‹ Innocent XIChapitre 24 sur 290 · LA RÉVOLTE EN HONGRIE · texte numérisé non relu

LA RÉVOLTE EN HONGRIE

Emin:"^^ e Rev."'<^ /Sig.'^ SigJ Padro7i Col:"^(>,

Hô pigiiato Poccasione di rallegrarmi con S. M.ta delli avvisi che si sono havuti, che i Transilvani non fossero per muoversi à favore de ribelli di Ungheria, e che simili speranze ci fossero dei Polacchi, stante la debolezza de' preparamenti, che si sarebbero da se stessi dissipati, quando vedessero svanire le speranze concepite dalla parte di Transilvania ; Mi rispuose S. M. che veramente l'apparenze erano megliori, tuttavia non era mai dà fidarsi dell'incostanza di queste nazioni, sempre fomentate dà i Francesi, che potevano tutto appresso il Re di Polonia, il quale se bene diceva à Monsig.r Nunzio, che haveva buone intenzioni. non le mostrava poi col fatto; mentre la sua sola disapprovazione sarebbe bastata, per dissipare tutti i preparameCnti che haveva fatti il Cavalier Lubomirschi, non essendo verisimile che havesse ardito di farli per questo, o per altro fine se il E,e non l' havesse tacitamente approvato. E-eplicai che S. M; doveva simulare F intenzioni e godere dcU'effetto, tanto più che Monsig.r Cancelliero d'Ungheria mi haveva detto (corne accennai à V. E. con le passate nel foglio à parte) il che gl' istessi ribelli disingannati dalle speranze de soccorsi, si mostravano inclinati all'accordo, senza pretendere la restituzione délie chiese, ma che solo si levasse la repartizione, dalla quale S. M. cavava cosi poco profitto, che poteva sacrificarlo alla quiète di un regno, con risarcire la perdita, che farebbe, con altri mezzi più piacevoli, e più conformi al naturale di quella nazione; E presi la congiuntura d'insinuare, di quanto merito li sarebbe stato appresso Iddio il conservare le chiese à i cattolici, e quanta consolazione haverebbe portato all'animo paterne di S. S. ta. Mi replicô Tlmperatore, che Monsig.r Cancelliero faceva molti supposti, che poi in fatto non si verificavano, poichè in tutte le proposizioni, che avevano fatto i ribelli, la prima era sempre stata la restituzione délie chiese, e stentava à credere, che fossero per recedere; Che egli farebbe ogni diligenza per mantenerle, finchè non vedesse manifesta la perdita del regno per questa causa, ma che se un prencipe cattolico, corne il Re di Polonia, ci havesse cooperato, sarebbe scusabile appresso Iddio, et appresso il mondo, se egli cedesse alla

nécessita. Che quanto aile contribuzioni l'haverebbe condonate, se da questa sua Cesarea Clemenza, ne fosse potuta nascere la pace, ma non haveva occasione di sperarlo, per Tesperienza che haveva deiranimo inquieto de gl'Ungari fomentato dà i Francesi. Ringraziai S. M. délia buona disposizione à conservare le chiese per i cattolici, e passai a discorrere del rimanente, pregando S. M. a considerare che frà la nazione Alemanna, e l'Ungara ci era sempre stata gran difEdenza, onde egli corne monarca imparziale di queste due nazioni, doveva consultare con se stesso quello che li compiiva di fare, per governarle con pace, e per esser servito con amore. Che i Boemi erano stati più manifestamente ribelli, e con tutto cio erano stati benignamente ricevuti dà i suoi gloriosi predecessorij e restituitili i loro privilegii, salva l'hereditaria successione, et i dritti regali, ammettendoli poi à tutti i posti senza alcuna distinzione, onde parevami che l'istesso si sarebbe potuto praticare con gl' Ungari, che per quanto mi dicevano i principali di essi,. si sarebbero contentati di esser trattati corne i Boemi, e come gl'altri délie provincie hereditarie. Che adesso la contribuzione pareva grave, ancorchè non eccedesse la somma di 200,000 fiorini, perche era forzata, ma se S. M. concedesse che si cônvo- «assero le Diète, come si fà in Boemia, e nelFaltre parti, e che i sussidii, che si chiedono havessero apparenza di volontarii, stimavo che gl' Ungari haverebbero dato più di quello, che adesso tanto li affligge, perché lo considerano per contrasegno délia perduta libertà, délia quale quando se li lasciasse l'apparenza, unita à qualche sustanza, come in Boemia, speravo che si tranquillerebbero tanti tumulti. Gradi S. M. i miei pensieri, e mi disse, €he se in questi termini si fossero potuti aggiustare, volentieri ci haverebbe condesceso ; et io non mancherô di usare ogni diligenza per ammollir gl'animi di alcuni consiglieri Alemanni troppo duri, e di consolidare l'instabilità degl'Ungari, per contribuire alla tranquillità publica, et alla conservazione délia Religione, che senza quella sarà sempre in gran pericolo, et à V. E. profondamente m'inchino, ecc. Vienna 19 settembre 1677(1).

(1) Le 19 décembre 1677 Bonvisi informe Cybo que sur ces instances, l'empereur ordonna au chancelier Hocher d'arrêter le sicaire qui fit

Page 1