LE PAPE JUSTIFIE LE ROI
mune interesse. È dunque giusto clie la Corte di A'ienna procuri di assicurare il Re di quest'ombre, facendoli toccar con mano nelle opère che ama la sua conservatione, e la sua grandezza, si corne scrivo a Mons. Buonvisi, che vada cola destramente insinuando questi pensieri, e si corne dovrà costi ella procurar d'indurre a governarsi con tal direttione il Ministre Cesareo. A Lei perô è necessaria una gran circospettione per non dar sospetto di partialità ad alcuna délie parti.
Le 6, Martelli écrit à Cybo trois dépêches. La première:
Coll'ultima Posta m'ha scritto Mons. Buonvisi che haveva esortato l'imperatore acciô seguendo la congiuzione dèll'Armi tra questo Regno e la Moscovia non volesse S. M. perdere si bella congiuntura di ricuperare molto del perduto in Ungheria e di fare una buona frontiera alla città di Vienna, et a suoi paesi patrimoniali, e che haveva trovata la M. S. molto disposta a questa santa et utilissima impresa, la quale dal Signor Principe Montecuccoli era stimata molto facile, individnandomi che Cesare ha presentemente in Ungheria sedicimila bravissimi Alemani, e che puô mandarvene quaranta altri mila dall'Imperio subito che sia ratificata la pace colla Francia oltre un corpo di quindicimila Ungari che si metterebbero insieme compresi i Ribelli che si vogliono agiustare, i quali posti di la dal Tibisco scorrerebbero tutto il Paese con infinité danno de' Turchi, si che questi sarebbero incapaci di resistere a tanta mole di gente, oltre la speranza che ci sarebbe di muovere ancora i Persiani, e che S. S. Ill.ma procurerebbe che l'Imperatore mandasse in Persia per esortare quel Re per altro ben disposto. Ho letta questa mattina al Re l'istessa lettera di Mons. Nunzio, e S. M. s'è fermata e ha mostrato particolar reflessione ne) sentire che il Sig. Principe Montecuccoli stimava facile l'impresa dicendo che hora è il tempo di fare qualcosa di buono; che io potevo havere veduto dal proietto mandatomi dalla M. S. ciô che ella haveva proposto a questi Stati circa Pinvitare l'Imperatore a rompere contro il Turco la guerra in Ungheria. Che hieri appunto giunse nn Corriero a questi Ambasciatori di Moscovia con ordini più precisi d'insistere
per la congiunzione dell'Armi, e di dover poi gl'istessi Ambasciatori passare alla Corte Cesarea; che domani si dovrà tener con loro nuova conferenza, e sentire più distintamente le loro nuove proposizioni : bisognare che i Moscoviti pensino a' i casi loro^ perché ci è avviso che i Tartari insieme col Cosacco Chmielnicki scorrono tutto il Paese di la dal Boristene depredando e facendo infinito numéro di schiavi e riducendo alla divozione del Turco molti di quei luoghi. Tornô a dirmi la M. S. che nel detto suc Proietto mandatomi haveva maturamente considerati e proposti i modi per intraprender la guerra, e che hora s'attende se si potranno comporre le discordie de' Lituani, da che dépende il buon esito délia Dieta. Intorno alla composizione di tali discordie V. E. si degnerà di sentire da altra mia qui congiunta quanto fu discorso, ma circa l'unione co' Moscoviti io dissi corne sentivo che questi condescendevano a dare ventimila soldati pagati, oltre un buon numéro di Cosacchi a loro fedeli. Parère pertanto che questo fusse un grand'aiuto per indurre la Polonia alla congiunzione dell'Armi, e che parera strano al mondo se si perderà tal congiuntura, oltre che sentivo che anche davano speranza di pagare un altro millione di fiorini. S. M. non s'estese in altro se non in dire che i Moscoviti esigevano alcune condizioni molto difficili, et ancora non si dichiaravano di voler invadere i Tartari nella Crimea, overo d'unire la loro Armata con la Polacca, quando i Turchi havessero attaccata la Polonia, dove all'incontro i Polacchi erano in pronto ad unirsi con loro quando essi fussero attaccati da i Turchi, ma che nella conferenza di domani si sentira che proposizioni faranno, et all'E. V. profondamente m'inchino.
