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LE NONCE ET MGR. LITTA

e di carrozze ; tuttavia persistevo in credere, che fosse per tornare, e con la solita domestichezza, sono andato più volte à vederlo ; ad ogni modo per andare à para ta, pregai il Sig.^® ambasciatore di Spagna amico comune, che mi facesse favore d'indagare, se per qualche disattenzione mia, ô de miei havesse presa questa risoluzione, per rimediare e fare ogni sciisa, e S. Ecc.^* non potè cavar altro, se non che la purga l'aveva obligato à pigliare l'aria aperta, onde egli mi persuase à non inquietarmi di questo fatto accidentale ; Non mi quietai perô, e pregai il suo auditore, ch'in ogni maniera vedesse di sapere, se era succeduto qualche errore, per correggerlo, et egli ancora m'assicurô, che non ci era alcun mistero. Ma dopoi ho veduto levare le robbe di casa, e restituire le chiavi di quelle stanze, che tenevano i suoi aiutanti di caméra, et hà già comprata una muta segno évidente, che non vuol tornare. E nella ricerca, che hanno fatta i miei servitori, hanno detto i suoi, che Monsigno.^® pativa troppo nelle stanze, che li havevo assegnate, perche erano malinconiche, e non vi poteva dorraire : Mi rammaricai del suo patimento, perché veramente la casa è cattiva, ma il suo star maie non procedeva per mio defetto, havendoli dato il migliore appartamento, che solevo godere l'estate, e perche délie stanze da dormire, una era poco luminosa, e Paîtra soggetta al rumore dell'anticamera, vi accomodai due letti, acciô che potesse sciegliere (sic) quella, che li fosse meno incommoda, stando io nell'appartamento da [nverno insoffribile per il caldo, e per lo strepitio di due ferrari, e di un bottaro, che cominciano all'alba il loro lavoro ; tuttavia se havessi creduto, che li fosse piacciuto più quest'appartamento, ne li haverei dato volentieri, perche non desideravo altro, che di servirlo, et à me sarebbe stato più grato i'andare, dove soglio stare l'estate ; onde parendomi troppo debole questa causa per partire, hô cercato, se ce ne fossero altre ; et alcuni de suoi à mezza bocca hanno detto, che Mons.^® si era piccato, perche il giorno, che andô all'udienza privata dell'Imperatore non li diedi altro, che due délie mie carrozze à sei, e che dovevo darli ancora la terza. Sopra di ciô è facile la mia scusa, perche se bene tengo 24 cavalli, ne ho 15 di morelli, e 9 leardi, e non posso attaccare quattro mule, ne potevo accrescere il numéro, perche nella stalla non ne capono davan-

taggio. Comprai bensi un'altra carrozza honorevole di velluto. oltre tre, clie n' havevo, per servirlo meglio, ma più di tre mute non potevo attaccare, e nelFingresso, e nell'audienza pubblica, e nelle visite de' gPambasciatori. che si devono fare con tre mute, et una dovevo mandare à mio nome, come fanno tutti gPambasciatori, si messe la mia livrea à i cocchieri d' una sua muta e si suppli al bisogno, stando io in casa. Mi chiesero dunque le mie tre mute il giorno dell' audienza privata, et io rispuosi. che non potevo darne, se non dae^ perche l'Imperatore m'haveva mandato à chiamare, et assegnata l' hora poco doppo l' appuntamento, che egli haveva con l'Imperatore, e perô si doveva supplire con la sua, come s'era fatto l'altre volte, ma non poterno farlo, perche havevano cavato sangue à loro cavalli, e sento, che la piccatura s'accrevve (sic), perche tornando à casa trovô^ che non ero ancora partito, per andare à viceverse gl'ordini dell'Imperatrice ; Ma non potevo io prevedere, che la sua audienza fosse tanto brève, e che fosse subito introdotto, aspettando io aile volte più di mezza hora in anticamera, e non dovevo arrischiare che trattenendosi davantaggio, ô per la lon2:hezza dell'audienza, ô per haverlo trattenuto in anticamera, passasse l' hora prescrittami dall' Impératrice. Quaiche disattenzione haverei usata, se havessi chiesta l'audienza nell'istesso giorno, che egli l'haveva dall'Imperatore : ma essendo stato chiamato sull'hora del pranzo, non potevo lasciare d'andare : più tosto se havessi saputo, che havesse cavato sangue a' suoi cavalli, mi sarei fatto prestare una muta, oltre che non era gran disordine l'andar con due mute, havendolo io fatto il giorno avanti. e praticandosi da me moite volte, e da gl'altri ambasciatori. convenendo aile volte di prestarne. Ma comunque si sia, non è stato taie il mio errore, che méritasse tanta severa punizione^ come è questa di partire di casa mia doppo averlo servito due mesicon tanta attenzione, e con tanta fortuna, che non ci fosse stata alcuna altercazione fra le nostre famigiie, e con ottima corrispondenza fra di noi, sincera dalla mia parte, e forse apparente dalla sua, non havendomi mai comu)iicati i negozii, che doveva trattare. Perché cosi chi crederà mai, e non Io crederà forse Vostra Em.^^, che per cause cosi leggiere si sia fatta questa separazione, che dà tanto da discorrere ; E certo se io dovessi giudicarne (se questo

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