JUSTIFICATIONS DU ROI' JEAN
Voici une lettre (in roi à Martelli:
Giovanni 3° per la grazia di Dio Re di Poloiiia Gran Duca di Lituania ecc.
Ill.'^o e Rev.'^^o Signore.
Presupponendo liormai V. S. E-ev."^^ giuiita felicemente in Varsavia, habbiamo giudicato a proposito con la seguente nostra parteciparle quel tanto che in questï giorni ci è pervennto alla notizia, e che concernée lo stato présente de' nostri affari.
Seguitano di Vienna, e d'altrove a scrivere a Eoma falsissimi avvisi, che noi mai abbiamo pensato di far la guerra al Turco, ne a unirsi col Moscovita contro di esso, anzi che gli Ambasciatori spediti da noi a' i Principi stranieri sii stata una mera apparenza per coprire in qualche parte la pace iatta sotto Giurawna poco per noi vantaggiosa, e non considerano che la spedizione di queste Ambasciate (1) ci è gostata sopra un Millione,
Scrivono inoltre haver noi recusato dal Moscovita due Millioni, che ci offerivano per collegarsi con essi contro il Turco, et altre simili falsità inventa te da quelli che come inimici del bene del Christianesimo, tendono la mira e procurano d'attraversare quel vantaggio che potrebbe risultare al raedesimo col far correre queste sinistre invenzioni senza apparenza ne fondamento alcuno.
Al présente non possiamo maggiormente confonder quelli scrivono tali novità che col portare a V. S. Rev."^* un succinto raguaglio di quello scrive a noi il Sig. Referendario di Lituania Ambasciatore nostro in Moscovia sotto data de' 25 decorso. pervenutoci per espresso con gran diligenza.
Non voleva quel Czar venire a trattare di unione aie m a se prima l' Ambasciatore non si fusse dichiarato di non pretendere da essi danaro alcuno, sopra di che havendo il Sig. Referendario
(1) Dans un avviso de Venise, du 27, on lit : Le Prince Michel Radziwill, muni d'un passeport de l'empereur est arrivé à Villao avec une suite de 100 personnes. On a résolu de l'empêcher d'entrer dans les terres de la République parce qu'il vient de Vienne où il y a la peste. On a refusé aussi le passage à Mgr. Litta, qui vient de la même ville.
addotte le sue prudenti ragioni, et essi restando fermi nella loro opinione forse perché gli Ambasciatori Moscoviti a Vienna saranno stati persuasi di queste false voci che corrono, o pure da quel Ministri esortati per loro fini a non s'impegnare con la Polonia, Messosi il Gran Duca al suc trono co' i soliti suoi Ministri fece dire al nostro Ambasciatore di baciarle la mano e di partire. Si oppose l' Ambasciatore adducendo non poter ciô fare senza nostro ordine espresso, et in questa ambiguità restô il Gran Duca due hore nel Trono per licenziarlo. Finalmente il Referendario prese espediente di dimandare cinque settimane di tempo per poter spedir da noi offerendosi di non pretendere, ne dimandar ad essi denaro alcuno per il solito sostentamento suo, e di sua Corte^ onde a tal proposizione gli fu concesso il termine domandato di cinque settimane, dichiarandosi quel Gran Duca di non voler ricevere per mediatore la Santità Sua.
L'Armata di Moscovia che da tanto tempo in quà è restata sotto Kiovia trincierata e numerosa di 400 mila combattenti fra Moscoviti, Cosacchi, Calmucchi e Tartari Astracani, già se ne è ritornata in Moscovia, e quel viaggio che fece di quattro mesi di marcia per portarsi sotto Kiovia, al piesente per timoré che il Turco havendo terminata la fabrica de' Castelli al Boristene, se bene non puol arrivare a 40 mila persone, in quattro sol giorni ha passato tutto il sopradetto viaggio.
Seicento Tartari sopragiunti pochi giorni avanti délia mossa di quelli di sotto Ohiovia aile linee del lor Campo, trovorno cosi poco ordine e meno coraggio tra di essi che attaccando quella parte ove hâve va il comando il Samnelovicz Générale di Zaporovia, li riusci con gran vergogna de' Moscoviti di prenderne 400 prigioni, 150 cavalli, oltre quelli restorno morti nella fossa.
