L'EMPEREUR VEUT LA LIGUE DÉFENSIVE
lamento de' Confini in vigore délia Pace di Zorawno, et avendone io parlato con Mons. Vescovo di Kijovia, mi disse che non era ancora arrivato; e perché lo interrogai corne S. M. pensava di <iontenersi in questo afFare essendo la Repnblica disarmata e da non potere presentemente resistere aile pretensioni del Turco ; mi rispose che per tutto l' Invern^^ si sarebbe andato procrastinando, mentre la stagione istessa non permette che si possa praticare la campagna per far tal funzione, e che intanto si sarebbe procurât© di trattenere i Turchi con buone parole.
Communico tutto ciô a Mons. Nunzio Buonvisi; et all'E. V. profondamente m' inchino. Varsavia (3 dicembre 1679.
Le 9, Cybo répond à Bonvisi qu'il n'a pas besoin de se presser d'aller à la Cour et que même il est mieux qu'il en reste éloigné, afin de ne pas se trouver au milieu des différends et des discordes entre les ministres... «Userait bien regrettable que Hocher ait à s'en aller. »
Le 10, Bonvisi lui écrit, toujours de Schwechat: «S. M. a prié de nouveau le résident impérial Gienuschi de hâter la ligue défensive avec la Pologne. Il a déjà quitté Varsovie pour se rendre auprès de la Cour. Ici on fera tout ce qui sera possible contre le Turc, pourvu qu'on soit assuré de la sincérité des traités... D'après les dernières nouvelles de la Transylvanie il paraît que des Turcs, des Polonais et des Français parcourent ce pays pour renouveler les accords avec les Hongrois révoltés.. . On a des soupçons aussi au sujet de Casai, que le duc de Mantoue aurait, dit-on, vendu a Louis XIV; et on a fait partir de France l'ambassadeur de Raguse, qui s'y était rendu pour obtenir des secours en faveur de la République contre les Turcs... On dit même qu'on suscite des ditïicultés afin d'empêcher que le duc de Radziwill ne vienne à Rome. Enfin on craint toujours quelque mauvais tour de la part de la France. » Dans une autre dépêche, du même jour, Bonvisi renouvelle les mêmes doléances et ajoute « que le comte Chiniseg lui a dit que l'empereur
ne désire pas se mêler des affaires d'Angleterre. Déjà une fois il fit des tentatives en faveur d'York et il ne fut pas bien accueilli. . . »
II paraît que la situation à Vienne était bien désastreuse^ car Bonvisi, le 10, écrit à Cybo: « que des prières ferventes de S. S. sont nécessaires pour que Dieu délivre Vienne de la peste, car si l'on doit s'en remettre uniquement à l'action humaine, le fiéau ne disparaîtra pas. Il semble que l'on s'efforce plutôt d'infester la ville que de l'assainir... On est d'une confiance téméraire, qui va jusqu'à se revêtir des habits que les pestiférés morts ont portés. On a rouvert les tribunaux, etc.. et les décès sont toujours plus nombreux» Aussitôt qu'on a cru à une amélioration de la santé publique, la population rurale est accourue à la ville pour acheter des effets, et ainsi on a infecté aussi la campagne... »
EtJ le môme jour; Cybo répète à Mellini d'envoyer la somme qui doit se joindre à d'autres pour les subsides à la Pologne, parce qu'on apprend que les Turcs veulent l'envahir; que, du reste, contre qui que ce soit que la tempête rue, N. S. ne veut pas renoncer à faire tous les efforts pour subvenir à un si grand besoin, même avec des aides pécuniaires, bien que, vu la pauvreté actuelle du trésor apostolique, il puisse plus efficacement secourir à l'aide de ses bons offices et de ses exhortations auprès des princes chrétiens, ce que S. S. n'a jamais refusé de faire; et qu'il est de toute nécessité, dans l'intérêt de la Couronne catholique, qu'on défende l'Autriche et la Hongrie et que, par conséquent, elle devrait consentir à accorder les dîmes à l'empereur.
Le 13, Martel li informe Cybo, que le roi regrette beaucoup les obstacles qui se présentent pour l'ambassade de Radziwill.
