LE ROI RÉCONCILIÉ AVEC LES MOSCOVITES
il nostro Ambasciatore, e clie tralasciasse ogni trattato, ci pervengono nuove lettere del medesimo Sig. Referendario scritte li 6 passato, dal ténor délie quali come più amplamente sarà V. S. j^ey ma informata da Mons. Vice-Cancelliere del Regno, si rinova m noi la fiducia che si possa concluder con essi qualche trattato. Un tal Hasciokin, che per li tempi passati più d'una volta fa mandato Ambasciatore in Polonia, hiiomo di recapiti e d'assai buon ingegno, prese résolu tione di ritirarsi in un Monasterio greco per iinire ivi i suoi giorni, e non estante che il Zar havesse fatto quanto humanamente poteva per impedire tal sua resolutione, in riguardo délia nécessita che haveva di quel soggietto, non vi lu persuasione bastante per fargli mutar il pensiero. Questo hora ■chiamato dal suo Patriarca per ordine espresso del Zar alla Corte, in riguardo délia })ratica che ha di trattare coi forestieri, oltre l'amicitia particolare professata da lui sempre alla Polonia, hebbe ordine di vedersi col Sig. Referendario, e dirgli che gli era stato coniandato di trattare seco, e d'intavolare l'unione tanto necessaria contre il Turco, forse perché havendo saputo che l'Inviato di Moscovia non haveva incontra te alla Porta quelle facilita che pensava per concluder la pace anzi che haveva riconosciuto nel Turco quella superbia et alterigia solita loro, tanto più che havevano perfezionata la fabricà de i noti Castelli al Boristene senza ostacolo alcuno di quella parte, e contrapesata la prodezza del Moscovita dal non haver in tutta questa campagna intrapreso attione alcuna. Il dette Hasciokin aveva assicurato pure il Sig. Referendario d'essersi veduto col Dolhozuchi, che vuol dire mano longa Généralissime famoso del Zar et inimico giurate del Turco, il quale non solo gli haveva data ottima intenzione per il conseguimento del Trattato, ma che si era gettate a' piedi del Zar pregandole a voler cooperare per il censeguimento d'una tante necessaria uniene con la Polonia. La rottura del Turco col Moscovita non impedirà il primo di cimentarsi con altre petenze, mentre tien per certo che il Moscovita mai sia per attaccarlo, ma bensi defendersi, e se è vere come non si deve dubitare, che il Turco levi di nuovo 60 mila lanciari per la prossima Campagna, non sarebbe fuori di proposito che tendesse la mira a Chiovia prima di venire ad altre Imprese.
Habbiamo stimato a proposito significare il tutto a V. S. Rev."^* acciô che facendône passare l'avviso a Mons. Buonvisi veda che dal canto nostro non si tralascia mezzo, ne applicatione per arrivare al bramato fine, se bene fin qui al essempio délia Corte Cesarea gli altri Prencipi non sono venuti a dichiaratione alcuna^ e possiamo anche credere che se Sua Beatitudine come Capo benignissimo di tutta la Christianità e come motore di una cosi santa e gloriosa impresa non sarà il primo per animare gli altri, ci troveremo poi soli esposti ad un cosi formidabil nemico. Ma Dio che in ogni tempo ha saputo proteggier questo nostro antemurale délia Christianità, ci val sperare che in riguardo délia nostra sincerissima intenzione hora più che mai non sarà per privarci délia sua santissima assistenza. Di tutto quello anderà succedendo non mancheremo farne partecipe V. S. E/CV."^»- alla quale confermando il desiderio nostro per le di lei sodisfattioni le desideriamo dal Gielo ogni maggior prosperità. lavarova li 9 Ottobre 1679.
Griovanni Ke.
Et, le 11, Martelli (1) informe Cybo que le résident césarien est venu l'informer que son secrétaire, arrivé de Prague, lui a annoncé que l'empereur le remerciait de sa coopération. Le secrétaire lui dit aussi que, ni de France, ni de Moscovie n'était parvenue à l'empereur aucune lettre touchant la paix avec la Porte et que, par conséquent, S. M. avait dû réfléchir beaucoup avant de rien entreprendre contre les Turcs. Qu'en tout cas, S. M. césarienne trouve excellente et juste la ligue défensive proposée par le roi de Pologne, et Martelli ajoute: qu'il vient de recevoir l'ordre de demander au roi de vouloir bien désigner l'endroit et l'époque pour traiter de cet accord . . .
(1) Le 15, Bonvisi écrit de Schwechat, près de Vienne: « Il est impossible d'aller à Prague sans faire quarantaine, et l'ambassadeur d'Espagne, ayant eu un cas de peste suivi de mort dans la maison, a dû quitter la ville... »