‹ Innocent XIChapitre 279 sur 290 · LA SITUATION DE MESSINE · texte numérisé non relu

LA SITUATION DE MESSINE

la paix; d'autaut plus que de Constantiuople vienuent des nouvelles que le Turc, ayant arran^ié ses affaires avec la Polot^ne et la Moscovie, a décidé de se tourner vers la Hongrie; et que, hier, il a enjoint aux nonces de Vienne et de Varsovie d'exciter ces Cours à se défendre, recommandant à Bonvisi surtout de se mettre bien avec les Moscovites, qui doivent arriver à Vienne, non tant pour remettre sur pied, s'il est possible, cette entente que le père du grand-duc régnant exprima déjà le désir d'établir avec Rome, oii il expédia un envoyé, mais pour leur montrer le besoin urgent qu'a cette nation de s'unir aux Polonais contre l'ennemi commun.

Comme complément à la correspondance à laquelle donna lieu l'occupation des troupes françaises de Messine, voici trois dépêches que le cardinal Cybo adressa à Mgr. Mellini à Madrid. La première, en date du 17 avril:

È credibile che S. M.*^ Cattolica vorrà usar largamente gli atti délia sua real clemenza verso i Missiriesi (sic), condonando loro ogni colpa, si per esser ciô conveniente alla grandezza dell'animo, e délia dignità sua, e conforme alla carità christiana, corne per obligarli maggiormente e stabilirli meglio per l'avvenire nell'ubbidienza e nell'amore verso il loro principe; Mi ha ordinato con tutto ciô S. S.*^ di scrivere à V. S. 111."^*, che non tralasci d'insinuare à S. M.^^ et al Sig.'" D. Gio. questa convenienza, e la premura, che ne hà la S.*^ Sua in ordine al buon servizio di S. M.^^^ (}[^ [ Messinesi hanno fatto una lunga e misera penitenza de loro falli ; Già i creduti complici délia rivolta hanno con volontario esiglio, e con la perdita délie loro sostanze pagato il fio, e purgata la città dagli humori corrotti. E la gratia che ha fatta Dio à S. M.*^ in restituire quando meno si sperava

tempo rimase uno scheletro ne mai pin ha potuto rimettere le l)enne, perché circa trentamila Messinesi passati ad abitare in Palermo, e quivi abituati non vollero più mutar soggiorno.

684 l'impartialité d'innocent

alla sua ubbidienza una città cosi importante, e capitale nel regno di Sicilia, mérita dalla M.^-"^ Sua senza alcun dubbio, un cosi giusto riconoscimento.

In tal proposito V. S. Ill.i^a farà passaggio al salutare ricordo di S. S.*à insinuato con le lettere ultime di abolir l'ingiusta, e detestabile monarchia in Sicilia offerendola à S. D. M.*-^ come in olocausto per rendimento di gratie di haverla in si grave pericolo salvata dalla rovina; si varrà alla per imprimere nell'animo del Rè, e di S. A. l'orrore di quella usurpatione atta ad irritar sempre più l'ira divina, délie ragioni invincibili clie deduce copiosamente contro detta monarchia il Cardinal Baronio ne i luoghi à lei accennati con altra mia. Aggiungerà non haver bisogno la Spagna di questa autorità incompétente per assicurarsi il possesso di quel regno, al quale non pu6 in conto alcuno pregiudicare, ma puô giovar molto il rispetto verso la podestà ecclesiasiastica ; essendo anzi la vera strada di assicurarsene, il rendere à Dio ciô ch'è di Dio, nelle cui mani sono i monarchi e le monarchie. Essere ]a giustitia, e la religione i veri custodi délie città, e de' regni. Perciô dover S. M.*^ invece di mantenere un possesso ingiusto, benche antico sopra l'immunità délia Chiesa; andar con gran riguardo in far scelta di ministri retti, e giusti, ed atti à mantener la buona corrispondenza con gli al tri principi, e con S. S.*^ in parti colare. Alla quale non solo come à capo, e padre délia Chiesa Cattolica, ma com.e à padron diretto del Regno di Napoli, non puô se non essere di grande afflittione il vedere i poveri popoli maltrattati coutinuamente dall'ingordigia, e rapacità de Regii rappresentanti, e ministri come è notorio, e sono fresche le piaghe; Cosa che oltre alla grave offesa di Dio, irrita grandemente i popoli istessi, e gli consiglia talhora à partiti disperati, come si è veduto per prova e recenti. Queste cose dira V. S. 111.™^ al Rè e molto più à disteso al Sig.'^ D. Gio. come quelle che escono dal cuor paterno, e convengono al pastorale officio di S. B.e verso la salute cosi temporale come eterna, e de' suoi regni, e ministri. Avvertirà nondimeno di farlo opportunamente, et in maniera che possano più tosto obligare, che turbar l'animo délia M.*^ Sua, e di S. A. etc.