Et, le même jour, il rassure Cybo en lui disant qu'il a communiqué à l'évêque de Kiovia le contenu des lettres
l'auditeur jacobelli et radziwill 603
de S. Em. touchant rempechement insurmontable au passage du duc dans l'Etat de ]'E<=rlise, même malgré la quarantaine, et sur le mo.yen proposé de communiquer par chiffre.
lacobelli à Cybo:
Di Pontiebba 16 Décembre 1679 (Dec. a 25 detto). Nella conferenza di Giovedi il Sig. Duca mi honoré dirmi che due erano stati li motivi délia sua speditione a Nostro Signore, l'uno di divotione, perché essendo scorso più di un mezo secolo, che la Polonia per causa délie guerre continove non ha mai reso segno alcuno délia sua veneratione verso la Santa Sede e Pontefici con la missione d'Ambasciatori di obbedienza, si era risoluto dal Pe e Pegno di rinovare nella persona di Nostro Signore li testimonii di quel rispetto et ossequio che il Pegno Polaccho e tutti li Pe predecessori hanno sempre professato alli Sommi Pontefici, e che per questo solo riguardo egli non puole in alcun modo tralasciare di proseguire questa sua commissione per adempimento délia quale era stabilissimo di continuare la sua stanza tra li disaggi et orridez/e di questi monti sino che cessera ogni sospetto di peste e vedrà aperti questi Pastelli, quando per al tra strada non possa avère l'adito di portarsi a bagiare li Santissimi Piedi a Sua Santità per esporle i sentimenti ossequiosi del suo Pe e Pepublica Polaccha; l'altro di guerra da muoversi contro il comun nemico per la quale il suo Pe e Dieta del Pegno ne haveva ricevuti diversi impulsi prima da Nostro Signore per mezo di esso Duca quando fu in Poma due anni fa, e j^oi da un Brève presentato da Mons. Nunzio nella Dieta di Grodna, nel qnale si persuadeva la Pepublica Polaccha a rompere la pace stabilita con la Porta et intraprendere la guerra con assicurare la medesima di assistenza valida per la parte di Sua Santità, e di tutti gli altri Principi Christiani. Animati perô il Pe e Dieta da tali promesse havevano risoluto di sospendere la ratificatione délia Pace^ e per legge sécréta che conservano nell'Archivio Pegio havevano stabilito d' intraprendere la guerra, e di lare un Corpo di Armata di 50 mila huomini tra Lituani e Polacchi, et anche risoluta l' impositione di un Taglicne per pro^edere in qualche parte al soste-
nimento deirArmata con la conditione che non si dia principio alla guerra se non restino prima stabiliti, et accertati li aiuti sufficienti per il mantenimento deU'esercito, mentre daU'impositioni da cavarsi dal Eegno suppone non potersi œantenere che poco più di 20 mila huomini, tanto più che li sudditi restano anche gravati a pagare l'impositioni antiche per la guerra passata, dovendosi con esse andare sodisfacendo il debito vecchio che ascende a molti milioni..., disse di più il Sig. Duca che la pace ultimamente capitolata sia stata forzata et involontaria perché il E.egno non poteva più mantenere la guerra per diietto di denari, de' quali solo si trova bisognosa la Republica Polaccha, abbondando per altro di huomini e valorosi, e perciô esser necessario un pronto stabilimento con Nostro Signore perché ogni dilatione che si opporrà potrà partorire pessime conseguenze per questa santa speditione contro il Turco perché dalle risoluzioni di Sua Santità dipendono quasi tutte quelle degli altri Principi, mentre toltane la Duca di Savoia che ha esibito liberamente il denaro per il mantenimento di mille Dragoni, e l'Elettore di Brandeburgo quale parimente senza alcuna conditione oltre li mille cinque cento huomini che è in obbligo di dare si è esibito assistere egli in persona con altra gente. Tutti gli altri hanno date intentioni conditionate di dare assistenze ogni volta che vedranno efFettu-ate le promesse di Nostro Signore e degli altri Principi, e questi mi disse essere stati il Re d' Inghilterra, il Ke di Svetia et il Re di Danimarca. Il Re di Francia poi suppone liabbia promesso un corpo di Armata considerabiie, quando pero^veda etfettuata l' unione degli altri Principi, e quando questa non siegua habbia anche promesso di soccorrere il Regno, caso venisse attaccato dal Turco, e l'elettore di Sassonia habbia risposto che egli si moverà con gli altri, havendo scritto egli medesimo agli altri elettori per disporli a dare qualche aiuto per questa guerra. Mi confidô poi che liaveva trovato qualche difficoltà neir Imperatore, per il dubbio che haveva, che la Pace di Nimega potesse havere poca sussistenza, mentre vedeva voltati tutti li pensieri di Sua Maesta Christianissima verso Colonia, Argentina, Casale, Milano, e Genova, e quando machinasse qualche novità non stimava bene trovarsi impegnata in una guerra contro il Turco; mi disse perô che poi dal Montecuccoli et altri
