BONVISI PROMET AUX MOSCOVITES LE TITRE DE CZAR
offendersene, essendo tanto tenaci de gFusi ; replicai, che ne meno io potevo pretendere, che mi si mutassero i soliti trattamenti, ma che, se fosse successo, che si fossero mutati per il Nunzio di S. S.**, haverei ricevuta ojffesa, corne stimavano di riceverla i Moscoviti, vedendo trattato il loro Czar inferiormente al Re di Svozia, e che perô non doveva S. M.^^ per questa bagattella intorbidare la negoziazione tanto importante dell'unione, e l'altra dell'esercizio per i Cattolici, poiche se partissero disgustati, in cambio di giovare le sue Cesaree raccomandazioni, pregiudicherebbero ; onde lo pregavo di far' à me questa grazia. Si mosse S. M.*^ in gran parte aile mie preghiere, e mi disse, che le scritture erano già consegnate, e non si potevano più mutare, che haverebbe pensato à sodisfarli in futuro, e mi promesse di darne, non certe, ma probabili speranze, e con queste andai à trovare gl'ambasciatori, et assicurandoli, che farei il possibile, per farli compiacere, quando si trovassero al Congresso in Polonia, li lasciai molto contenti. Ma per assicurarmi, che l' istanze di S. M.*^ circa l'esercizio non riuscissero poco efficaci, vi aggiunsi le mie in nome di S. S.**, et essi mi dissero, che FImperatore ne haveva fatte premute istanze, e che l'istesse l'erano state fatte alla Dieta di Grodna per parte del Re, del Nunzio e dell'ambasciatore dell'Imper/^, e che essi ne havevano scritto al Czar, ma non havevano ancora havuta la risposta; Non darsi veramente il publico esercizio per i Luterani e Calvinisti, ma solamente permetterceli, che lo facessero nelle proprie case nascostamente, et à ciô essersi indotto il Czar, per allettare le soldatesche forastiere, che per lo più seguitavano quelle due sette ; Ma che à loro pareva, che se si concedeva questo privato esercizio à quelle due sette bestiali, che non havevano altra concordanza con la vera, antica et Ortodoxa religione Orientale, che quella del Battesimo, molto più si concedesse à i Cattolici Occidentali, con i quali concorda vano quasi in tutti i punti ; e mi soggiunsero le précise parole, si talia fecimus pro pessimis haereticis, quare non pro Summo Romano Pontifice, non pro Imperatore, non pro te vir sanctissime, et nobis addictissime. Li ringraziai di questi ottimi sentimenti, e li pregai à persisterci, poiche se tal permissione havevano data à gl'eretici per allettarli à servire nella milizia, con l'istessa alletterebbero i Cat-
tolici soldati, e mercanti. e renderebbero più florido il loro paese. Di tutto avviserô Mons."^^ Nunzio di Polonia. acciô che da parte più vicina, e che hà maggior communicazione con la Moscovia, pai ticolarmente col mezzo del traffico de' Lituani possa sollecitare l'esecuzione, perche se bene l'esercizio fosse privato, si potrebbero perô mandare missionarii dotti e discreti, che procurassero Tintera unione, anche col fondamento de motivi politici. che allegai nel niio primo discorso con i detti ambasciatori. Questo è quanto hô potuto fare sopra questa importante materia, sperando ogni più felice successo dalla Misericordia Divina, e dalle ferventi preghiere di Nostro Sig.'"^ nell'impetrarla ; et à V. Em.^s- faccio profondissimo inchino, ecc.
Le 30, Martel li informe Cybo que le roi a paru content des lettres de Vienne, car les conférences se poursuivent bien et Radziwill en espère un bon résultat, mais que tout se passe en secret. « J'ai félicité le roi et lui ai manifesté l'espoir que S. M. adhérera aussi au désir de ses sujets, en rentrant à Varsovie... S. M. me dit alors que l'évêque de Cracovié, répondant à sa circulaire, a écrit qu'il fallait réunir le Conseil et non la Diète; et S. M. ajouta qu'elle avait reçu de Paris des lettres de Morstein, grand-Trésorier, qui, s'il n'avait pas encore fait son entrée publique, toutefois, après une première audience privée du roi, a pu à deux reprises traiter avec Pomponne. Ce dernier voulut se renseigner en détail sur ce que coûterait un régiment polonais et sur les autres dépenses nécessaires pour une guerre contre les Turcs, et il parut être animé de bonnes dispositions; malheureusement rien encore de précis. » Mais, dans un P. S., il ajoute:
«Je viens d'apprendre que le roi n'est pas bien satisfait des nouvelles lettres de Vienne rapportant la manière dont on a mis fin aux conférences. »
Le 3 septembre, Bonvisi écrit à Cybo «Le pèlerinage à Zell, désapprouvé par S. S., a produit la confusion dans les atiaires, parce qu'on y a perdu quinze jours. Le transfert de