LES SECOURS DU PAPE À LA POLOGNE
que, durant la guerre, l'empereur ne soit pas dérangé ; car il n'est pas croyable qu'il puisse venir à la pensée d'un roi désireux de gloire, de contrevenir sitôt au pacte de la paix, ce qui rendrait son nom ignominieux en empêchant de la sorte les princes catholiques de faire la guerre. « Il serait bien regrettable, ajoutait Cybo, que l'empereur laissât échapper le moment présent, surtout si le Danemark et le Brandebourg s'arrangent avec la France. » Et, le 28, Bonvisi lui écrit que, bien que l'on ne puisse se fier que fort peu aux Polonais et dans les missions qu'ils envoient aux Turcs, et de même aux Tartares, Martelli laisse pourtant espérer en la sincérité du roi de Pologne touchant le traité d'union avec l'empire en train de se négocier.
Le 3 juin, Cybo répond à la dépêche de Bonvisi en date du 14 mai: « S. S. approuve le projet de V. S. 111. me. de donner à l'empereur, pour l'aider à faire la guerre, l'argent qui est conservé en Bohême à la Chambre du sel pour l'érection d'un nouvel évêché; N. S. veut qu'elle en fasse l'offre au nom de S. B. lorsque S. M. engagera vraiment la guerre contre les Turcs. S. S. pense aussi, si Y. S. n'y voit aucune objection, d'y joindre pour le même but l'argent de Malte que l'on conserve à Francfort, et qui appartient au prieuré d'Allemagne, dont une partie a été engagée pour racheter la commenderie de Wratislaw ».
Et, le même jour, à Martelli aussi:
Significai à V. S. 1\\.^^ con le passate ciô, che mi occorreva intorno alla risoluzioue presasi dalla Dieta Générale di muover la guerra contro il Turco, del poco profitto, anzi del grave pregiudizio, che recherebbero le strepitose missioni d'ambasciadori aile Corti de' principi, per ricavar da esse alcun sussidio in simil congiuntura, e quai maggior vantaggio produrrebbe alla Polonia la semplice missione d'inviati al fine istesso. E/eplico con tnttociô à V. S. 111."^^ le cose medesime, affinch'ella, che pur le havrà maturamente considéra te, le vada insinuando costi in forma che si
apprendano, e faccian loro mutar consiglio. Tutti gli huomini savii e per lunga esperienza intendenti di queste materie ben veggono il maie che pu6 venire da simili vane apparenze, poichè presentite dal Turco possono esser prevenute con grave danno délia Kepublica, la quale si troverebbe in tal caso sproveduta, ed attenderebbe quegli aiuti, che per le accennate ragioni da alcuni principi non potrebbero se non giunger tardi, e da al tri, che tal hora temeriano di tirarsi addosso la potenza ottomanna, si correrebbe pericolo, che non giungessero mai, dove per altro, se ciô si tentasse con missioni segrete overo meno apparenti non vi sarebbe forse alcun principe, che non fosse per contribuir à si considerabile impresa ciô che potesse, poichè ad ognun comple di veder abbassata quella potenza.
Tralascio poi di ridire à V. S. 111.^^ le difficoltà che incontrerebbe alcuno de' soggetti destinati all'ambasciaria predetta per i trattamenti, che si pretendono di gran lunga superiori alla qualità d' Ambasciadore ; e pure per la trattazione di simili affari si richiedon persone, che non habbiano altro oggetto che di concludere il negozio, per cui sono mandate, e che senza l'impedimento del cerimoniale possono introdursi per tutto, e trattar con sollecitudine e diligenza le commessioni appoggiate loro, massime del peso che son queste.
Nel rimanente essendosi qui stabilita una particolar congregazione per rinvenir modi da contribuir ogni più considerabile. aiuto che possa venir da questa parte à tal eiïetto, puo ella assicurar cotesti ministri, e il Rè medesimo, che a ciô si passera da S. B.® colla maggior celerità possibile, et all'hora appunto, che sia stabilita, e siasi dato principio ad attaccar la guerra istessa. Vi si dispongan pur cotesti popoli, mentre qui non mai si mancherà ad alcuna délie parti proprie délia sollecitudine pontificia al fin predetto, e valevoli à spingervi anche le altre potenze cattoliche. E auguro à V. S. 111.°^^ dal Sig.^® Dio vero contento ecc ecc.
Le 28, Bonvisi informe Cybo que le résident de Bavière =a dit qu'il avait une lettre de l'électeur adressée à l'empereur, qui le pousse à la guerre et l'assure qu'il a déjà écrit