Con occasione che siamo in questi giorni venuti in questo Starostato di Strija per dar ogni necessario ordine alla difesa di questa fortezza cosî importante in riguardo, che si ritrova situata al confine et all'unico passo per entrare in Ungheria in Transilvania, e ben vicino alla Vallachia ci sono pervenute nuove certe dalla Corte di Transilvania, che se poco avanti il Turco haveva fatto sapere a' i Ribelli di aggiustarsi in ogni maniera con l'Imperatore, hora all'opposito con nuovi ordini, gli esorta a non lo
CONFIANCE DU KOI EN MARTELLI 58î)
fare, anzi gli ofFerisce il Quartiere d' inverno ne' suoi territorii et alcune città passato il confine per ricovrarsi intanto che il Turco metta in esecuzione il suo disegno, sapendosi di certo che per la prossima campagna il Turco deve stesso avvicinarsi a quelle parti. E pure a Vienna che non sanno tutto quelio si tratta reformano la maggior parte délie Truppo, il che piaccia a Dio che sii fatto a proposito del bisogno. Ci basterà intanto la consolazione d'haver trattato e di trattare con ogni sincerità maggiore, e fatto dal canto nostro ogni possibile per arrivare alla consecuzione bramata dal nostro intento. Sperando che Dio benedetto in mancanza degli altri vorrà proteggere e sostenere le nostre giustissime ragioni, le quali vanno congiunte al publico bene délia Christianità, per il che siamo prontissimi a sacrificare con la nostra vita quella di questi sudditi, li quali vorrebbero hormai vedersi. in stato di contribuire ogni loro azione a' i gloriosi pensieri di Sua Beatitudine.
Confidiamo nell'innata benignità di V. S. E,ev.°^*, che riflettendo tutto ciô con la sua somma prudenza vorrà anche compiacersi di far consapevole il tutto a Mons. Nunzio Buonvisi, si corne a cotesto Résidente Cesareo, acciô conoscino anch'essi la nostra prontezza nel metter in esecuzione una si gloriosa impresa. Intanto confermiamo a V. S. Rev."^^ la continuazione del nostro desiderio tutto intento aile di lei sodisfazioni, et assicurandola inoltre che in ogni occorrenza incontrerà in noi una perfetta propensione, e senza più le bramiamo dal Cielo prosperità infinité.
Di Strija li 29 Settembre 1679. Giovanni Re.
Bonvisi écrit à Cybo:
Di Seuuochet (sic) 8 ottobre 1679. (Dec.*» a 26 detto).
Nel non concedermisi prontamente il quartiere di Praga ho sospettato, che ci sia qualche misterio forse perché non si curino che ci siano gli ambasciatori, se pure volessero coronare l'Impératrice, accioche senza impedimento potesse assistere il Sig."" Duca di Neoburgo, perche il présente ambasciatore di Spagna à quel tempo sarà partito, et il nuovo, 6 non sarà arrivato, ô li faranno differire l'ingresso, et in ogni caso che il présente vi fosse, lo faranno fare à modo loro, come lo hanno fatto cedere alla preten-
àl)0 INNOCENT XI ET LA POLOGNE
sione clelle guardie (1), perché rimasto senza denari, hà havuto bisogno di essere assistito dall'Imperatore con otto mila tallari, et ha fatto quelle che hanno voluto, et io lascerô correre perché già l'Imperatore è impegnato, et havero modo di sfuggire il cimento con disinvoltiira. *
Per chiarirmi se ci sia misterio sopra l'andata mia, hô scritto che mi si pigli casa à pigione, e se questo mi si difficultasse con dire che non se ne trovano, e che già sono tutte occupate, in tal caso anderei a Naistat per dar campo che si sodisfacciano nella funzione délia coronatione se si farà, e non amareggiarla con alcun .contrasto perche veramente l'Impératrice cresce, e crescerà nel- Tautorità se sarà gravida come dicono, e potrebbe poi attraversare î negotii pnblici col mezo dei suoi confidenti, che già sono molti.
Le roi de Pologne écrit à Marleili:
Griovanni o*^' per la grazia di Dio, Re di Polonia, Gran Duca ■di Litiiania ecc. ecc.
IIL"<o e Rev.>^^'^ Sîgnore.
Dalle notitie latte da Noi pervenire aile mani di V. S. Rpv."^^ li giorni passati, haverà havuto largo campo di comprendere che le operationi del Moscovita non corrispondevano aile promesse fatteci in Clrodna. e meno ancora aile speranze che Monsignor Nuntio Buonvisi ne dava di Yienna. E gia da noi alla consideratione del tenore délie penultime lettere ricevute dal Sig. Peferendario, nostro Ambasciatore in quella Corte. disperavamo che potesse cola spuntare qualche vantaggioso trattato, mentre lo vedevamo in procinto di esser licenziato, negando apertamente tutto quelle havevano promesse nella Dieta passata concernente un Millioue di buoni denari che gli Ambasciateri havevano offerte, e come li Cosacchi, oltre li 25 mila cembattenti. E quande il parère di molti di questi signeri Senatori era, che si devesse richiamare
(1) Dans un avis de Prague on lit: qu'à la rentrée de la Cour le 22 septembre, il y eut un incident avec l'ambassadeur d'Espagne, parce que celui-ci, s'étant trop rapproché du souverain, en fut écarté par les archers qui entouraient l'empereur.