‹ Innocent XIChapitre 243 sur 290 · LETTRE DU ROI AU CARDINAL VIDONI · texte numérisé non relu

LETTRE DU ROI AU CARDINAL VIDONI

I.e 21, le roi Jean avait écrit au cardinal Vidoni : III.^^^^ e Eev."^'^ Signore,

È uniforme il parère di questi Senatori col nostro che in caso continuasse la Republica di Venezia a difficoltare il passaggio al Sig. Duca Michèle Radscivile destinato per nostro Ambasciatore estraordinario a Nostro Signore et che anche costi ad essempio délia Republica li fosse fatta qualche oppositione il che non vogliamo credere, si debba ricorrere corne noi hora facciamo alla benignità et affettuosa direttione di V. S. Ill.ma acciô che corne più di chi sia informata de' punti trattati, e del bisogno che habbiamo di pronta e considerabile assistenza per poter pervenire al nostro bramato intento, che è quello di Sua Santità medesima, si compiacia prender misura dal tempo del Consiglio destinato à Varsavia per li 8 Genaro prossimo et in caso il Sig. Duca medesimo non possa retrovarsi costi in tempo da poter far pervenir a noi le risposte avanti il sopradetto Consiglio, voglia lei con privata audienza procurare dall'innata Clemenza di Sua Beatitudine una favorevole e pronta dichiaratione di quello si possa far capital sicuro délia di lui santissima assistenza ; mentre essendo di ciô il primo motore, come benignissimo Padre del Christianesmo possa servir d' essempio agl'altri Principi assai ben disposti; con che accrescerà in noi il corraggio a prepararsi come tanto desideriamo a sacrificar la propria vita per una altrettanto necessaria, che gloriosa Impresa.

Et Cybo écrit à Mgr Jacobelli à Venise:

Aile reiterate premurosissime istanze fatte dal S.'' Duca di Radzivil d'esser amesso con pochissima gente alla quarantena in Ancona, o in altra parte dello Stato Ecclesiastico per poter poi colla venuta in questa Corte, eseguir le sue commissioni N. S.^® benche sia stato sempre non meno inclinatissimo aile sodisfazioni dell M>^ del Rè, e proprie di lui, che desideroso di trattar seco sopra le correnti emergenze délia Polonia, seguendo nondimeno il parère d'una particolar Congregatione, in cui è stato maturamente discusso questo negozio, non hà stimato bene di poter con-

descendere in questa parte, non tanto per timoré grande che si è concepito in tutto lo Stato Ecclesiastico, délia venuta di questo S^"®, quanto per le conseguenze importantissime che potrebbe cagionar la venuta medesima appresso i principi confinant], quando ô per i patimenti del viaggio, ô per mutazioni d'aria, overo per altro sinistre accidente succedesse qualche infermità in alcuno délia sua famiglia, corne si puô giustamente temere, e ne abbiamo l'esperienza nella famiglia di Mons.'' Bevilacqua, che appena giunta cadde tutta inferma con la morte di molti. Per altra parte premendo infinitamente al paterne zelo di N. S.^® di sentir le commissioni che il medesimo S.'" Duca scrive di tener molto sécréta -per S. S.*^' Hà risoluto S. B.*' di spedir la persona di V. S. ai confini di cotesto Stato per trattar seco sopra tali affari ; ond'ella ricevuta ch'avrà la présente, dovrà trasmettere immediatamente per espresso l'avviso al S''. Duca di tal sua incumbenza e susseguentemente disponersi ella medesima al viaggio verso quelle parti : l' istesso ragguaglio dovrà V. S. dare à cotesto magistrato délia sanità per ottener dal medesimo gli ordini opportuni à quei deputati, d'ammetterla aile conferenze col predetto S.^ Duca, con quelle cautele, che verranno stimate necessarie, le quali accordate che saranno, potrà ella trattar seco quanto occorrerà, e darne successivamente conto à S. B.® per staffetta espressa. In oltre prima délia sua partenza, dovrà V. S. procurar d'informarsi esattament dai SS.^^ di cotesto magistrato, corne si goda perfetta salute in Treviso, e suoi contorni, e corne l'abbia goduta il Sj Duca medesimo, e la detta sua famiglia, e giunta ch'ella sarà à que' confini dovrà prender l'istessa informazione dai deputati che si trovano cola per veder se le relazioni confrontano con dar poi quà avviso distinto di tutti gli accidenti che fossero occorsi, con quel di più che la sua prudenza stimerà degno di notizia; et il S.'^® Dio la contenti. Eoma 29 9bre 1679.

