‹ Innocent XIChapitre 201 sur 290 · LE PAPE CONTRE L'OCCUPATION DU COUVENT DE CZESTO KOVIA · texte numérisé non relu

LE PAPE CONTRE L'OCCUPATION DU COUVENT DE CZESTO KOVIA

Dépêche de Bonvisi a Martelli du 24 octobre 1678.

È molto tempo che V. S. 111.'^^, hà conosciuto, che tutto quelle, clie esce dalla bocca, non viene dal cuore, e con la sua infinita priidenza hà simiilato il maie per divertirlo, ma troppo acuti sono gl'occhi, dà prencipi nelle cose, che vivamente li toccano, e se bene i Tedeschi vengono creduti poco attenti, assicuro V. S. 111.°^^, che in questa Corte ci sono ministri cosi sagaci, che scoprono l'occulto, e non si abbagliano allô splendore di belle parole, scompagnate da i fatti. Ella sa, che da i primi principii previddemo la tempesta, che si preparava per l' Ungaria, e cercammo di divertirla con l' insinuazioni particolari, poi con i Brevi pontificii, e nel tempo istesso, che passavano i soccorsi, si diceva, che erano nostre chimère, e doppo che erano già arrivati, e che si era empita r Ungaria di manifesti, di proclami e di ortatorie universali à i rebelli di unirsi, et à i ledeli di diventare rebelli, e che costava per la condennazione publica délia, commissione di Sandomiria il delitto commesso contro le leggi del regno, e contro gl'ultimi patti stabiliti nella Dieta, ad ogni modo si diceva, che erano Tartari, Yallacchi et altre simili nazioni non soggette alla Polonia, e cosi vane poi riuscivano le nostre rimostranze per conciliare l'amore, e per conseguenza l'unione^di queste due potenze. Si è poi aggiunto l'attentato sopra Czestochova in tempo che i rebelli tentavano di superare in Silesia il passo di labolonca ; onde non è maraviglia, che il résidente Cesareo ne habbia formate quel giudizio, che già scrissi à V. S. 111.^^, che tutto si facesse, per dare à i rebelli uila ritirata, e forse anche per congiungersi con essi, non essendo nuovo il pensiero di far confederare l'armate, quando i capi vogliono tentare qualcosa, senza contravenire per se stessi aile leggi délia Republica. E di verità quai gelosia davano quel poveri frati, che fosse necessario imbrigliarli contro i loro privilegii. Quali, ô dove erano quei malcontenti, che volevano sorprendere quella fortezza; e da quando in quà, con inaudito miracolo si erano accostati gli stati dell' Elettore di Brandemburgo distanti per tante, e tante leghe, in modo che questo prencipe potesse riceverne la consegna, irritando un Re potente^ com'è il Re di Polonia, in tempo, che Brandemburgo

non ha bisogno di diversionij per operare con le sue forze unité contre la Pomerania, che tanto li preme di conquistare, perché fin' tanto che vi rimarranno le radici delli Svezzesi, non sarà mai sicuro, che non rigettino nuovi tronchi: E V. S. 111."^^ ben vede, che doppo rivoltate Parme de rebelli in altra parte, il Re le ha detto, che erano svaniti alcuni sospetti, che l' havevano mosso ad assicurarsi di Czestochova. Perderemo dunque il tempo nel procurare unioni, quando sempre si machinano disunioni, e restera defraudata la santa mente di Nostro Sig.^®, e nostra sarà la colpa, se chiaramente non avvertiremo il nostro ottimo prencipe de mali, che sovrastano, perche si come arde adesso 1' Ungaria, puô similmente accendersi il fuoco in Polonia, se resteranno nel loro vigore i cattivi humori, quando principierà cotesta dieta. lo poi non voglio perdere la reputazione, con iarmi credere ô troppo credulo, ô malizioso nel propuonere leghe, quando si conosce, che non si motivano per invadere il Turco, ma per avvisarlo di ciô, che si tratta, à fine di muoverlo contro 1' Ungaria ; E troppo maie servirei Nostro Sig.^®, e l' Italia nostra, se imprudentemente con le mie persuasioni tirassi il maie aile parti più vitali; Oltre che è fuori di tempo il trattato délia lega fra due prencipi non confidenti, et in tempo che uno è divertito da altra guerra, e che l'altro hà comprato à cosi caro prezzo di reputazione, e di stati la pace ultimamente ratificata, ô perché era necessaria al publico, ô perché compliva al privato^ e se era necessaria al publico, non ci sarà motivo, che persuada à Polacchi a ripigliar l'armi; e se compliva al privato, V. S. 111."^^ ben vede che le massime non si sono mutate ; Et io ho sempre havuto per regola, che i ministri pontificii devino ben ponderare i trattati, che sono equivoci, per non ingannare col nome sacrosanto délia Sede Apostolica quel prencipi, che più religiosamente la venerano, acciô che resti sempre illibata quella fede, che è propria di tutti i Papi, e particolarmente di questo, che non ha niente di mondano, et é tutto divino. Credo donque che non possiamo far altro presentemente, se non mitigare la forza del maie, per curarlo poi quando le congiunture saranno megliori, e che costa si conoscerà per vero quel detto, che chi altri travaglia, non quieta se stesso, perche quando i Turchi saranno stabiliti in Ukraina, et in Podolia, et haveranno

Page 1