VISITE DU NONCE AU PRÉSIDENT DE CASTILLE
produirait dans mon quartier ou de la part de mes subalternes. Il me répondit en me remerciant, disant que, prenant occasioQ de mes bons sentiments envers lui, il m'avertissait que je m'étais trompé en prenant la droite. J'ai dit qu'il n'en était rien et que je ne croyais pas l'avoir offensé, car un ecclésiastique me doit cet égard; qu'il doit donner le bon exemple du respect envers le pape; que les présidents de Castilie peuvent avoir des prétentions sur leurs vassaux, tellement que, pour traiter avec les ministres, ils recourent au subterfuge de se feindre malades. Le président eut l'air d'être persuadé... »
Le 29 mai 1678, Cybo accuse à Mellini réception de la dépêche touchant la question du lieu où on laisserait sa voiture à l'occasion de la visite solennelle à la cathédrale de Attoccia pour le Te Deum en l'honneur de la délivrance de Messine. « On voit bien clairement, écrit-il, le soin mis par Y. S. Illme, afin qu'il ne soit pas porté atteinte à ses prérogatives. Les paroles de S. M. tendant à laisser indécise la question du lieu, quoique préjudiciable, à ses droits, n'y portent cependant pas atteinte. Toutefois, lorsque S. M. prendra une décision, d'après la justice de la cause, les droits de N. S. doivent être sauvegardés, et les voitures devront avoir la place pour que soit respectée la dignité du nonce» (1).
Mellini écrit à Cybo, le 11 mai 1677:
Dichiarato Ambasciatore di Malta il Sig. D. Diego di Bragamonte in questa Corte si dispose il sno publico ingresso per li 27 di Marzo cadiito. Mandô egli pertanto a darne parte a me corne a tutti gli altri Ambasciatori e Ministri dei Principi se-
(1) Et sur ce sujet, Mellini informe Cybo, le 8 juin 1679, que le connétable avait déjà décidé que chaque carrosse devait se placer suivant le droit de préséance du propriétaire. « On voit, conclut le nonce, qu'on nous a donné raison. »
condo lo stile, et a pregargli di favorirlo dei loro Gentilhuomini per suo accompagnamento nella cavalcata e tutti compirono molto cortesemente al solito, corne feci pur io cosi col corrispondere all'avviso col complimento accostumato, corne col mandargli alcuni Gentilhuomini a servirlo conforme è l'uso. Terminata la funzione dovea egli dopo l'Udienza di Sua Maestà e di Sua Altezza portarsi da me il giorno immediatamente seguente se voleva sodisfare con tutta l'attenzione usata da' suoi antecessori alla convenienza et all'obligo di farmi la visita, come richiedeva il risguardo d'esser egli Cavagliere E-eligioso, soggetto alla Santa Sede, e lo stile sempre osservato senza innovazione alcuna da tutti gli altri che prima di lui haveano portato tal carattere.
Nol vidi pero comparire, e subito m'accorsi che la novità potesse procédera dalle pretensioni di haver la mano et il titolo di Eccellenza. le quali gli potevano esser motivate dalla considerazione del posto che havea sostenuto di Générale délia Cavalleria in Sicilia. Aspettai molti giorni, e vedendo che proseguiva nel mancamento. feci far la scoperta dell'intenzioni che havesse, e quando pensasse di farmi la visita. R-ispose ch'egli non faceva difficoltà di venirmi a visitare ma che per fare ogni cosa colle misure e regole più accertate havea scritto alla sua Eeligione per haverne gli ordini, e l'istruzioni convenevoli per potersi con quelle governar più sicuramente. e saper come contenersi. Mi parve pur essere una novità di ricercar istruzioni ed ordini sopra uno stile cosi chiaro, inv-eterato e praticato qui sempre sin'liora senza veruna alterazione o contrasto massime ch'egli ben poteva saperlo e per essersi trovato qui quando il suo antecessore immediato il Cavaglier di Villalovos fece le sue prime e successive funzioni publiche, e per trovarsi in questa Corte il Ricevitore délia Religione da cui poteva essere informato, tenendo egli le istruzioni e gli stili di quanto devon fare gli Ambasciatori di Malta in questa Residenza. Persiste egli intanto nelle sue accennate pretensioni, non solo con me, ma con tutti gli altri Ambasciatori e publici Ministri quanto al titolo di Eccellenza et anche coi Consiglieri di Stato quanto alla mano ; si è sin qui astenuto e si astiene dal compilare coi suoi doveri con me e cogli altri, non havendo egli visitato ne anche il Sig. Ambasciatore di Ve-