LES DÉCLARATIONS DU DUC À JACOBELLI (j05
Ministri haveva havute l' intentioni deliberative di Sua Maestà Cesarea, ch'erano di stabilire una Lega offensiva con la Polonia^ subito che restino assicurati gli aiuti da darsi da Nostro Signore^ e siegua l'unione dell'Armi di Moscovia, nel quai caso l'Imperatore doverà solo con la sua Armata fare diversione in Ungheria, se poi li Moscoviti mancassero di fede, oppure facesse qualche patto col Turco, con li aiuti parimente di Nostro Signore si stabilirebbe la lega difensiva per combattere il Turco, se tentasse attaccare 1' Ungheria, o la Polonia. In oltre considéré essere necessaria ogni celerità perché per li 8 di Gennaro hanno stabilito il Consiglio Générale per risolvere questo punto se si deve ratificare la Pace già fatta, o pure dare esecutione aile risolutioni prese per la guerra. Aggiunse che con la lunghezza si da sempre più tempo ai Moscoviti di pensare all'aggiustamento col Turco, quale esibisce la Pace alla Moscovia con il Proietto di cederli tutta la Lucrania lino al fiume di Boh, nel quai caso mancherebbe l'assistenza de' Moscoviti se bene mi parve che il Sig. Duca facesse poco conto délia unione di questa Natione, si perché é gente pusillanime e poco atta all'armi, mentre a loro vista permetterono che solo cinque cento Tartari impunemente comprassero li schiavi, et essendo in numéro di trecentomila con settecento cannoni non habbiano mai intrapreso nella passata campagna alcuna risolutione d'assedio di fortezza . .. Considéré di più il Signor Duca, che se si darà tempo al Turco, che agguerrirà li Popoli délia Lucrania, et essendo questa natione numerosa, e molto habile a guerreggiare, potrebbe da essa provincia ricavare un corpo di Armata di centomila huomini bravissimi, et anche buon corpo potrebbero levare dal Palatinato di Podolia, dove si trova il forte di Caminietz, onde se si lasceranno li Turchi quieti possessori di Lucrania per un anno senza muovere altra gente dall'Asia, et altre parti, potranno con questi e con Tartari, Moldacchi, e Transilvani guerreggiare tutta la Christianità, potendo da queste Nationi ha ver^ sempre almeno un Corpo di quattrocentomila huomini di guerra. Concluse finalmente che tutta la sainte délia Polonia^ consisteva nelli aiuti che speravano da Nostro Signore in denari perché dal Regno si possono fare Levé numerose, e di huomini bravi^ assicurando il Sig. Duca che solo cinquantamila Polacchi
siano sufficienti per contraporsi a duecentomila Turchi^ e che qnando si darà un esercito armato di 50 mila soldati ben pagati questi effettivamente si possono calculare per 150 mila effettive persone, perché ogni soldato ussaro, cioè nobile, conduce seco dieci o dodeci persone di seguito, quali benchè non siano obligati a combattere nondimeno tutti prendono le Armi, quando se gli promette 0 permette il foraggiare o il sacco. Mi disse anche il Sig. Duca che la Dieta, e Regno haveva fatta la speditione délia sua persona a Nostro Signore, Imperatore, e Principi d'Italia perche essendo egli Gran Cancelliere del Regno e Générale délie Armi possa sul fatto medesimo che tratta il negotiato délie assistenze, conoscere se gli aiuti che si prometteranno saranno sufficienti, et essendo tali, senza darne parte al He e Dieta, possa concludere l'unione, e perciô quando Nostro Signore si degnasse farli penetrare le sue positive intenzioni, potrebbe subito assicurare se con esse s' intraprenderà la guerra, et a questo effetto mi ha honorato darmi le lettere sue credentiali, et anche la Plenipotenza originale per toglierne copia, e trasmetterla a V. S. assieme con la copia délie istruttioni date ad esso Sig. Duca per Sua Santita.
Essendo tornato hora a prendere le sue lettere per spedire questo spaccio, mi ha incaricato di nuovo che supplichi S. V. quando Sua Santità habbia a cuore questa guerra con il Turco di rispedir subbito per espresso le intentioni délia medesima, perché per li 8 Gennaro seguirà il Consiglio Générale, al quale la Dieta ha dato la Plenipotenza in questo particolare délia guerra e se non si haveranno le certezze degli aiuti, massime di Sua Beatitudine, facilmente le Deputati potrebbero risolvere di ratificar la Pace vedendosi già stretti dal Turco che con gran numéro si avvicina a' confini, e perché crede che ne meno basti il tempo dice ch'egli spedirà in diligenza in Polonia acciô che si lasci questo aifare per li ultimi giorni del Congresso. Mi ha consegnate anche hora alcune scritture di notitie j cr l'afPare di questa guerra, con ordine di trasmetterle a V. E. corne faccio con piego a parte.
Le 21, Bonvisi informe Cybo que Montecuccoli se plaint de ce que le roi de Pologne ne se décide pas à la ligue