CYBO n'admet pas PARALLÈLE ENTRE ESPAGNE ET FRANCE G85

La seconde est du 5 mars 1679:

Non possono aver luogo le querele, che si fanno costi dell'indulgenza di Roma verso la Francia in quelle cose, che non si permettono alla Spagna, quali sono gl'abusi di dare il possesso délie abbadie senza che prima si spediscan le Bolle, e di eseguire altre cose contrarie ai canoni prima che si sia conseguita la dispensa pontificia, bastando di aver supplicato per esse, corne anco di tollerare, che i vescovi di Francia levino dal canone délia Messa, e dal messale la commemoratione, e l'oratione pro Papa.

Non sussistono, dico, tali querele, primieramente perche non hà da cercarsi dalla Spagna, quando Roma reclama coritro qualche aggravio, che riceve la Chiesa, ô l'autorità pontificia 6 quando dà la ripulsa à qualche istanza se si pratichi l'istesso reclamo, ô l'istessa ripulsa in Francia, ô in altra parte : ma se è ragionevole il riclamo, 6 la negativa. In secondo luogo non sussistono perche diversi regni hanno stili diversi, ne convien pigliar le misure con tutti uguali, prevalendo gli usi, e le tolleranze antiche con alcune nationi. Altrimenti bisognarebbe sconvolgere il tutto. E se si dovesse usar la regola di trattar tutti ugualmente, non dissimularebbe la santa Sede quello, che si pratica nella tanto detestata monarchia di Sicilia. L'abuso délie commende, e dispense non è quai si suppone, e di Francia non nasce oggi, mentre cento anni sono si praticava in Francia plù frequentemente ; senza che la Spagna 6 altra natione si dolesse, che non fosse a lei permesso di prevaricare nell'istessa maniera. Circa poi il canone délia Messa avrà potiito S. M.*^, et il S.'" D. Grio. riconoscere dalla lettera del Vescovo délia Rocella di cui à tal fine inviai copia à V. S. I. quanto sfacciatamente si ordiscano le calunnie contro prelati di segnalata virtù, e con quanta facilita si credano costi. Dell'istessa lega saranno altre dicerie, che si spargono in cotesta Corte délia partialità di Roma verso la Francia. E per quel che riguarda il cadavere del Nunzio Varese, se fù dall'arcivescovo ecceduto ne diritti parochiali fu finalmente ecceduto contro un cadavere, incapace di rappresentare il suo principe; e se l'Arci vescovo ebbe il torto, potè meritar qualche scusa dall'angustie del tempo, che non lo lascia ancora conoscere

()8(i l'impartialité d'innocent

ben addentro il inerito délia causa, non mancando anche fra canonisti di questa Corte chi difende ciô che egli operô in taie occorrenza. E finalmente il Re non vi ebbe alcuna parte, corne si è poi dichiarato più volte. Si vaglia Y. S. I. colla solita sua destrezza di queste notitie, e riflessioni per ribattere corne conviene l'insulse doglianze, che mi accenna in una sua spargersi in cotesta corte.

Et la troisième, du 10 décembre:

Ancorche la cagione, per cui hora, son travagliati i Messinesi, ne tolga ogni maraviglia, ad ogni modo la publica voce, che corre de troppo rigidi trattamenti, che patiscono, eccita qualche giusto com])atimento nell'animo di N. S.^®, il quale, e come padre commune, è proclive alla misericordia, e come zelantissimo del bene délia corona, reputa, che niun mezzo possa usarsi più utilmente à ristabilire in Messina il dominio délia medesima, che la mitezza, e la clemenza, tanto propria del cuor generoso del Re Cattolico, è da esercitarsi anche più all'hora, quando delinque la moltitudine, la cui fede, e soggettione non si ricupera mai fermamente sinchè il principe non si mostra placato, facendole godere amplamente i frutti del conceduto perdono. Per estinguer dunque affatto coll'esterna ribellione anche ogni scintilla dell'interna, la quale puô facilmente fomentarsi sin chè si persista nell'asprezza verso quel ])opolo, e verso la misera gente che uscita dalla città, va hora raminga per il mondo ; inclinerebbe Sua B." à rinovare alcun suo paterno ufficio con S. M.^^. eccitandola al soUievo di quei ravveduti vassalli e à renderli col forte vincolo dell'amore più stabilmentft à se soggetti, e divoti; ove perô tralucesse qualche ben fonda ta speranza, che ne l'ufîizio fosse per essere discaro alla M.t^ Sua, ne stérile d'effëtto. Vuol perô che la S.*^, Sua, che V. S. I. n'introduca dilicatamente discorso col S/ principe D. Vincenzo Gonzaga, ministre non men pio, che perito di quegii affari; e studiandosi d'imprimergli nell'animo questi dettami di cristiana mansuetudine, ben conforme al servizio, e alla gloria del Rè, procuri di ben riconoscere, se replicandosi le pontificie intercessioni sopra di ciô, siano per esser accolte con gradimento e con frutto.

Page 1