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DIFFICULTÉS DANS LES NÉGOCIATIONS

parti d'ogni amarezza non è compatibile con quello di riferirle a parola per parola, et in ciô l'istruzione di V. E. è précisa e conforme all'altre da me vedute, et anco alla natura délia mediazione, la quale non deve tolerare moite cose aspre, e forti, che l'animo sità délia guerra accesa non solo permette aile nazioni^ che sono nemiche, ma quasi le esigge da loro à titolo di grandezza d'animé e di mantenere la dignità de loro padroni. E questa è una regola tanto propria de i mediatori, che in Munster essendo una volta necessitati di ricevere certe proposizioni in scritto, non le vollero, che sigillate. 4° Circa la lingua Mons.'' Nunzio in Munster si valse veramente délia latina, ma Contarino dell'Italiana, ne parve ciô strano ad alcuno degFinteressati. Oltre che il fine degl'Inglesi non è già di valersi délia lingua Inglese ma di far conoscere ai collegati, che non si dee loro limitare un arbitrio giusto di servirsi di quelle parole, che più stimano convenevoli, et adeguate alla materia sicome quello degl'Imperiali non è di obbligare il Nunzio à servirsi délia sola lingua Latina, ma di riferire à parola per parola le loro memorie. Da tutto cio è facile di comprendere che l'unico fine de gl'Imperiali sarebbe di procedere per scritture allegandone per fondamento, e ragione principale, che non vi è altro modo di togliere la diversità fra le relazioni de' due mediatori, già che non hanno communicazione insieme. Ma benche l'inconveniente délia diversità sia assai grande, non potrà tuttavia succedere, quando si entrera nel vero negozio, che solo si deve attendere, perche all'hora non sarà in libertà alcun mediatore di dire per esempio che la Francia sia per restituire, e la Spagna sia per rilasciare più ô meno di quello che da loro rappresentanti sarà prescritto, e cosi se Dio concédera alla Cristianità la grazia délia pace, cessera il disordine temuto hoggi, senza ritornare alla prattica di un mezzo conosciuto capace di prolungare il Trattato e di esacerbare gl'animi per la proclività c'hanno le risposte in scritto à degenerare in manifesti. Ecco à V. E. lo stato délie controversia, nella quale sono sicuro, che potro attendere i cenni di N. S.^^ et i suoi riveritissimi consigli» Et humilmente me le inchino.

Bonvisi avait écrit à Cybo, le 20: «à Nimègue on ne fait rien ; l'occupation de Fribourg de la part des Français est désastreuse ; et les ministres de l'empire assurent que le prince d'Orange présentera, sous peu, aux coalisés un projet de paix meilleur que l'on ne pense, et qui pourra être plus facilement accepté, surtout étant donnée l'occupation de Fribourg» (1).

(1) Le 21, Bonvisi écrit à Cybo :

« Mi dispiace la morte del P. Piscopo Domenicano, preveduta da me, per la graii debolezza, che vedevo in questo buon religioso; e per ristorarlo, oltre l'haverlo tenuto f'requentemente à pranzo con me, H mandai sempre al convento il vino, e le vivande per lui, e per i suoi compagni, e H donai qualche denaro, per la maggior commodità del suo viaggio. Moite notizie cavai dalla sua fréquente conversazione, ma non già quella che fosse il Pe di Persia in pronta disposizione, di rompere la guerra co' Turchi, anzi diceva, che dalla parte di Babilonia si era per esperienza trovato impossibile di fare alcun maie à i Turchi, per la sterilità de paesi^ provata ancora dà gl'antichi Pomani, e che l'unica porta che restava aperta, era dalla parte d'Armenia, ma che il Pe sarebbe andato molto cauto nel rompere, per le diversion!, che haverebbero potuto farli i Tartari di Sarmacant, et il Gran Mogol, e per la poca communicazione che haveva con i prencipi Christiani, con i quali non poteva concertarsi, e far leghe per assicurarsi di non esser poi abbandonato. Tuttavia se continuasse felicemente la guerra de' Moscoviti, che li confinano dalla parte di Astracan, potrebbe forse indursi à prevalersi délia congiuntura, et almeno stimulare i prencipi Giorgiani suoi tributarii à fare délie scorreric, che in conseguenza portassero poi la guerra aperta ; ma sopra quest'incerti motivi non s'indurrà l'Imperatore a rompere. Vero è che ce ne sono degl'altri potentissimi per farlo, e particolarmente quello, che non si possino mai terminare le rivoluzioni d'Ungheria, senza la guerra aperta con i Turchi, perché havendo i ribelli la ritirita nel loro paese, fuggono se sono deboli, e fanno grandissimi danni se sono più forti, onde ogn'uno accorda, che

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