LA COMMUNE DE ROME
Chi poria mai pur con parole sciolle Dicer del sangue e délie piaghe appieoo, Ch*io ora vidi, per narrar più volte?
Se s'adunasae ancor tutu la gente, Che gii iii 80 la forlunau terra Di Puglia fu del suo sangue dolente
(k>n quella cbe sentio di coipi doglie, Per contrastare a Roberto Guiscardo, E l'alira, il cul ossame ancor s*accoglie
A Ceperan
{La Commedia di Dante ^ liifenio,c. xxviil
Le leggi son , ma chi pon niano ad esse ? Nullo ; perocchè il pastor che précède Ruminar puô, ma non ba Tunghie fesse.
Perché la gente , che sua guida lede Pure a quel ben ferire ond* ella è ghiotta , Di quel si pasce, e plù oltre non chiede.
Ben puoi veder cbe la mala condotta È la cagion cbe '1 mondo ha fatto reo , E non natura che 'n voi sia corrotta.
Soleva Roma , che *1 boon mondo Teo , Duo soli a«er, che 1* una e T altra strada Facean vedere e del mondo e di Deo;
L'un Taliro ba spento , ed è glunta la spada Col pastorale , e 1* uno e Taltro insieme Per viva fora mal contrien cbe vada;
Perocchè , giuntl , 1* un V altro non terne. Se non ml cr^ , pon menie alla spiga , Cb* ognl erba si ronosce per lo semé.
In sul paese cb* Adice e Po riga , Solea valore e cortesia trovarsi
Prima che Federico a«esse briga
f Purgatorio , c. xvi. )
Qua entro t lo secondo Federico.
( Inferno , c. x. )