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DOUTES DE BONVISI AU SUJET DE LA POLOGNE

mentino i suoi diffidenti, e quà si sperimenta il danno de' soccorsi passati, e délia commodità, che hanno i Francesi di far passar avvisi, denaro e gente, per animare i ribelli, senza che mai sia dato un rimedio reale à tanti disordini, anzi hieruiattina il Cancelliero d' Ungheria asseriva che di nuovo erano passate in soccorso de' ribelli tre truppe di Polacchi, una di seicento, e due di trecento huomini, e nominava i luoghi per i quali havevano transitato e se bene io non lo credo, tuttavia sono voci, che non levano i sospetti, e rimanendone da quella parte, e da questa, com'è mai possibile, che l' Imperatore si risolva d' haver tanta confidenza col Re di Polonia, che durando la guerra con la Francia voglia scuoprire l'animo suo di far la guerra al Turco, irritandolo quando non ci è modo di farli maie, ne di resisterli ; e V. S. 111."^* nel fine délia sua lettera delli 21 del passato, raccontandomi l'occupazione di Czesto Kovria, dice, che non sa ancora quai sia stato il motivo di questa risoluzione, ma che da ciô si vede, che le cose per anco non sono chiare. E certo non sono chiare, anzi molto torbide, perché questo fatto è seguito in tempo, che quà si haveva avviso, che una parte de' ribelli fosse entrata nella Silesia, onde alcuni hanno creduto che il Vicecancelliero del Regno habbia d'ordine regio occupata quella fortezza ne i confini délia Silesia, per havere una sicura ritirata per i ribelli, in caso che li fosse impedita la ritirata, e che fossero obligati à ritirarsi in Polonia per ripassare poi le montagne, e ritornare nell' Ungheria superiore ; e questo discorso non è inverosimile, perche per altro quai gelosia davano quei poveri frati, che havevano fortificato quel luogo, solo per assicurare quella Santiss."^^ Imagine et il ricco tesoro che vi hanno, si chè il fatto è molto geloso, per il sito délia fortezza, posta sopra i confini délia Silesia, e per il tempo nel quale si è eseguito il disegno, Consideri dunque V. S. Ill.'^a, se possono avanzarsi felicemente i suoi, et i miei negoziati, non bastando la buona volontà dell' Imperatore per farlo condescendere à quelle che N. S.^*® desidera, mentre ciô che noi fabrichiamo, Costa si distrugge. Questa è la disgrazia délia Christianità, che sempre contrastino trà di loro i confinanti de' Turchi, per darli campo di vincer tutti. Quando mai l' Imperatore hà portato le sue armi in Polonia per offenderla? Sono bensi freschi gl'esempii

d' havervele portate per liberarla dal giogo de Svedesi, e de' Transilvani, e si farebbe ancora da quelle de' Turchi, se si opérasse con schipttezza ; Ma quai regola di prudenza vuole che si debiliti un prencipe, che si vorrebbe per compagno contro un prepotente nemico, e che si cooperi alla destruzione dell' Ungheria con l' incendio de villagi, con le prede de bestiami, e molto più con stimulare e sostenere i sudditi nella ribellione, poichè quando quel regno sarà destrutto. che modo ci sarà di alimentarci gi'eserciti. per oppuorsi à i Turchi, 6 per invaderli? Credono forse costà che resteria à i ribelli quello che essi occupassero, e che supposta la ribellione totale, potesse questa sostenersi senza soggettarsi a' i Turchi, nel quai caso sarebbe la Polonia circondata dà tutte le parti, e non sarebbe poco se si salvasse con rendersi tributaria. lo piango i mali, che prevedo, ma non hô forza per divertirli, e faccio quanto posso per facilitare la pace, perche almeno l' Imperatore sussisterà con le forze proprie, e le perdite non saranno grandi, ma la Polonia caderà sotto il giogo, poichè i Turchi fortificheranno Czecrino, e nelle campagne adiacenti che chiamano déserte, perché non hanno habitatori, ma sono fecondissime, metteranno grosse colonie di Tartari, come fecero già attorno à Bialagrod, e questi senza impedimento di fiumi, ô di montagne, scorreranno nelle viscère délia Polonia^ per fare schiavi, che sono la loro ricchezza, e cotesto miserabile paese rimarrà deserto, e caderanno tante migliara d'animé Christiane nelle mani de Macomettani {sic), per populare le loro moschee. Dunque sarebbe hormai tempo, che aprissero gli occhi, e coltivassero buona corrispondenza con quel vicino, che non li ha mai olfesi, e che è compagno loro negl'interessi, e nella religione, poichè il promettersi de Moscoviti di Greca fede, è un fondare sull'arena, e se questi sono stati cosl vili nel defendere se stessi, come speraremo che siano più coraggiosi in defendere i Polacchi, con i quali stà per spirare la tregua? Tuttavia è bene non disprezzarli, e più tosto proseguire efficacemente il Trattato dell'unione, per cavarne ciô che sarà possibile. E confermando à V. S. I\\.^^ la mia divozione le bacio riverentemente le mani. Vienna 3 ottobre 1678.

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