MODIFICATION À LA LOI DE SUCCESSION
Le 2 août, Muzio informe Cybq que le comte Provana(l) se rend à Lisbonne comme envoyé, avec la mission de demander à la convocation des Cortès l'abrogation de la loi en vipi^ueur, qui exclut les étrangers de la succession à la Couronne; et l'on dit que la duchesse régente demande cet acte, parce que, si quelqu'un veut déconseiller le duc de se rendre à Lisbonne, il se prévaudrait du motif qu'il n'est pas bon de laisser son propre Etat en des mains étrangères de façon à n'être jamais roi. Le 16, il ajoute que le duc parle en mauvais termes de son mariage avec l'Infante de Portugal, et refuse d'aller à Lisbonne; mais que, devant la duchesse mère, il feint d'être content.
Et, Mgr Durazzo écrit à son tour:
Di Lisbona 18 settembre 1679 (Dec.to à 26 ottobre).
Resta stabilito di convocare le Corti per il principio di 9bre à causa del Matrimonio stabilito con Savoia, perche per effettuarsi è necessario derogare à certa legge fatta nelle Corti tenute in Lamegt 300 e più anni sono, che esclude da questa corona qualsivoglia forastiero. Le dette Corti si devono chiamare per il primo di 9bre, ma s'intende, che non si farà l'apertura di ■esse se non verso li 20 del medesimo. Costano le Corti principalmente de procuratori délie città, e terre del regno, che si chiama lo Stato del popolo, il quale se bene è inferiore in dignità, è perô superiore in potere quando li sappi conoscere, e corne in questo Stato del popolo prevalgono sempre i procuratori di Lisbona, cosi i E;è quando fanno Corti procurano d'haver dalla sua li procuratori di Lisbona, e per quello intendo il Principe desidera che sii eletto in procuratore di Lisbona il Marchese di Govea, maggior-
(1) Le 1^1" mai 1679, Mgr Bevilacquajavait annoncé à Cybo, que le comte Provaua, ministre du duc de Savoie, après avoir soutenu, à la satisfaction de tout le Congrès, les intérêts pour lesquels il avait été envoyé, vient de partir de Nimègue pour Turin.
domo, e perche questo si potrebbe tirar à dietro non uscirà certamente ô da esso, ô dal Duca di Cadoval, ô Marchese de Frontere. In seconde procuratore deve esser un dottore, e sarà qualsivoglia de Sembargadori, e non è fuori di sospetto, che sii Lanzarote Leitam, fratello di Benedetto Beggia inquisitore, ambi fierissimi contro la S. Sede in questa controversia de' processi. Oltre lo stato del popolo^ interviene lo Stato ecclesiastico composto de' soli vescovi, e lo Stato délia nobiltà, che costando di tutti i titoli, signori di terre, et Alcaidi maggiori del regno, elegge titola del suo corpo, i quali hanno tutta l'autorità. Non si deve rivocare in dubbio che in aggiuntarsi le Corti, et essendo tuttavia pendente questo negotio dell'Inquisitione, le Corti vorranno intendere in questo affare. Quello in che habbino à dare, io non la posso prevedere. Nell'anno 1674 quando parimente si fecero le Corti, lo sforzo di esse fù obbligare S. A., che impedisse la prosecutione di questo negotio, che già era cominciato, con venire à risoluzioni rigorose contro i procuratori de Christiani nuovi se non desistessero, ma non potendo ottener questo da S. A., si ridussero à che S. A. si facesse presse S. S.tà protettore dell'Inquisitione, scrivendo à suo favore corne segui in quel tempo. Hora potriano le Corti pretendere lo stesso contro i medesimi procuratori de' Christiani nuovi, perche quanto al dichiararsi S. A. per questi inquisitori sospesi, non pare che habbino veruna cosa. à pretendere.
Mi è parso perô bene avvisare tatto ciô, perché havendosi costi notitia dell'aggiontamento délie Corti, possa S. B. farvi quelle riflessioni che le pareranno necessarie. Io supponevo, che non si convocheriano se non per gennaro, ô forsi per marzo, ma vedo che tutto quello appartiene à questo matrimonio, si accéléra al possibile, e se bene seconde me l'infanta non è atta à giuntarsi col marito se non di qui à 4 anni, intendo, che subito che havrà gl'anni délia Chiesa, si celebrarà il matrimonio perche la Regina non quieta sino à tanto che non lo vede stabilité, e perô hanno risoluto di chiamare le Corti per 9bre, nelle quali oltre il farsi la deroga suddetta, si tratterà parimente di qualche contributione per le spese di detto matrimonio.