La seconde:
Le discordie per ancora non composte tra i Lituani fanno temere délia rottura délia Dieta se non si comporranno, ed alcuni dubitano che seguendo la rottura, ne potesse poi succedere una guerra civile. Sono molti i capi délie differenze che vertono fra le parti, corne V. E. havrà veduto dalle relazioni trasmessele con altri miei spacci, ma hora pare che tutta la difficoltà si riduca intorno alla riforma dell' Armata del Sig. Gran Générale Pazzi,
DISCORDES ENTRE SAI lEHA ET LITHUANIENS 509^
pretendendo i suoi avversarî che egli habbia contravenuto agrordini délia Republica, che neirultima Dieta di Varsavia ordinô tal riforma. Il Gran Générale prétende che questa non sia seguita per colpa del Sig. Sapieha Gran Tesoriero di Lituania, il quale habbia convertito in altri usi il danaro destinato per pagare la soldatesca ed haver fatto assai con impedire la Confederazione dell'Armata in promettergli la sua assistenza con solenne giuramento di non permettere che sia licenziata senza il dovuto stipendie. Pare hora incongrue che si deva sbandare un esercito di soldati veterani per formarne un altro con molto dispendio, quandosi pensa all'unione co' Moscoviti, et a prepararsi alla guerra contra il Turco. Li giorni passati alcuni senatori del partito contrario al Gran Générale si dichiararono che sarebbero partiti con la Protesta, che vuol dire rompere la Dieta, se non si fusse riformata l'Armata del Gran Générale. E questo rispose che se fussero partiti tutti i senatori non havrebbe mai consentito alla riforma se prima non havesse veduto effettivamente suUa tavola il denaro per la sodisfazione de' suoi soldati. Si sono ne' i giorni passati tenute da i Deputati all'aggiustamento tra questi Signori più conferenze, ma essendo in esse intervenuto tanto il Gran Générale quanto i suoi avversarii, si sono più tosto esacerbati gli animi, essendosi più volte oôesi fra di loro con parole pungenti. Il Re mi fece dire li giorni passati che io esortassi di nnovo il Signor Gran Générale alla concordia, assicurandolo che S. M. haveva verso di lui buona disposizione. Parlai con S. E. ma con niun frutto, perche lo trovai esacerbato per li contrasti di parole seguiti tra esso et i Signori Sapieha, onde io feci rappresentare alla M. S. come sarebbe forse meglio che i deputati trattassero a parte con gl'interessati senza unirli insieme all'hor che si fanno le conferenze, et hier mattina S. M. mandô da me TAbbate Witwiki con taie proietto cioè che il Sig. Gran Générale si contentasse di mostrarsi pronto ad obbedire aile leggi délia Republica con acconsentire alla riforma dell'Armata, con parola che fattasi nella Dieta la costituzione di tal riforma, il giorno seguente si sarebbe fatta altra costituzione colla quale venisse reintegrata l'istessa Armata nel pristino stato colli medesimi offiziali e soldati, e che io l'esortassi a finire una vol ta questa
controversia, che impedisce tutte le buone deliberazioni délia Dieta, et è cagione che si perde inutilmente il tempo cosi prezioso in caso di tanta nécessita. lo parlai con tutta l'efficacia che seppi col Sig. Gran Générale^ il quale prese tempo a rispondere, e mi disse che questa mattina doveva essere all'Audienza délia M. S., e che intanto circa questo nuovo proietto voleva consigliarsi co' suoi amici. Non l'ho ancora riveduto, ma questa mattina S. M. m'ha detto che ha data una lunga audienza al Sig. Gran Générale, e che l'ha trovato in buona disposizione, parendogli che le mie esortazioni l'habbino ammolito, se perô non si mutera d'opinione, e che intanto doveva conferire di- nuovo co' i deputati per vedere se hoggi si potessero spianare tutte le difiicoltà, et invero si terne che se non s'accomoderà presto questo negozio, non sia per rompersi la Dieta, perché tutti hormai si trovano stracchissimi, doppo tanto tempo perduto inutilmente, oltre che continuano in questo luogo le infermità, dolendosi ognuno di quest'aria. Et airE. V. profondamente m'incliino.
Et, dans la troisième, il annonce que la Diète a fait une Constitution, en vue de nommer une commission de députés pour la délimitation des pays cédés aux Turcs; il a protesté contre ce nouvel acte visant la ratification de la paix, comme étant une ignominie à l'égard de la Pologne; qu'on lui a répondu qu'il fallait faire cette constitution pour endormir les Turcs, et que les commissaires traîneraient l'affaire en longueur ... et qu'à cela il a répliqué que les Turcs ne manqueraient pas de s'en apercevoir, tandis que cette nouvelle ferait mauvaise impression sur les princes chrétiens ainsi que sur les Moscovites ; car si la République désire véritablement la guerre elle devait l'avouer, concluant que si on ne cassait pas cette constitution, il renouvellerait les protestations faites déjà contre le traité de paix. «Le grand Trésorier, ajoute le nonce, me dit qu'il en parlerait au roi, et aujourd'hui il m'a annoncé qu'elle serait annulée. » Et, le même jour, il annonce encore, qu'au sujet de l'indemnité