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RÉCEPTION DU NONCE À LA DIÈTE

Witepsko a levarmi di casa con la carrozza Regia servita da molti semeni délia Guardia di S. M., e da molti lacchè délia medesima, essendo ciroa un'hiora doppo mezzogiorno, mentre intanto stavo ricevendo i complimenti di molti Nobili mandati da diversi senatori ecclesiastici e secolari con le loro Carrozze a sei, e per far corteggio a cavallo. Giunti che furono Mons. Vescovo di Culma et il sig. Palatino, ricevuti da me conforme al solito, espose Mons. Vescovo che per l'ossequio obbedientissimo che la Maestà del E-e e la Republica professavano inviolabilmente alla Santità di N. S. attendevano con desiderio, che io mi fussi portato ad esporre loro i suoi benignissimi e paterni sentimenti, e che per taie effetto erano essi deputati ad accompagnarmi in questa funzione.

Diedi risposta toccante l'amore incomparabile di S. B. verso la M. S. e la Republica, et il zelo si grande per la loro sainte e sicurezza, e nel resto corrispondente aile cortesi espressioni dell'offizio fattomi. Introdotto poi da' medesimi nella Regia carrozza, cominciô un Gentilhuomo del Gran Maresciallo a leggere conforme al solito la lista seconde la quale devono precedere le carrozze a sei che erano concorse in buon numéro, e maggiore fu anco nel ritorno ascendendo al numéro di trenta, seguitando le mie come si era costumato quella di S. M. L'ordine del sedere in Cari'ozza fu il solito rimanendo io solo dalla parte di dietro, e li due senatori da quella del Cocchiere; et in questa forma c'incaminassimo al Castello, precedendo alla Carrozza Regia una quantità di Nobili a cavallo mandati da senatori particolari et essendo nelle carrozze precedenti molti ecclesiastici di qualità concorsi per testificare la loro devozione verso la Santa Sede.

A piedi le scale furono ad incontrarmi li Monsignori Vescovi di Smolensko e di Chelma, e fatto un brevissimo complimento c'incaminassimo ad alto andandomi avanti tanto essi che li due, quali m'havevano levato di casa.

Venue ad incontrarmi a capo le scale il Gran Maresciallo di Lituania, e tutti mi condussero nella Gran Sala délia Dieta, et al luogo destinato per me, dove era una sedia di Velluto con un tappeto sotto incontro al Trono regio nel mezzo aile Sedie de' Marescialli, et offiziali maggiori délia Republica, avanzando perô la

mia per mezza sedia l'ordine dell'altre. Ivi feci reverenza al Re, che già era nel Trono, et al mio arrivo s'alzô in piedi, e successivamente alli Senatori che s'erano alzati in piedi nel mio arrivo. Postomi a sedere fu mandato da Sua Maestà il Gran Segretario di Lituania a prendere da me li Brevi Pontificii, de' quali rese alla Maestà Sua quelle che le era diretto; consegnô l'altro per l'ordine senatorio a Mons. Vescovo di Posnania, che faceva la prima figura nell'ordine episcopale vacando l'Arcivescovado, e non essendo comparsi alla Dieta li Monsignori Vescovi di Cracovia et Vladislavia, et il terzo per l'ordine équestre lo diede al maresciallo délia Dieta, che è il Sig. Sapieha Gran Cavallerizzo di Lituania.

Aperse il E,e il Brève e lo restitui al Gran Segretario acciô lo leggesse in pubblico et alla lettura délie parole: Innocentius Papa IX. Charisslme iyi Christo fiU noster, salutem et apostolicam Benedictionem, stiede in piedi e scoperto anco il Re, sedendo poi tanto la M. S. che tutti gl'altri fino che fu letto il rimanente. L'istesso ordine fu servato nella lettura di quello diretto all'Ordine Senatorio fatta parimente dal Gran Segretario, e finalmente nella lettura del terzo fatta dal Maresciallo délia Dieta, che stava in piedi da parte.

Letti i Brevi principiai a sedere e coperto il mio discorso, scoprendomi perô ogni volta che venivo a nominare S. S., et il Re che parimente si scopriva, et il simile faceva anche il Senato. Fu sentito il discorso con attenzione e toleranza particolari dopodichè Mons. Vescovo di Varmia Gran Cancelliere de! Regno si porto al Trono Reale, e richiesto a Sua Maestà ciô che dovesse rispondere, ricevutone l'ordine, e stando in piedi dal lato destro del medesimo Trono mi diede la risposta, nel quai mentre stiedero tutti scoperti eccetto il Re, e tanto il senato che io stessimo a sedere. Indi Mons. Vescovo di Posnania rispose dal luogo suo, e benchè assai indisposto non volse ne sedere, ne coprire, onde io ancora durante la sua risposta stiedi scoperto, ma perô a sedere, corne pure feci alla risposta del Maresciallo délia Dieta. che la diede in piedi e scoperto.

Terminata cosi la funzione mi portai al Trono Regio per reverire S. M. che alzatasi in piedi,- fu da me servita aile sue stanze,

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