‹ Innocent XIChapitre 238 sur 290 · MARTELLI PREND LE PARTI DU ROI · texte numérisé non relu

MARTELLI PREND LE PARTI DU ROI

ait prorogé la trêve avec les Turcs ; de même que les Moscovites et les Polonais il ne cherche qu'à gagner du temps. Le roi parut content et chargea Martelli d'écrire à Vienne qu'il était toujours disposé à rompre avec les Turcs, car, même les populations de la Moldavie, veulent secouer leur tyrannie insupportable. Et Martelli conclut:

. . . Posso dire con verità a V. E. corne da poi che io sono in Polonia il Pe non m'ha mai dato udienza con tanta applicazione corne qiiesta volta, e so di luogo sicuro, che il giorno susseguente la Maestà Sua, si levo di buonissima hora e consumé tutta quelia mattina parte in scrivere da se stessa e parte in dettare, e far scrivere da altri diverse lettere perché quel giorno parti va la Posta di Francia e quelia di Moscovia. Arrivé alla Corte quell'istesso giorno Mons. V. Cancelliere, il quale havendo sentite le nuove di Vienna havutesi poco prima m'esagerô il péri colo, in cui si trova questo Pegno, mentre pare che manchino le speranze, quali s'havevano nell'Imperatore. Che i Turchi già sono informati de' i disegni délia Polonia, la quale haveva voluto abbracciare i Consigli di Sua Santità perche veramente erano forti i motivi che s'erano addotti da me per la guerra, ma che se hora mancheranno le assistenze degli altri Principi, sarebbe stato meglio di havere assicurata la Pace. Io gli replicai e gli insinuai che non si doveva disperare d'essere aiutati, che intanto verranno le risposte dalle altre parti, verra il Plenipotenziario deU'Imperatore, et in questo inverno ci sarà tempo a prepararsi.

Il Signer Ambasciatore di Francia m'ha partecipato che Sua Maestà Christianissima l'ha confermato quà Ambasciatore principalmente perché come già informato délie cose di questo Pegno accudisca alla buona direzione délia guerra che si disegna contro il Turco, che la Francia somministrerà validi aiuti, e che S. Eccellenza terra meco per tal effetto sincera corrispondenza essendo il Ministro di Sua Santità, che è il Promotore e deve anch'essere il principale direttore di questa impresa. Io mi son rallegrato coU'Eccellenza Sua di cosi buona nuova, rappresentandole il pericolo delJa Polonia, quanto pu6 contribuire il suo zelo, e quanta

sarà la gloria di Sua Maestà Christianissima in agevolare et aiutare questa sant'opera. M'ha anche detto il Sig. Ambasciatore che il Sig. Marchese di Vitry, che doveva essere il suo successore in Polonia anderà Inviato straordinario alFImperatore. Communico a Mons. Buonvisi, acciô sia pienamente informato, tutto il tenore di questa stessa lettera, che scrivo all'E. V. a cui con ogni maggior ossequio profondamente m'inchino. Di V. E. ecc. ecc. laroslavia 6 Settembre 1679.

Le n, Lauri informe Cybo que Pomponne lui a confirmé le contenu des déclarations que le roi a faites au comte Morstein et sous la condition que les autres princes contribuent aussi.

Le 16, Cybo(l) envoie deux dépêches. Dans la première, il approuve Bonvisi du bon accueil et des cadeaux qu'il a faits aux Moscovites, leur promettant aussi qu'ils seront satisfaits de l'empereur en ce qui touche le cérémonial. Et, dans la seconde, il informe Martelli qu'il est content que les nouvelles de Coustantinople constatent que le Turc s'affaiblit de tous côtés, et aussi parce que, même en Pologne, on trouve que le moment serait favorable pour continuer la guerre en s'unissant à César et à la Moscovie. L'empereur est prêt, parce qu'il est assuré de n'être pas troublé par les princes chrétiens, et les Moscovites, qui ont déjà déboursé le second million, sont décidés à mettre à la disposition de la Pologne de l'infanterie et de la maintenir à leurs frais. A présent, on attend les résolutions de la République; et V. S. Ill.me pourra se mettre d'accord avec le nonce de Vienne.

Bonvisi écrit à Cybo:

Em.'^^ e Rev.'^^f^ SigJ mlo SlgJ'^ e Padrone ColJ'^<^

Si assicuri V. Em.^ che se fossi potuto partire in seguimento délia Corte, non haverei tardato un momento, e non mi sarebbe

(1) Le 9, Cybo écrit à Martelli en lui recommandant la demande de l'Ordre de Jérusalem au nonce, pour qu'il ait à s'occuper des affaires de l'Ordre en Pologne.

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