‹ Innocent XIChapitre 124 sur 290 · JUSTIFICATION DE MGR. BEVILACQUA · texte numérisé non relu

JUSTIFICATION DE MGR. BEVILACQUA

con tanta prudenza, e Iode battuta dalla fel. mem. d'AlessandroT". lo confesse bene à V. Em/^^ clie bisognapratticarlacon mol ta cii'cospezione, ma si come sin hora non hô occasione di pentirmene. cosi confido, che in avvenire S. D. M. benedirà le mie rette intenzioui, e che guidandomi colle saviissime direzioni di V. E., tanto ben espresse nella sua istruzione, potrô felicemente condnrmi in porto. Se poi nell'affare di Lorena hô pregato de suoi uffici Mons.'' Nunzio Varese, l'hô fatto per iibbedire alla medesima istruzione, che mi commanda di valermi nelle corti dell'opra de nunzii residenti per ispianare le difficultà, che insorgeranno al congresso. Ecco à V. E. le ragioni del mio operare, che totalmente sottopongo alla censura non errante del suo purgatissimo giudicio per farmi sempre leggi di ciô, che si degnerà d'impormi in si importante ministero, com'è giusto, e conviene alla profonda venerazione, colla humilissimamente mi protesto, ecc.

Mais le 11 septembre, Cybo répète au nonce « S. S. ne veut pas qu'en aucune manière V. S. se mêle des matières qui regardent les préjudices portés à l'Eglise à Munster, paix condamnée par Innocent X; car l'intervention de Y. S., de quelque manière que ce soit, semblerait une approbation tacite de cette paix. Si toutefois se présentent sur le tapis des matières attenantes à ces traités, mais indifférentes, N. S. ne refuse pas que Y. S. s'y applique » (1). Et le 25, il lui écrit :

(1) Le 14, Bevilacqua informe Cybo qu'il a eu une grande question à propos de changements dans la salle des conférences des coalisés. Depuis l'arrivée de Gurgh on y a mis trois chaises à bras pour les ambassadeurs impériaux et pour les autres seulement des chaises d'appui, on a agrandi la table de manière que d'un côté peuvent se trouver réunies les chaises des trois impériaux. Les Espagnols protestèrent, écoutèrent Jenkins et quittèrent la salle, et le lendemain, Balbases s'est plaint par un billet à Gurgh. Le' comte Kinski le surlendemain assura Balbases que tout serait remis comme auparavant; et, en effet, à présent on est content au sujet des chaises, mais on veut que la table soit ovale.

AU'interrogatione del Vescovo di Gurg^ quai risolutione sarebbe V. S. 111. "^«' per prendere se venissero le propositioni di Pace dall'Inghilterra, e questa volesse essere arbitra del Trattato non poteva ella rispondere più opportnnamente ne più conforme à i sensi di S. S.^à, quanto con dire, che la S.^^ Sua nella missione di V. S. 111.™^ al Congresso non si è proposta la gloria propria, ma quella di Dio, e la quiète, e la sicurezza del Christianesimo. Perciô non curarsi punto che sia per essere l'autore purche si faccia. Le quali cose scritte da me à V. S. 111."^^ altre volte in nome di S. S.^^ sono boggi à coni'ermarle per ordine di S. S.^^ medesima bastando che da lei non si manchi aile occasione che si presenteranno di dispor gli animi alla concordia, e levar di mezo lé difficoltà che s'incontrano.

Cosi anche mi comanda S. B.® d'incaricarla di nuovo a non fare atto 6 dir cosa che possa in alcuna maniera tirarsi in conseguenza di approvarsi da Roma la pace di Munster, rimettendo perô alla sua destrezza, e prudenza l'intromettersi nelle controversie di béni temporali quantunque habbiano relatione alla pace di Munster, purchè se ne tratti senza questa espressione, e non fra eretici (perche da loro interessi deve tenersi lontanissima inerendo aile antiche e giuste massime di questa Santa Sede) ma frà soli cattolici.

Non è buona ragione quella che si collega délia complicatione degli affari de' principi cottolici con quelli degli eretici loro confederati. Perche se essi hanno fatte leghe illecite, e disapprovate dalla Chiesa, non è ragionevole che il Sommo Pontefice invece di dannarle, e di farne risentimento com'è tenuto, cada anch'egli nell'errore istesso, venendo in certo modo à canonizzar dette leghe con ingerirsi negli interessi, e procurar per cosi dire le sodisfationi de' medesimi eretici.

Come ho accennato altre volte à Y. S. 111."^^ non hà ellà da affannarsi per investigar le notitie de' gabinetti d'Inghilterra o d'altrove, ne per far risplendere il suo carattere nelle arti politiche, se non quanto conferiscono al fine santo di portar pace à i popoli, e sicurezza e vantaggio alla Chiesa di Christo. Nel resto lasci alla cura dei plenipotentiarii cattolici il trovar forma, che la mediatione pontificia non stia otiosa. E mentre S. S^^. sagrifica

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