Par une dépêche du 6 décembre, Martelli informe Cybo de la situation des partis en ce moment en Pologne et des ditïicultés pour la continuation des négociations avec l'empire. Et, d'abord, il résume une conversation qu'il avait eue

LE ROI INVOQUE l'iNTERVENTION DU PAPE 591)

avec l'évêque de Kijovia, que le roi lui avait envoyé. Monseiufiieur, après avoir mis en relief l'œuvre de S. M. à la Diète de Grodno pour tout disposer en vue de la jt^uerre^ et dont il désirait faire part à S. S., — Père commun de toute la chrétienté — a poursuit ainsi :

... Hora la Maestà Sua cou la medesima sincerità piangeva e propalava il suo dolore, mentre conosceva che per certa fatalità, senza sapere per quai cagione venivano contrariât! et impediti i suoi santi disegni e l'ottime direzzioni che haveva date per condurli al bramato fine ; poichè se bene Sua Maestà haveva eletti tali commissarii per la Commissione militare di Leopoli, i quali spontaneamente s'erano ofïerti di secondare in essa le intenzioni reali nondimeno quando poi s'è venuto al fatto, eglino havevano voluto terminare detta Commissione in Leopoli, piu tosto che trasferirla al tempo del futuro Gran Consiglio, dove la Maestà Siia intendeva con l'autorità di questo et unitamente con quella délia Commissione medesima stabilire molti buoni ordini per la publica sainte, havendo i Commissarii proposto li salutari Consigli di Sua Maestà, per sodisfare al desiderio d'alcuni Palatinati, i quali dimandano la Dieta Générale per impedire Pattività del Gran Consiglio. Pertanto se bene la Maestà Sua non deponeva ancora le buone speranze, nondimeno avvertendo che nelle presenti congiun ture non v'era ancora alcuno che le prestasse aiuto, si protestava avanti Iddio, avanti il suo Santissimo Vicario, et appresso tutto il mondo Christiano, che se la Sua piissima resoluzione non havesse sortito l'effetto desiderato la Maestà Sua medesima sarebbe esente da ogni colpa; et in questo mentre faceva urgentissima istanza per mezzo mio acciô che la Paterna providenza di Sua Santità si degnasse mandar qua per il tempo del futuro Consiglio tali dichiarazioni che potessero dare stimolo e sprone a questi Popoli : Non tant siiplnls quam plgrescentibus malorum et aegestatis taedio.

A cela le nonce répondit que, lui aussi, était très peiné de voir les désordres qui régnent dans le royaume, car il sera difficile que, les connaissant, les autres princes veuil-

lent seoourir Ja Pologne; qu'en tout cas on pouvait espérer que S. M., par sa sagesse, saura y porter remède. L'évêque fut aussi de cet avis et parla des secours que pourrait donner le pape, disant qu'il fallait les connaître avant l'ouverture prochaine du Conseil, fixée pour le 8 janvier; que bien des difficultés pourraient s'aplanir avec le temps, surtout parce qu'on entendait dire que le marquis de Vitry devait se rendre chez l'empereur au nom du roi très-chrétien, en vue de faciliter la ligue offensive contre les Turcs, et que peut être il serait bon, si c'était possible, de retarder la réunion du grand Conseil, afin de donner le temps aux négociations. A son tour le nonce lui répliqua:

Che se le cose non si potrtinno cosi presto disporre per la guerra offensiva, bisognava almeno abbracciare prontamente e vedere di concludere la Lega difensiva, alla qnale l'Imperatore ha già dichiarata la sua prontezza, perché questa sarà poi preparatoria all'ofFensiva. Mons. Vescovo mi replicô che ogni un bene conosce la nécessita di abbracciare questo partito, ma che il Re se sarà possibile vorrebbe far la guerra o la lega offensiva, perché questa sarebbe molto più utile.

E poi tornato qui dalla Corte questo Sig. Résidente Cesareo, il quale fu hiersera Paîtra da me e mi disse che havendo fatte le sue proposizioni alla Maesta del Re in nome di S. M. Cesareâ intorno alla sudetta lega difensiva; il Re gli haveva risposto che sperava fra tre settimane l' ultime dichiarazioni de' Moscoviti, e che per ancora gli restava speranza per la guerra oifensiva; il Sig. Duca Radzivil sarebbe tornato con nuova Plenipotenza alla Corte Cesarea, onde si sperava che sarebbe poi venuto in Polonia, e che con esso V Imperatore havrebbe mandato qua un suo Ministro per proseguire i Trattati ; a che il Résidente mi disse che che haveva soggiunto e domandato al Re ; se in questo mentre esset periculum in mora rispetto a Turchi ; a che Sua Maestà haveva risposto che vi sarebbe stato tempo abbastanza per trattare.

Non scrivono ancora che sia arrivato a questa Corte lo scritto Chiaus Turco, quale si suppone che venga per sollecitare il rego-

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