona Costanza Come m' hal visto , ed anco esto divieto ;
Cliè qui per quel di là molto s* avanza.
Purg., c. ni.