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BONVISI SE PLAINT TOUJOURS DE LA POLOGNE

ment de la Diète, qui ne se réunit pas pour le moment; en tout cas on pourra préparer le terrain.» Et, en effet, (]uelques jours après, il écrit qu'ayant fait voir la lettre du nonce de Pologne à S. M., l'empereur lui a répondu: «qu'il ne veut pas se lier maintenant, étant toujours en guerre avec la France. »

Et, le même jour, il ajoute:

Si opéra continuamente da Mons.'' Martelli, e da me per togliere l'amarezze fra questi due Principi confinanti, ma perche gl'effetti non corrispondono aile parole, non so, se le giustificazioni, cbe di Polonia si mandano, persuadino il cuore dell' Imperatore , come si mostra appagata la lingua riservando aile volte i Prencipi à meglior congiuntura la dichiarazione de^ loro veri sentimenti, e di ciô si vede, che dubita la Pegina di Polonia, liavendo detto ultimamente à Mons-^"® Nunzio, clie volentieri haverebbero fatta una perfetta unione con V Imperatore, se fossero sicuri, che di quà fosse sinceramente gradita, ma restandone dubbiosi, non si potevano totalmente lasciare l'amicizie antiche. Da qnesto concetto ben si vede, che S. M.*^ conosce, che l' interesse di Stato persuade all'unione, ma che secondo il solito la difïidenza impedisce quei modi, che la potrebbero procurare, come sarebbe quello di levare affatto Passistenza à gl' Ungari, mentre ô siano date con tacita permissione, ô vero con connivenza, il danno, che ne risulta, è l' istesso, vedendosi chiaramente, che prima délie dette assistenze gl' Ungari, se la passavano in semplici scorrerie, et hora espugnano luoghi forti, e riducono quel regno in stato, che ogni debole invasione de' Turchi lo sottometterebbe al loro Imperio; E non puô dubitarsi, che i soccorsi venghino dalla Polonia con gente alla sfilata, che passa, e con danari, e munizioni, com'è successo poche settimane sono, scusando perô il Re il fatto, con attestare, ch'era seguito contro sua voglia, e se bene quà si sono mostrati appagati délia scusa, non è perô, che non considerino, che se in Polonia si prohibisse il raduno délia gente, délie munizioni e dei danari, ail' hora sarebbe certo, che non anderebbero soccorsi, ma mentre non si vieta l'antécédente, è impossibile

d' impedire il susseguente : e l'antécédente non puô negarsi, perché si vede, e l' istessa Regina l' ha detto à Mons.^® Nunzio, che quando era a Danzica pregô il Re di Francia, che prohibisse al suo ambasciatore queste levate, e che di nuovo haveva replicata r istessa istanza, ma io non l'ho stimato bene di portare questa giustificazione délia E,egina, perché più tosto l' haverei accusata di concerto, o di debolezza, poiché il dire, che hà pregato il Re di Francia à desistere, mostra, ô che hanno talmente subordinata la loro volontà à quella di S. M.^^ Christianissima, ô che non hanno autorità nel regno per farsi obedire ; onde di simili sorte d'amicizie deboli, e mal sicure non si puol quà fare molto capitale, gia che è tanto tempo che si promette d' impedire il passaggio de' soccorsi, e mai si eseguisce. Ben'é vero, che da questa parte non si sa precisamente, di che qualità siano, ma si vede sempre accrescere questo torrente con nuove acque, e si suppuone, che venghino di Polonia. Si che dubito, si faticarà invano da Mons.^® Martelli, e da me, per stabilire una vera corrispondenza ; non lasciarô perô di farci le mie parti, et à V. Em.^^ faccio humilissima riverenza.

Copie d'une lettre de Bonvisi à Martelli:

Sarà difficile, che io possa dar presto à V. S. 111.^^ intenzioni sicure del consenso di questa Corte per la Lega, perché stiamo adesso nello stato più pericoloso doppo la pace conclusa dalli Spagnoli, che darà campo à i Francesi di voltare tutte le loro forze contro la Germania, e perô non vuole la prudenza, che intanto si provochino nuovi e potenti nemici, trionfanti già de' Moscoviti, e de' Polacchi, che hanno già consegnate le piazze, corne l'Imperatore mi disse giovedi passato, e V. S. 111.™^ in parte mi conferma. Ella stima che le prime spianate si potessero fare con segretezza, ma quai segretezza fù mai nella Corte di Polonia, ripiena tutta di Francesi i quali si come hanno fatta una cosi gran diversione in Ungheria, cosi se penetrassero questi disegni, stimano quà, che li revelerebbero à i Turchi, per accender maggior fuoco da questa parte, per trionfar essi dall'altra. Oltre che V. S. 111."^^^ mi confessa, che cotesto Pé non hà perdato le gelosie, che di quà si fo-

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